sabato 2 dicembre 2017

Montemaggiore Belsito: Primo raduno equestre, aperte le iscrizioni.

Le associazioni Vaulting Horse, di Francesco Di Martino, giovane volteggiatore siciliano che ama il suo territorio, ed Equitrekking Corleone organizzano, per il 17 Dicembre, il 1° raduno equestre lungo i sentieri di Montemaggiore Belsito (PA).
L’appuntamento è alle 7:30 al centro equestre, alle 8:30 partenza e alle ore 13:00 pranzo presso il centro equestre, quota di iscrizione, compreso il pranzo, è di euro 20. Per chi fosse interessato può contattare Francesco Di Martino 3203828827, Massimo Cipolla al 3398130004, e Ciccio Vintaloro al 3281512738.

Equitrekking CORLEONE dopo il successo di Ottobre sulla Via Francigena sta cercando di promuovere il turismo equestre. Sostiene il progetto dell’associazione Equitrekking Corleone la Farmacia Mongiovì di Corleone.

Giuseppe Crapisi

venerdì 1 dicembre 2017

Corleone: gestione eliporto, assegnata a Elisicilia

Il Comune di Corleone aveva pubblicato un avviso con la manifestazione di interesse per dare in gestione l'elisuperfice di Contrada Sant'Elena. Si è aggiudicata il servizio la ditta "Elisicilia srl" di Modica (RG) per un importo di 6.500 euro annui.
La ditta adesso dovrà richiedere l'autorizzazione da parte dell'Enac che consenta di avere una pista attiva h24.
La Commissione Straordinaria del Comune di Corleone ha preso a cuore questo importante servizio e in questi mesi ha finanziato il completamento dell'opera, per allaccio contatore, pubblicato l'avviso per la gestione trovando i fondi. Merito va dato anche ai dipendenti comunali che hanno lavorato per avere questo servizio salva vita h24.
Elisicilia è un’azienda leader che opera nei servizi di gestione della sicurezza, emergenza, rischio, lotta antincendio anche specializzata nei servizi connessi al trasporto  aereo, gestisce tantissime elisuperfici in tutta Italia ed è stata definita "Top Player" nel mezzogiorno dal Sole 24 ore.

Giuseppe Crapisi

Condanna per truffa: ai domiciliari il genero di Totò Riina

Condanna per truffa: ai domiciliari il genero di Totò Riina

Tratto da Brindisi Report


SAN PANCRAZIO SALENTINO – La giustizia presenta il conto ad Antonio, detto Tony, Ciavarello, 43 anni, genero di Toto Riina, originario di Palermo ma residente da anni a San Pancrazio Salentino con Maria Concetta Riina, una delle figlie del defunto capo dei capi di Cosa nostra. Ciavarello ha ricevuto stasera (30 novembre) la visita dei carabinieri della compagnia di Francavilla Fontana, che gli hanno notificato un ordine di esecuzione riguardante una condanna per una truffa commessa nel 2009 a Termini Imerese. Ciavarello sconterà in regime di domiciliari, presso la sua abitazione, la parte residua di una pena a sei mesi. Leggi tutto

giovedì 30 novembre 2017

Riina scortato nel carcere di Vasto

(ANSA) - VASTO (CHIETI), 29 NOV - Giuseppe Salvatore Riina, al quale il Tribunale di sorveglianza ha revocato la libertà vigilata, ha lasciato ieri sera Padova, scortato dalla Polizia, per il carcere di Vasto (Chieti), dove dovrà trascorrere un anno nella sezione lavoro. Il figlio terzogenito di Totò Riina è stato prelevato nel pomeriggio di ieri dalla sua casa, nel quartiere Arcella, e portato in Questura. Leggi tutto

mercoledì 29 novembre 2017

Riina jr perde la libertà vigilata

Morto il padre, è arrivata l’ammissione: «Sì, ho fatto uso di stupefacenti». Giuseppe Salvatore Riina — per tutti Salvo, terzogenito del capomafia che per entrare nel traffico di droga scatenò la guerra dentro Cosa nostra con centinaia di morti — ora confessa che pure lui è stato un consumatore. Sniffava cocaina «per fare fronte a situazioni stressanti», ha detto il 23 novembre al giudice di sorveglianza. Leggi tutto

domenica 26 novembre 2017

Il boss (non) è solo.

