sabato 17 dicembre 2016

160° anniversario della morte di Francesco Bentivegna

In occasione del 160° anniversario della fucilazione  ho sentito il dovere di scrivere due righe affinché il messaggio che Francesco ci ha lasciato in eredità morendo, arrivi a chiunque desideri ascoltarlo.

“Io muoio per la libertà del mio popolo, il mio sangue germoglierà e farà libero il popolo oppresso.

Confortati e spera nell’avvenire.”

Queste furono le ultime strazianti parole pronunciate da Francesco Bentivegna alla Madre Teresa Cordova dei Marchesi della Giostra durante l’ultimo incontro concessogli prima di avviarsi al patibolo.

Francesco Bentivegna fu fucilato all’alba del 20 dicembre 1856 nella Piazza principale di Mezzoiuso davanti la casa della cognata Rosaria Aparo.

Si concludeva così, con una sentenza di morte emessa in meno di 24 ore da un tribunale illegittimo, con un omicidio di stato e la sua esecuzione, l’ultima rivolta siciliana pre-risorgimentale ad opera di Francesco Bentivegna, che vedeva coinvolti moltissimi paesi dell’entroterra  siciliano del palermitano.
Con la rivolta della Lacca, in cui l’eroe corleonese voleva liberare la Sicilia dal dominio borbonico, si chiudeva un capitolo tragico e al tempo stesso glorioso della vita di Francesco, di suo fratello Stefano e di tutta la sua famiglia.
L’ultimo baluardo di libertà, il sogno dei fratelli Bentivegna, in cui avevano creduto fortemente, veniva definitivamente infranto con l’esecuzione della condanna.
Ma nelle ultime parole di Francesco non c’è rassegnazione, non c’è ombra di dubbio che possa incrinare minimamente la sua speranza, la sua convinzione. Egli infatti rincuora la madre e la esorta a essere forte perché il suo sacrificio non sarà vano perché un giorno non molto lontano, nei cuori e nelle vene dei giovani delle future generazioni, il suo sangue possa ancora scorrere e battere generando lo stesso ardente desiderio di libertà che lo portò a combattere per una società civile migliore per tutti.
Francesco infatti scelse il martirio perché amava la sua gente e perché non riuscì mai ad accettare quel modello di società in cui i poveri erano vessati, maltrattati e schiacciati dai prepotenti.La sua intera esistenza, quella di suo fratello Stefano e Giuseppe, soprattutto dopo la tragica morte del  fratello Filippo, perseguitato ingiustamente dal regime borbonico e dai suoi tirapiedi, si svolse nel tentativo di realizzare un progetto di società civile in cui il riscatto sociale avrebbe permesso alla sua gente condizioni di vita più dignitose. 
Per questo motivo oggi noi nipoti, orgogliosi della grande eredità morale che Francesco ci ha lasciato, gli dedichiamo questo ricordo commosso, per non dimenticare mai cosa può fare un uomo mosso dall’amore per la sua gente, ma anche per trasmettere alle nuove generazioni gli insegnamenti che attraverso il suo sacrificio Francesco ci ha voluto lasciare.

Le giovani generazioni hanno bisogno di riferimenti sani, forti e puri per poter prendere spunto e condurre una vita all’insegna di quei principi per cui la vita stessa  vale la pena d’essere vissuta.

In questo periodo, è innegabile, stiamo vivendo un momento di decadenza morale ed etica, per questo dobbiamo riportare alla nostra memoria coloro che con la propria vita rappresentano un esempio da seguire per tutti.

Voglio concludere il mio omaggio con le parole del Professore Vincenzo Bacceri durante la commemorazione della morte di Francesco del 1885:



“ O prode, o martire, o precursore della libertà, BENTIVEGNA, se è vero che da un mondo invisibile tu vedi il nostro pianto…

moristi a Mezzoiuso, fucilato, senza baci, senza pianto, né ti fu accanto, in quell’eterno passaggio, una sposa affettuosa, un amico devoto, un servo fedele;

né gli occhi ti furono chiusi dalla tua madre vereconda madre… colei che ti diede alla luce, novella…

si consuma lentamente in un angoscioso dolore.

…e tu passasti, morto, nel bacio della religione, confortato dalla parola dolce di un sacerdote incorrotto, che ti volle salvare dall’ingiuria del tempo.

