venerdì 16 settembre 2016

Comunicato PD Corleone sul Piano Regionale Sanitario

L'Ospedale di Corleone non può e non deve subire nessun taglio ne depotenziamento dal Piano Regionale Sanitario. Se questo accadesse sono pronto a prendere le distanze dal partito che mi onoro di rappresentare a Corleone. Non è concepibile che in un momento in cui abbiamo chiesto  allo Stato di aiutarci, con atti concreti e visibili,  a superare la grave e per certi aspetti drammatica situazione che ha portato allo scioglimento degli organi elettivi del Comune di Corleone  per infiltrazioni mafiosa si rischia il depotenziamento del nosocomio che verrebbe interpretato dai cittadini come un passo indietro dello Stato con conseguente  impatto molto negativo e pericoloso per l'intera Comunità Corleonese oltre che sull'Assistenza Sanitaria anche su quello della lotta alla criminalità organizzata.
Occorre anzi rilanciare sull'ospedale, portando a compimento quel cammino intrapreso da tempo che ha visto il PD a tutti i livelli unito e che ci ha consentito di ottenere ottimi risultati, chiedendo il completamento della nuova ala ed il potenziamento dei servizi. 
Occorre altresì che tutti ci attiviamo chiedendo alla Regione ed al Governo Nazionale di intervenire sulla viabilità del territorio, che rischia sempre di più di rimanere isolato, intanto con l'immediato sblocco delle somme ( circa 6 milioni di Euro ) per intervenire sulla  Corleone – Partinico bloccati all'assessorato Regionale infrastrutture, e  all'ANAS   sulla Corleone- Marineo.
Non basta che il Ministro Alfano abbia  mandato i Commissari a Corleone  ma occorre che lo Stato sia ancora più presente e che aiuti in modo concreto e visibile questa comunità   a sconfiggere la mafia e la cultura mafiosa che si fa forte anche quando i cittadini percepiscono un indietreggiamento delle istituzioni.
Come in passato confido nella sensibilità di tutti a cominciare dal Presidente Crocetta perchè ancora una volta ci ascolti e ci aiuti a superare  e risolvere i problemi di questo martoriato pezzo di Sicilia.
                   

 Il Segretario Cittadino 
           Salvatore Schillaci

giovedì 15 settembre 2016

Sanità, ecco la nuova mappa ospedaliera siciliana che scontenta tutti


La Sanità in Sicilia tra riforma e polemiche, anche al vetriolo. Tuttavia il “teorema Gucciardi”, com’è stato già battezzata la nuova geografia della Salute dell’Isola è chiaro e fa capo a tre grandi “R”: Rivoluzione, Rifunzionalizzazione, Riorganizzazione. Manca ancora un’altra “R” quella del Restyling alla luce dell’ormai datato ma pur sempre attuale, decreto Balduzzi. Intanto, però c'è da evidenziare che, come lo stesso assessore ha voluto sottolineare che non «saranno tagliati posti letto, ma riconvertiti».

La nuova rete dell’emergenza-urgenza prevede 3 mega ospedali (Hub), 15 un po’ più piccoli (Spoke), 23 presidi ospedalieri di base, 7 ospedali distribuiti in zone disagiate e altri tre presidi di comunità.
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http://www.lasicilia.it/news/salute/28121/sanita-ecco-la-nuova-mappa-ospedaliera-siciliana-che-scontenta-tutti.html

Crisi idrica: ORA Corleone presenta un esposto all’ufficio d’igiene e sanità pubblica.



ORA Corleone ha presentato un esposto indirizzato al Dirigente medico d’igiene e sanità pubblica per valutare il rischio igienico sanitario dovuto alla mancata erogazione dell’acqua in una vasta area del Comune di Corleone.
Infatti, è da un mese e mezzo che in molti quartieri l’acqua non viene distribuita, che in altre zone si distribuisce non quotidianamente, poche ore e con poca pressione.
“Amap continua a non erogare il servizio come dovrebbe e ciò non è più tollerabile, per questo motivo – dichiara il Presidente di ORA Corleone Giuseppe Crapisi - abbiamo ritenuto investire del problema anche chi si occupa della tutela della salute collettiva e della prevenzione delle malattie. L’Amap fornisca l’acqua con le autobotti nel rispetto del contratto, oppure si cambi gestione, o si dichiari, se ci sono le condizioni, lo stato d’emergenza per far intervenire la protezione civile”.
Poiché, la mancanza di acqua potrebbe determinare un rischio per l’intera cittadinanza abbiamo chiesto all’Asp di intervenire affinché i Commissari, che sono autorità sanitaria, si attivino al fine di far tornare l’acqua nelle case.