Foto di Gino Di Leo

Le telecamere si sono spente, la notizia della morte di Riina è stata “digerita”, il mondo dell’informazione è passato finalmente a parlare di altro e Corleone è ritornata alla sua quotidianità di paese dell’entroterra siculo alle prese con emergenze sociali tanto annose quanto lontane da una soluzione (disoccupazione giovanile con conseguente emigrazione, servizi carenti, strade dissestate solo per citarne alcune).
Periodicamente un ciclone mediatico investe il paese. Puntualmente riguarda la mafia: che si tratti di indagini, arresti, morti, sempre e solo di mafia si parla. Sembra che questo paese, che pure ha una sua storia e una sua bellezza, sia incapace di far parlare di sé per altro. 
Il racconto di un’altra Corleone, che esiste, è bella, viva, impegnata, è ad oggi meno interessante. 
Se la narrazione è sempre la stessa, di certo la responsabilità non è solo dei cronisti. Spesso esagerano, è vero, leggendo tutto secondo una visione distorta e tendenziosa (si è parlato, ad esempio, di una Corleone deserta e di locali chiusi per lutto), ma non si può negare che molti nostri compaesani alimentino, con la loro omertà, la loro ignoranza e la loro reticenza, il racconto di una Corleone irriducibile terra di mafia. 
L’ambientazione è sempre la stessa: villa comunale, panchine occupate da anziani con o senza coppola, San Francesco che allarga le braccia (credo in segno di rassegnazione). Dai corleonesi che trascorrono il loro tempo indolenti tra panchina e bar non mi aspettavo niente di diverso: ignoranza e paura, cordoglio e, addirittura, orgoglio per un compaesano che hanno definito “galantuomo”. Un assassino feroce, condannato in via definitiva a decine di ergastoli, un “galantuomo”. Sì, perché la mafia ha un suo “lessico” che rimanda a un sistema di “valori” alla rovescia: di un criminale si può dire che era un galantuomo perché è rimasto “coerente”, “fedele” al suo “credo”, perché non si è mai pentito, non ha mai indietreggiato. Riina non era un “infame” e per questo meriterebbe “rispetto”. Alcuni si sono rifiutati di rilasciare dichiarazioni verbali compensando con dichiarazioni gestuali o dandosi alla fuga davanti ai cronisti. Per imbarazzo, forse. Per paura, sicuramente. 
Sono anziani, si dirà, appartengono a un’altra generazione, quella che le sparatorie per strada le ha viste, quella che gli anni bui della scalata sanguinaria dei “corleonesi” al potere li ha vissuti. Sono ignoranti. Sono “addestrati” dall’abitudine a difendersi rispondendo che non sanno niente, deformando il viso in un’espressione interrogativa, omertosa, diffidente verso lo “straniero” che con le sue domande “tendenziose” turba il lento scorrere di una vita tranquilla, senza infamia e senza lode. Nella peggiore e più veritiera delle ipotesi, hanno interiorizzato la subcultura mafiosa che si nutre di negazione e reticenza.

Non è a loro, agli irriducibili della panchina, della coppola e dell’omertà, che è rivolta la mia riflessione, ma a tutti quelli che hanno espresso in questi giorni cordoglio e vicinanza alla famiglia Riina. Corleonesi ai quali non si può riconoscere l’ “attenuante generazionale”, più o meno istruiti, “insospettabili” che dimostrano con il loro atteggiamento quanto lunga sia ancora la strada da percorrere per questo paese. 
A voi chiedo: davvero ritenete Riina degno di cordoglio in quanto uomo? Quale delle sue “imprese” criminali lo rende ai vostri occhi meritevole di “rispetto”? Può la morte da sola trasformare un assassino che non ha mai mostrato alcun segno di pentimento in un uomo degno di compassione? Può la morte da sola annullare ciò che si è stati in vita? In virtù di quale cortocircuito mentale un individuo che fino all’ultimo respiro è stato un mafioso convinto, esalato l’ultimo respiro, diventerebbe un uomo degno di rispetto? “In quanto morto”, si risponderà. È una motivazione sufficiente?
La morte spegnerà tutti indistintamente. È il ricordo di ciò che si è stati, delle tracce lasciate, delle parole dette, delle azioni compiute, che fa la differenza. Riina era un assassino, ha costruito la sua “brillante” carriera criminale col sangue. Questa è la sua eredità immorale. E in virtù di questa eredità non merita “onore di pianti” né condoglianze fuori luogo. Il cordoglio non è un “omaggio doveroso” ma una forma di consenso pericolosa: i mafiosi, al contrario, devono essere isolati, non devono sentire intorno a sé una solidarietà che rischia di sconfinare nell’approvazione.
Mi rivolgo ai corleonesi per tacere delle centinaia di messaggi che la famiglia del boss defunto ha ricevuto da ogni parte della Sicilia, dell’Italia, del mondo. Chi vive fuori dal nostro territorio è probabilmente legato alla “mitologia” della mafia alimentata da film e serie televisive. Ma ogni corleonese, come ogni siciliano, dovrebbe sapere che l’arretratezza in cui versa il nostro territorio è strettamente legata alla presenza della mafia: dove c’è mafia non c’è sviluppo economico. 
Purtroppo il radicamento della mafia è possibile dove la presenza dello Stato non è forte, dove la politica, quella chiamata a garantire diritti e giustizia sociale, ha abdicato alla sua vocazione per diventare altro: un sistema di potere che mira all’ “autoconservazione”, difende interessi particolari, nega diritti e li trasforma in privilegi, alimenta le ingiustizie sociali.
(Cari corleonesi, ricordatevene quando torneremo a votare per la prima volta dopo lo scioglimento del Comune per mafia!)
La morte di Riina ha fatto riemergere contraddizioni latenti nella comunità corleonese: il dato preoccupante è il pericolo concreto che la mafia non abbia perso il consenso ma che, al contrario, possa conquistarlo sfruttando il disagio sociale, la mancanza di prospettive future, l’ignoranza.
La buona battaglia non può che essere combattuta sul piano politico (lavoro, diritti, servizi) e sul piano culturale (istruzione, lotta alla dispersione scolastica, educazione alla cittadinanza). Abbiamo tutte le risorse per farcela!