Ma oggi noi siamo qui, amici, tutti compagni, tutti fratelli, vi è il popolo per cui soffristi, gli oppressi per cui sudasti e i giovani ai quali legasti un testamento civile.”

 (La commemorazione si terrà la mattina del 20 dicembre a Corleone verso le 11.00  e primo pomeriggio a  Mezzoiuso con la deposizione della corona di fiori sul luogo della fucilazione intorno le 15.00.)

Nel tardo pomeriggio, alle 19.00 si terrà la messa a suffragio nella Chiesa Madre di Corleone.

Chiunque volesse partecipare può farlo. La cittadinanza sarà la benvenuta.





Silvia Bentivegna

Giornale di Sicilia del 17/12/2016



Gli avvocati Di Lorenzo, Pillitteri: per i nostri assistiti Savona e Labruzzo nessun reato per mafia.

'Il mio assistito - afferma l'avvocato Vincenzo Pillitteri - così come gli altri indagati hanno ricevuto un avviso di garanzia con contestuale avviso di conclusione delle indagini preliminari nel quale viene contestato la sola ipotesi del reato di abuso d'ufficio. Pertanto, è necessario precisare che i fatti  ipotizzati e riportati nell'articolo del 16.12.2016 non sono neanche lontanamente connessi con episodi attinenti a reati di tipo mafioso ovvero finalizzati ad agevolare "Cosa Nostra". Si tratta più semplicemente della partecipazione alla Fiera Internazionale INTERFOOD avvenuta in Russia nel 2013.  Nel caso specifico il mio assistito è particolarmente fiducioso nell'operato dell'Autorità Giudiziaria in quanto potrà dimostrare nella opportuna sede l'insussistenza dell'ipotesi di reato contestata anche di fronte al fatto che il Labruzzo nella qualità di Assessore con delega, tra le altre,alle Attività Produttive del Comune di Corleone non ha mai votato alcun provvedimento finalizzato alla preferenza di qualche azienda privata piuttosto che un altra. In ogni caso, la deliberazione adottata dalla Giunta Municipale rimane provvista di tutti i requisiti di legge'.
L'avvocato Antonio Di Lorenzo precisa che: 'il procedimento a carico dell'ex sindaco di Corleone Leoluchina Savona condotto dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese e non dalla DDA, ha quale imputazione il reato di abuso di ufficio. Tale precisazione appare indispensabile in quanto il titolo dell'articolo mensionato "Mafia a Corleone", indagato pure il Sindaco è del tutto fuorviante e lesivo dell'onore e del decoro, chiaramente di natura diffamatoria'. A parere dell'avvocato Di Lorenzo non c'è neanche il reato di abuso di ufficio, un equivoco che sarà chiarito in sede giudiziaria. 

giovedì 15 dicembre 2016

Corleone, a fuoco le auto di una dirigente e di un geometra del Comune

Incendio doloso a Corleone. Ad essere presi di mira sono stati marito e moglie, entrambi impiegati del comune di Corleone. Leggi tutto 