E vediamo di farcela perché non se ne può più! #stopmafia #isoliamoimafiosi #WlaCorleonechediceNOallamafia #vinceremonoi!
Elisa Marino

sabato 25 novembre 2017

Mafia, morto boss Gambino: palermitano e boss di Cosa nostra americana „Morto John Gambino: palermitano e boss di Cosa nostra americana“

Mafia, morto boss Gambino: palermitano e boss di Cosa nostra americana

John Gambino, storico boss di Cosa nostra americana, è morto a 77 anni a New York, e su internet è possibile “accendere una candela virtuale” alla sua memoria o “donargli un fiore”. Nato a Palermo il 22 agosto 1940, insieme ai suoi fratelli Rosario e Giuseppe venne affiliato alla cosca mafiosa di Passo di Rigano prima di trasferirsi, nel 1962, nel New Jersey. Leggi tutto


giovedì 23 novembre 2017

Intitolata all'eroe Giuseppe Siciliano la Caserma dei Vigili del Fuoco di Corleone

Clicca qui per guardare l'album fotografico.
Alla presenza del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, on. Gianpiero Bocci, del Prefetto di Palermo, dott.ssa Antonella De Miro, dei massimi vertici del Corpo di Vigili del Fuoco, delle forze di  Polizia e Armate è stato intitolato il Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Corleone alla memoria del C.S. Giuseppe Siciliano. 
Hanno accolto le autorità la Commissione Straordinaria del Comune di Corleone: le dottoresse G. Termini, R. Mallemi, M.Cacciola. Presenti anche numerose associazioni corleonesi tra cui gli allievi della squadra di calcio Animosa Civitas con cui si è soffermato a parlare il questore di Palermo Renato Cortese. Giuseppe Siciliano era Capo Squadra dei vigili del fuoco è morì nel 1999 per il crollo di una palazzina a Palermo all’interno della quale stava operando per liberare delle persone rimaste intrappolate. Nel crollo morirono anche Maria Gugliotta e Salvatore Finocchio. Presenti alla cerimonia la moglie e i due figli di Giuseppe Siciliano.

Dopo giorni in cui Corleone è stata protagonista dei media nazionali, questa è una civile risposta dello Stato e della città per mostrare l'altro volto, quella delle persone che credono nei valori della Costituzione e del dovere. 

Giuseppe Crapisi

Mafia, alla sbarra i nuovi capi di Corleone

Mafia, alla sbarra i nuovi capi di Corleone: 6 condanne e 3 assoluzioni

Corleone nuovamente al centro dell'attenzione. Quando ancora non si è spento il clamore per la morte del boss Totò Riina e la sua sepoltura nel cimitero comunale, arrivano le condanne per boss e gregari alla sbarra nell'ambito del processo scaturito dal blitz del 2016 “Grande passo 4”. Il gup Alessia Geraci ha condannato sei persone, ritenute le nuove leve del mandamento mafioso di Corleone. Tre gli assolti. Leggi tutto



martedì 21 novembre 2017

Comune di Corleone: Giovedì 23 Novembre, intitolazione del Distaccamento dei Vigili del Fuoco alla memoria di Giuseppe Siciliano

Giovedì 23 novembre prossimo, alle ore 17:30, avrà luogo la cerimonia di intitolazione del Distaccamento dei Vigili del Fuoco di Corleone alla memoria del C.S. Giuseppe Siciliano.
Il Capo Squadra Siciliano è stato insignito della Medaglia d’Argento al Valor Civile – oltre ad aver ottenuto il riconoscimento di “Vittima del Dovere” – a seguito del crollo di un edificio avvenuto in Palermo in via G. Pagano n.5, in data 11.03.1999, nel corso del quale lo stesso perdeva la vita.
La cerimonia avverrà alla presenza del Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, on. Gianpiero Bocci che sarà accompagnato dal Prefetto di Palermo, dott.ssa Antonella De Miro e dai massimi vertici del Corpo Nazionale di Vigili del Fuoco.
La cittadinanza è invitata a partecipare.

   La Commissione Straordinaria
( G. Termini – R. Mallemi – M.Cacciola)



Trionfo di Riolo-Rappa su Mitsubishi al Rally Valle del Sosio

Poker di vittorie assolute stagionali per il forte pilota cerdese che per la prima volta incide il nome sul l’albo d’oro della gara palermitana organizzata da Italia Grandi Eventi.

Chiusa Sclafani (PA), 20 novembre 2017.
Salvatore Riolo e Gianfranco Rappa portacolori della CST Sport su una Mitsubishi Lancer Evo X, di gruppo N4, hanno vinto il 10º Rally Valle del Sosio aggiudicandosi quattro delle sei prove speciali in programma. 
La gara, organizzata da Italia Grandi Eventi di Marcus Salemi, e patrocinata dall’Automobile Club Palermo, si è svolta fra i comuni di Chiusa Sclafani, Bisacquino e Giuliana.
Una bella sfida sul filo dei secondi ha infiammato il rally per le prime due posizioni, durata per tutta la giornata fino all’ultimo giro di prove.
Seconda posizione per l’equipaggio della Project Team formato da Placido Palazzo e Giuseppe Di Benedetto, anche essi su una Mitsubishi Lancer Evo X.
Completano il podio Salvatore (Totò) Parisi e Eleonora Cascio al ritorno su una performante Renault Clio Williams, portacolori della scuderia Project Team, primi in gruppo A.
A ridosso del podio si è consumata la lotta tra il giovane Michele Beccaria, navigato da Michele Castelli, su una Renault Clio s1600, che hanno resistito al recupero degli esperti Bartolomeo Mistretta e Sergio Scuderi su una Renault Clio in versione R3.
Sesta posizione assoluta per Giuseppe Di Giorgio e Alessio Spiaggia, equipaggio di casa, che ha conquistato il secondo posto in classe s1600.
Settima piazza assoluta per i vincitori della classe A, Giuseppe Parisi e Gaspare Beninati che si sono fatti decisamente valere sulla loro Peugeot !06.
Ottava posizione finale per lo sfortunato Francesco Di Giorgio, Sindaco di Chiusa Sclafani, navigato da Ilaria Rapisarda a bordo di una Renault Clio R3, che sul secondo giro di prove hanno accumulato quaranta secondi di ritardo causa una doppia foratura.
Mauro Bruno e Vincenzo Viola hanno conquistato la nona piazza assoluta, che su una Opel Astra, hanno completato il podio di Gruppo A.
Chiudono la top ten Fabio Bologna e Salvatore Giglio su una Renault Clio Williams Gruppo A.
La prima edizione dell’Historic Rally Valle Del Sosio è stata vinta da Domenico Guagliardo e Fabio Rizzuto su una Porsche 911 di 2° Gruppo. Natale Mannino e Giacomo Giannone hanno conquistato la piazza d’onore sull’ultimo tratto cronometrato ai danni di “Gordon” e Salvatore Cicero, entrambi su Porsche 911.

Classifica primi dieci equipaggi moderne: 1 Riolo - Rappa (Mitsubishi EVO X) in 21’16”5; 2 Palazzo – Di Benedetto (Mitsubishi EVO X) a 6”1; 3 Parisi-Cascio (Renault Clio Williams) a 51”4; 4 Beccaria-Castelli (Renault Clio S1600) a 39”2; 5 Mistretta-Scuderi (Renault Clio R3) a 40”7; 6 Di Giorgio G.-Spiaggia (Renault S1600) a 42”1; 7 Parisi-Beninati (Peugeot 106) a 1’05”0; 8 Di Giorgio F.-Rapisarda I. (Renault Clio R3) a 1’15”5; 9 Bruno-Viola (Opel Astra) a 1’15”7; 10 Bologna - Giglio(Renault Clio Williams) a 1’17”2.

L’ADDETTO STAMPA

ANDREA IPPOLITO

lunedì 20 novembre 2017

Francesco Bentivegna: il corleonese che ha sacrificato la sua vita per il riscatto della sua terra.


“Io muoio per la libertà del mio popolo, il mio sangue germoglierà e farà libero il popolo oppresso, confortati Madre e spera nell’avvenire.”
Francesco Bentivegna 20 dicembre 1856 Mezzoiuso.