Corleone, indagato pure l'ex sindaco

(Fonte Giornale di Sicilia) Corleone*** A quattro mesi dallo scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose, sono state notificate le prime informazioni di garanzia. Tra i destinatari del provvedimento l'ex sindaco Leoluchina Savona, l'ex assessore alle attività produttive Vincenzo Labruzzo e un funzionario del Comune. Gli addebiti contestati, l'abuso d'ufficio e il concorso di persone nel reato, risalgono alla vicenda della manifestazione "Interfood 2013" e sono emersi dopo le indagini condotte dagli investigatori del commissariato Corleone, guidato dal dottore Filippo Calì. A essere scelta per la partecipazione alla "Fiera Internazionale di prodotti tipici" a San Pietroburgo, in Russia, riservata ad alcune aziende della provincia, fu "una ditta riconducibile a legami con famiglie mafiose", come si legge nel decreto di scioglimento pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. 
Lo stesso ministro dell'Interno Angelino Alfano, nella sua lettera di presentazione del decreto, così citava in merito alle vicende segnalate dal prefetto che meritavano una particolare attenzione: "La prima riguarda la partecipazione a una manifestazione internazionale di una ditta riconducibile alla criminalità organizzata, il cui titolare ha attivamente sostenuto la candidatura dell'attuale sindaco. Nell'occasione, la selezione dei partecipanti - che in adesione alle previsioni di un progetto europeo avrebbe dovuto riguardare un massimo di venti operatori agro-alimentari della provincia - è stata gestita dall'amministrazione comunale in modo da assicurare la partecipazione all'evento esclusivamente alla predetta ditta e, per di più, con oneri a carico del comune. Sulla vicenda è stato avviato un procedimento penale, in fase di indagini preliminari". 
E proprio questo procedimento penale dovrà far luce sull'episodio che rappresentò uno dei punti principali che mise la parola fine all'amministrazione Savona. Sembra che la commissione ispettiva non sia riuscita a reperire alcun fascicolo che trattasse la questione, ma dall'esame dei pochi atti rintracciati è emerso che tutta la vicenda sia stata gestita dall'Amministrazione comunale in modo da "assicurare" la partecipazione all'evento alla ditta menzionata per di più con oneri a carico dell'Amministrazione stessa, non emanando alcun bando o selezione per fare aderire ditte o aziende del territorio. Nel maggio 2013, la partecipazione a San Pietroburgo fu oggetto di interrogazione comunale di un consigliere di minoranza, a cui il sindaco Savona rispose affermando che in Russia furono allestite mostre per valorizzare la città di Corleone, evidenziando che con suddetta iniziativa era stato promosso il nome di Corleone con pochi soldi (la quota destinata fu di 1.400 euro, n.d.r.). Tesi però che sarebbe stata smentita dalle foto fornite agli organi inquirenti dal responsabile della provincia di Palermo, presente alla manifestazione: dall'esame di quelle dello stand espositivo, non si rilevò alcun simbolo, logo o effige del comune di Corleone. 
"Sono serenissima – dichiara Lea Savona – perché abbiamo partecipato a un avviso pubblico per promuovere i prodotti del nostro territorio. Se poi ha partecipato una sola azienda rispetto ad altre, noi non entriamo nel merito delle scelte imprenditoriali di chi ha aderito e di chi non lo ha fatto".
"Il sindaco e la giunta  - conclude la Savona - diedero la disposizione politica agli uffici per accertare l'esistenza dei requisiti per fare partecipare la ditta o meno". (*MAMID*) Mario Midulla



lunedì 12 dicembre 2016

Carabinieri, cappellano militare celebra messa a Corleone

Carabinieri, cappellano militare celebra messa a Corleone
 Nel quadro delle iniziative programmate dall'Arma dei carabinieri per festeggiare il Natale, questa mattina alle 10 è stata celebrata la santa messa nella chiesa Madre di Corleone. Erano presenti per l'occasione, non solo il cappellano militare del comando legione carabinieri Sicilia don Salvatore Falsone, ma anche i cappellani militari della polizia, don Massimiliano Purpura, e della guardia di finanza, Mario Raneri. Leggi tuttohttp://www.palermotoday.it/cronaca/corleone-messa-carabinieri.html

Blitz antibracconaggio nel bosco di Ficuzza, quattro denunciati

Quattro persone denunciate con l’accusa di esercizio venatorio con mezzi non consentiti all’interno della Riserva Naturale Orientata “Bosco della Ficuzza”.
Ad intervenire nella mattinata di ieri è stato il Nucleo Operativo Provinciale del Corpo Forestale della Regione Siciliana nell’ambito dei controlli disposti dall’Ispettorato Ripartimentale delle Foreste di Palermo.
Di primo mattino il personale del Nucleo Operativo Provinciale, nel corso della perlustrazione della Riserva, individuava i primi due cacciatori intenti in una battuta di caccia al cinghiale. Il tutto proprio all’interno dell’area protetta nei pressi delle contrade Marabito-Lacca nel comune di Mezzojuso. Ai due venivano sequestrate le armi mentre gli stessi erano deferiti alla Procura della Repubblica di Termini Imerese per esercizio di attività venatoria nella R.N.O. “Bosco della Ficuzza”.
Tra le armi sequestrate una carabina semiautomatica calibro 30/06. Secondo il Corpo Forestale della Regione Siciliana viene in genere utilizzata per abbattere la selvaggina di grossa taglia.
Le altre due persone venivano rintracciate nei pressi della stradella interpoderale ai margini dell’area di Riserva. Sempre secondo gli inquirenti i due soggetti sarebbero stati intenti a cacciare con armi che, nel corso dei controlli risultavano essere modificate e prive di riduttore atto a limitare a due cartucce la capacità del serbatoio. In tale maniera viene aumentata la capacità di immagazzinamento e sparo in sequenza, oltre quelli consentiti dalla legge. Anche in questo caso i Forestali hanno proceduto al sequestrato delle armi oltre che di tre “Beccacce” abbattute precedentemente con i fucili modificati.