Da un paio di giorni osservo abbastanza silenziosamente cosa accade in quel di Corleone.
In realtà la osservo da molto più tempo ma indubbiamente da qualche giorno molti “veli” sono caduti.
Un boom di interviste frenetiche sull’argomento “ morte del boss” ci ha messo oggi più che mai difronte la realtà .
C’è chi dice che il paese non è cambiato, chi sostiene che è totalmente cambiato e chi lo vede diviso a metà tra sostenitori di un vecchio pensiero e chi invece vede come assolutamente deleteria la presenza della famiglia Riina a CORLEONE , il ricordo del capofamiglia e di tutta la sua storia .

In questa sede non mi interessa parlare di loro anche perché ci pensano i giornalisti locali e non a parlarcene all’infinito.
Qui voglio ricordare FRANCESCO BENTIVEGNA per il suo sacrificio, per quello che ha fatto e per come è morto e per il messaggio importantissimo che ha lasciato a tutti noi.
Oggi, ci si affanna a parlare di una nuova CORLEONE cambiata, diversa, che ricorda i suoi figli migliori peccato però che nel farlo si omette un piccolo particolare, si dimentica di ricordare e di raccontare chi furono e cosa fecero questi figli migliori . Sarà forse perché nemmeno i corleonesi sanno cosa fecero? Può essere...
ahimè , viene più facile “ricordare” qualcuno se si lega la politica a quel ricordo politicizzandolo e facendolo proprio, difficilmente colui o coloro che hanno fatto veramente tanto per una comunità, sacrificandosi, saranno ricordati e precipiteranno presto nel dimenticatoio eterno.
Comincio col dire che la figura di Francesco Bentivegna e quelle dei suoi fratelli sono state sempre POLITICAMENTE LIBERE da qualunque legame e bandiera! Nessuno politico attuale e meno attuale monopolizzò la loro figura e mai lo farà . 
Francesco Bentivegna per quello che ha fatto appartiene a tutti i CORLEONESI e non solo a una parte politica come spesso accade per altre importanti figure.

Voglio fare un’altra premessa:
Più volte mi sono sentita rivolgere una domanda con tono quasi accusatorio.
La domanda è: “ma era nobile?”
Come se essere nobile fosse una colpa oppure cancellasse e rendesse vano il suo sacrificio e quello della sua famiglia .
Anzi, perdonatemi ma rende più grande il loro gesto perché pur avendo tanto da “proteggere” e tutto da perdere non ci pensarono due volte a sacrificarsi per gli altri!

Per questo cercherò di spiegare qui, su fb dove tutto e tutti parlano spesso a sproposito, chi era quest’uomo che oggi riposa nella Madrice di CORLEONE ( se sta lì c’è un motivo che non è legato al suo rango ) .
La figura di Francesco è strettamente legata alla situazione politica e sociale della Sicilia dell’800.
La Sicilia era sotto il giogo borbonico, benché avesse il parlamento più antico d’Europa, i siciliani, nonostante l’abolizione del feudalesimo avvenuta nel 1812, non riuscivano a esprimersi liberamente ed erano vessati da un sistema fiscale severo.
Dunque le terre ai ricchi che le davano in gabella ( affitto ) ai mafiosi che sfruttavano i contadini.
Questo accadeva perché anche sotto i Borbone forse di più, le leggi erano carta straccia.

(I fratelli Bentivegna erano 4 , Francesco , Filippo , Giuseppe e Stefano da cui discendo .
Erano figli di Don Gilberto Bentivegna e Teresa De Cordova dei Marchesi della giostra.)

Nelle terre dei Bentivegna invece, benché ricchi e nobili, non c’erano i gabelloti e la gestione era prettamente familiare .
Il rapporto era diretto con i contadini verso i quali la mia famiglia fu sempre molto magnanima, tanto da istaurare con loro un rapporto di amicizia e di benevolenza oltre che di lavoro, amicizia e benevolenza storicamente riportate in molti racconti popolari, amicizia e benevolenza ricambiate.

Ma non avere i gabelloti a gestire le proprie terre aveva anche il risvolto della medaglia...
Infatti sia l’alta borghesia corleonese che gli stessi gabelloti non vedevano bene questa gestione “avanguardistica”, portata avanti dai Bentivegna , perché li scavalcava totalmente e perché dava agli stessi contadini un’alternativa conveniente.

Per questi motivi i Bentivegna furono presi di mira dai mafiosi dell’epoca tanto che il fratello Filippo fu aggredito da un gabelloto che , in uno scontro gli ferì un braccio, braccio che gli fu amputato. Filippo all’epoca dei fatti aveva 17 anni.
Da quel momento Francesco non ebbe in mente che un’idea, un progetto:Scardinare quel sistema malato, corrotto, dare libertà a un popolo, dare le terre ai contadini che erano le vittime principali di questo sistema marcio.