FOLGORE - ECCOLO SIMONE FALSONE!

Eccolo Simone Falsone! Centrocampista, classe ´98 ma con un bagaglio di esperienza già notevole. Inizia i primi passi nel Palermo Calcio e poi nel Corleone (squadra della sua città natia) per poi disputare due campionati di eccellenza nel Mazara Calcio (di cui uno alla corte proprio di mister Terranova) e da protagonista nella splendida cavalcata che lo porto´ a disputare... leggi tutto
Palermo, 7 dic. “Il governo è già al lavoro per risolvere il problema
drammatico delle migliaia di precari siciliani, inclusi gli Aso, i formatori,
gli sportellisti e le categorie a rischio di perdere il posto di lavoro”. Lo
dice in una nota il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. “Per
effetto della crisi di governo non è stato possibile emendare al Senato la
legge di bilancio dello Stato, che consentiva la proroga e conseguentemente
autorizzava la Regione ad avviare i processi di stabilizzazione. “Lo faremo con
legge regionale” - afferma Crocetta - , comunicando che la giunta riunita ieri,
ha apprezzato un ddl da inserire nella legge di bilancio regionale da approvare
entro dicembre 2016 che consente:
1) la proroga, ai sensi della legge nazionale vigente di tutti i precari fino
al 31/12/ 2018;
2) obbligo per i comuni ad assumere nei limiti della pianta organica per le
fasce A e B e per il 50% della medesima, le altre fasce;
I comuni che si rifiuteranno di assumere i lavoratori, saranno penalizzati
attraverso la riduzione dei trasferimenti regionali.
3) la la copertura finanziaria da parte della Regione per tutto il periodo di
contratto del lavoratore assunto a tempo indeterminato.
 
“Il problema più serio, - continua il presidente - è legato alla mancata
deroga, per la mancata approvazione degli emendamenti al Senato per i comuni in
dissesto. Per i lavoratori di questi comuni stiamo elaborando un'apposita norma
da applicare, nel caso in cui la norma nazionale non dovesse rientrare, prima
del 31 dicembre 2016, nella legge mille proroghe. Speravamo tanto nella legge
di deroga per i comuni in dissesto e in disequilibrio finanziario, ma purtroppo
la situazione attuale non ci consente di fare meglio. Tutti prendano atto che
il governo regionale sta facendo ogni cosa possibile per potere risolvere i
problemi dei precari”. Già la prossima settimana, verrà approvata in giunta la
proposta di legge di bilancio che avrà una struttura semplice, al fine di
consentire l'immediata approvazione in aula. Eventuali modifiche, integrazioni
verranno proposte nei primi mesi del 2017. “Il governo proporrà anche
interventi immediati per alcune categorie, lavoratori stagionali (forestali,,
Esa, consorzi di bonifica etc), formatori e sportellisti e altre categorie a
rischio.
Non consentiremo alcun massacro sociale, la difesa dei lavoratori è
prioritaria.
Nella prossima conferenza dei capigruppo chiederemo che sia messa all'ordine
del giorno l'approvazione del Poc, che prevede misure contro la povertà, che
consentirà l'avvio dei cantieri, la riduzione del credito d'imposta per le
aziende che assumono, il servizio civile regionale.
Alla luce dei fatti, pur non avendo alcun timore della verifica elettorale,
ritengo irresponsabile chi invoca in Sicilia le elezioni anticipate, poiché in
assenza di un governo regionale - chi ha un minimo di buon senso sa che -, dal
primo gennaio diverse decine di migliaia di lavoratori verrebbero licenziati,
con un massacro sociale senza precedenti e si assisterebbe al blocco dell'avvio
dei cantieri del “Patto per la Sicilia”, nonché della nuova programma europea.
Invito tutti – conclude Crocetta - a una maggiore coesione, eliminando i
contrasti politici per lavorare per il bene della Sicilia e dei Siciliani”.