Per far questo bisognava cacciare i Borbone e far nascere una Repubblica . 
Mazziniano e repubblicano convinto, tentò tre rivolte.
Aveva armato una piccola guerriglia a spese proprie ed era stato nominato maggiore nell’esercito di Ruggero Settimo nel 1848, nomina di cui aveva rifiutato lo stipendio .

La terza rivolta, quella del 1856 gli fu fatale.
La polizia stanca dei suoi tentativi di sollevazione lo catturò grazie anche al tradimento di un certo corleonese...che per questo tradimento fu premiato abbondantemente dal regime (questo la dice lunga su molti aspetti sociosntropologici dei CORLEONESI).

Fu fucilato a Mezzojuso paese in cui ancora oggi è ricordato con le lacrime agli occhi da molte persone anziane umili. 
Il funerale di Francesco Bentivegna fu il primo funerale di stato italiano. Avvenne nel giugno del 1860.
Stefano, appena liberato dal carcere da Garibaldi e prima di partire per Milazzo dove combattè, si recherà a Mezzoiuso per prelevare le spoglie del fratello morto e lo trasporterà con un corteo funebre a CORLEONE.
Il funerale fu un evento perché vi parteciparono 5000 mila contadini, persone sinceramente commosse a cui Francesco aveva lasciato un grande ricordo , non per caso.

Suo fratello Stefano, che per avere partecipato, appena ventenne , a tutte le rivolte fu condannato a morte (poi la pena gli fu commutata in 18 anni di carcere duro e lavori ) fu imprigionato , liberato da Garibaldi nel 1860, cerco di proseguire l’opera di suoi fratelli, regalando anche alcuni appezzamenti di terra ai contadini, ma non vi fu proseguo, nonostante i suoi contatti con gli internazionalisti europei,(Stefano era diventato anarchico, avrebbe regalato molto di più ) .
Stefano mori nel 1877 a soli 43 anni.

Questa è per grandissime linee la loro storia, la storia di Francesco Bentivegna.
Il guerriero della rivolta palermitana del 1848, colui che scacciò i Borbone da Palermo, l’eroe della Fieravecchia ... e del Noviziato.
Colui che da deputato voleva eliminare tasse e balzelli sul macinato...
Magnanimo e generoso nel cuore e nello spirito sacrificò ogni cosa di se per riscattare la povera gente.

Per questi motivi riposa in chiesa, per questi motivi il corso di CORLEONE è dedicato alla sua memoria, per questi motivi una traversa di via Roma a Palermo è dedicata a lui,
Non perché era blasonato!
Il blasone lo acquistarono in molti, tra cui coloro che lo tradirono, peccato che quei molti non riusciranno mai a dare un senso a quel blasone vuoto e senza senso , immagine insignificante che rispecchiava la loro vile persona.

Questo dovrebbero ricordare i CORLEONESI ed esserne fieri!
Invece noto ogni giorno che a niente è valso quell’estremo sacrificio e che “l’avvenire” in cui sperava Francesco è svanito nel nulla.

Provo solo tanto dolore nel vedere come è ridotta oggi CORLEONE, provo dolore perché i CORLEONESI non sono capaci di essere all’altezza di questi personaggi che giganteggiano dall’alto.
Se solo si ricordassero cosa è stato fatto per loro...

Silvia Bentivegna

Crapisi: "Corleone è sempre la stessa, ma è anche la città in cui tanti uomini e tante donne hanno detto e dicono di no alla mafia"

"Corleone è sempre la stessa, è sempre la città dove la mafia esiste, come esiste in altri luoghi d'Italia". Così Giuseppe Crapisi, membro del direttivo dell'associazione Laboratorio della Legalità... Leggi tutto

domenica 19 novembre 2017

Riina, caccia al tesoro.

CORLEONE. Ora che Totò Riina è morto, i suoi fedelissimi in libertà aspettano che in paese torni presto Salvuccio. Così lo chiamano il terzogenito del capo dei capi, in segno di affetto e di rispetto. Ma Salvuccio, Giuseppe Salvatore Riina, quarant’anni di cui otto passati in carcere per mafia, non potrà tornare a Corleone. Almeno per un altro anno. Le indagini della procura di Palermo dicono che resta in una situazione di «persistente pericolosità sociale», nonostante lui scriva su Facebook di essere soltanto uno scrittore (di un solo libro, una biografia alquanto addolcita). Leggi tutto 

sabato 18 novembre 2017

La morte di Riina. L'altra Corleone che volta pagina

C’è un’altra Corleone che non ha niente a che fare con Totò Riina, che non vuole avere nulla a che fare col capo di 'cosa nostra'. Che ogni giorno si sporca le mani di terra riscattata da lavoro pulito e vero. Leggi tutto

venerdì 17 novembre 2017

L'intervista su Radio Rai 3 al nostro Giuseppe Crapisi nel programma "Tutta la città ne parla"

L'intervista al nostro Giuseppe Crapisi nel programma "Tutta la città ne parla" sulla morte di Riina. Pietro Soldà con Salvatore Lupo, Gaetano Savatteri, Giuseppe Crapisi, Davide Pati, Angela Iantosca.

Mafia, è morto Toto Riina

È morto alle 4 del mattino di oggi, 17 novembre,  il boss corleonese Totò Riina. Malato da tempo, era ricoverato nel Reparto detenuti dell’ospedale di Parma. Il capomafia, in coma da giorni dopo due interventi chirurgici, aveva appena compiuto (giovedì 16 novembre) 87 anni. LEGGI TUTTO

giovedì 16 novembre 2017

Mafia, boss Riina in fin di vita

È in fin di vita il boss corleonese Totò Riina. Malato da tempo, è ricoverato nel Reparto detenuti dell’ospedale di Parma. Il capomafia, in coma da giorni dopo due interventi chirurgici, compie oggi 87 anni. Arrestato il 15 gennaio del 1993 dopo 24 anni di latitanza, è ancora considerato dagli inquirenti il capo indiscusso di Cosa nostra. Nelle ultime settimane Riina e dopo il doppio intervento chirurgico i medici hanno da subito avvertito che difficilmente il boss,le cui condizioni sono da anni compromesse, avrebbe superato gli interventi. LEGGI TUTTO

venerdì 10 novembre 2017

Comune di Corleone: Avviso per la gestione dell'eliporto

A firma  del capo settore Giuseppe Gennaro e del responsabile del servizio Franco La Sala è stato pubblicato l'avviso per l'affidamento del servizio di gestione, vigilanza, uso, manutenzione preventiva ordinaria e assistenza tecnica dell’elisuperficie H 24 in C/da Giaconia - Sant’Elena del Comune di Corleone. L'affidamento, dopo il completamento dell'iter per avere le autorizzazioni dell'Enac, permetterà l'atterraggio dell'elisoccorso H24. Tale avviso è frutto della volontà da parte della Commissione Straordinaria di dare questo importante servizio al territorio.

Clicca qui per leggere l'avviso

Clicca qui per la modulistica e il capitolato

Leggi pure Giuseppe Crapisi (ORA Corleone): Eliporto h24, la Commissione Straordinaria dà il via alla gestione

martedì 7 novembre 2017

Regionali 2017. Ecco chi sono i 70 eletti all'Ars.

Elezioni Regionali Sicilia 2017, ecco chi sono i 70 eletti all'Ars. Nello Musumeci ha una maggioranza di centrodestra. Resta fuori il partito di Alfano, entra Noi con Salvini, un deputato per la coalizione di Fava, quattro per Diventerà Bellissima. 20 seggi al Movimento Cinque Stelle. 
Sono 29 i deputati della coalizione di centrodestrache ottengono un seggio col sistema proporzionale: 12 di Forza Italia, 5 di Popolari e Autonomisti, 5 dell'Udc, 4 di Diventerà Bellisima e 3 di Fratelli d'Italia-Noi con Salvini.  A questi si sommano i sei componenti del listino del presidente e lo stesso Musumeci. Il totale fa 36, esattamente la metà più uno dei 70 deputati di cui sarà formata l'Ars. Leggi tutto

Elezioni regionali: ecco i risultati a Corleone, stravince il centro destra!!!

Clicca qui per leggere i risultati delle elezioni regionali a Corleone


lunedì 6 novembre 2017

Elezioni regionali: a Corleone ha votato il 48,19% degli aventi diritto

In attesa dello spoglio, che si terrà lunedì mattina, possiamo vedere i dati sull'affluenza. A Corleone ha votato il 48,19% degli aventi diritto, in calo rispetto al 2012 quando fu del 53,29%. Hanno votato quindi 5204 elettori su 10.798. Eppure il dato corleonese è superiore rispetto alla media regionale che è di poco inferiore: 46,76%.

Giuseppe Crapisi

 5 novembre 2017, 22:00Elezioni Regionali 2012
ore 22:00
 ElettoriVotanti%ElettoriVotanti%
Alia4.2001.49435,57%4.2472.09349,28%
Alimena2.6141.02339,14%2.7461.29547,16%
Aliminusa1.11761354,88%1.20876163%
Altavilla Milicia7.7103.43244,51%7.3163.20243,77%
Altofonte8.4924.31650,82%8.4244.09348,59%
Bagheria49.03623.27547,47%48.50522.51246,41%
Balestrate8.0052.59432,4%7.7702.77635,73%
Baucina2.0601.12654,66%2.0381.15156,48%
Belmonte Mezzagno9.1274.79552,54%8.9284.88654,73%
Bisacquino5.5852.55845,8%5.6282.50244,46%
Blufi1.15754747,28%1.21051842,81%
Bolognetta3.6531.72847,3%3.5421.90453,75%
Bompietro1.56570244,86%1.64857935,13%
Borgetto7.6023.16641,65%7.5473.52746,73%
Caccamo7.4854.32257,74%7.5934.39457,87%
Caltavuturo3.5422.10959,54%3.6611.93752,91%
Campofelice di Fitalia53122542,37%55131657,35%
Campofelice di Roccella6.8133.73854,87%6.3513.63257,19%
Campofiorito1.59370344,13%1.60784452,52%
Camporeale3.0831.54350,05%3.1591.80457,11%
Capaci10.4484.59643,99%10.3454.68245,26%
Carini34.75612.85136,97%32.72712.42237,96%
Castelbuono8.1803.60644,08%8.2854.28351,7%
Casteldaccia9.9655.53055,49%9.5295.78060,66%
Castellana Sicula3.4131.52444,65%3.4961.59145,51%
Castronovo di Sicilia2.9301.47950,48%2.9901.98566,39%
Cefalà Diana97859861,15%95162265,4%
Cefalù13.8296.54847,35%13.8385.65240,84%
Cerda4.3562.72062,44%4.4872.86363,81%
Chiusa Sclafani3.0721.40045,57%3.1501.65252,44%
Ciminna5.1672.05339,73%5.0952.30345,2%
Cinisi11.7425.50546,88%11.3825.44647,85%
Collesano4.0241.95548,58%4.1272.02749,12%
Contessa Entellina2.08381939,32%2.1191.05049,55%
Corleone10.7985.20448,19%10.7295.71753,29%
Ficarazzi10.6385.14148,33%9.9834.72547,33%
Gangi8.4474.33851,36%8.1533.48642,76%
Geraci Siculo1.65693056,16%1.72393053,98%
Giardinello2.0591.07852,36%2.0001.26763,35%
Giuliana1.8821.02654,52%1.9761.15758,55%
Godrano1.07875970,41%1.06977672,59%
Gratteri91741745,47%96044246,04%
Isnello1.57977048,77%1.65571843,38%
Isola delle Femmine6.1193.08250,37%6.1072.91147,67%
Lascari3.3001.79654,42%3.1631.61551,06%
Lercara Friddi12.1022.94724,35%11.6453.49830,04%
Marineo5.9613.54359,44%6.0493.71161,35%
Mezzojuso2.7371.48354,18%2.7491.60558,38%
Misilmeri23.96312.39151,71%22.96911.54550,26%
Monreale32.67816.53850,61%32.30216.20750,17%
Montelepre5.8802.91949,64%5.9263.45858,35%
Montemaggiore Belsito3.1091.61251,85%3.2571.79054,96%
Palazzo Adriano2.0681.11153,72%2.1551.31060,79%
Palermo556.900255.55645,89%564.177249.50844,23%
Partinico28.56613.54447,41%27.95514.24150,94%
Petralia Soprana3.0191.76658,5%3.1391.93661,68%
Petralia Sottana2.9171.40548,17%3.0861.38444,85%
Piana degli Albanesi5.7382.47443,12%5.8172.69146,26%
Polizzi Generosa3.4591.53444,35%3.5571.76349,56%
Pollina3.6861.80448,94%3.5081.66047,32%
Prizzi4.4972.42053,81%4.6793.11866,64%
Roccamena1.81579843,97%1.80478943,74%
Roccapalumba3.33795328,56%3.2961.18135,83%
San Cipirello4.9832.42948,75%4.9082.63353,65%
San Giuseppe Jato8.3873.41740,74%8.3023.81745,98%
San Mauro Castelverde1.97577439,19%2.07569433,45%
Santa Cristina Gela1.07351848,28%98447648,37%
Santa Flavia10.1674.82047,41%9.8564.39844,62%
Sciara2.7051.41952,46%2.7611.26145,67%
Scillato62237560,29%64338159,25%
Sclafani Bagni39321855,47%42826361,45%
Termini Imerese23.32211.34748,65%23.33811.87250,87%
Terrasini11.6275.55247,75%11.1404.70042,19%
Torretta4.4671.77339,69%4.3262.01646,6%
Trabia9.1504.70851,45%9.0355.05255,92%
Trappeto3.7551.36336,3%3.7001.43938,89%
Ustica1.21860950%1.19949641,37%
Valledolmo3.6171.69946,97%3.7521.87249,89%
Ventimiglia di Sicilia2.2421.16451,92%2.3191.23853,39%
Vicari2.7861.21643,65%2.9101.51752,13%
Villabate16.0776.69441,64%15.9016.69642,11%
Villafrati2.9361.54152,49%2.9981.72357,47%