giovedì 10 giugno 2010

Avrebbero prodotto e venduto false lauree in varie regioni Avvisi di garanzia per dieci persone, tra cui il genero di Riina

Dieci avvisi di garanzia sono stati notificati ai componenti di un'organizzazione dedita alla produzione ed alla vendita di lauree false. Tra i destinatari degli avvisi, in cui si ipotizzano, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere, truffa, falsità materiale ed ideologica commessa dal pubblico ufficiale ed esercizio abusivo di professione, figurano anche il genero di Totò Riina, Antonino Ciavarello, un imprenditore romano, Mario Festa, titolare di un'agenzia di stampa e di servizi culturali attiva a Roma, ed i suoi più stretti collaboratori.

I provvedimenti, emessi dalla Procura di Vibo Valentia, sono stati notificati dai carabinieri in Lazio, Campania, Lombardia, Puglia e Sicilia. Secondo l'accusa, Festa ed i suoi stretti collaboratori sfruttando il loro vasto giro di conoscenze ed amicizie, erano diventati un vero e proprio collettore per le richieste di lauree contraffatte che, in base alla difficoltà di reperimento ed al tipo di abilitazione a cui davano diritto, avevano un tariffari

Ogni settimana, da ogni parte d'Italia, decine di persone contattavano le società del gruppo per ottenere abilitazioni e lauree. Gli investigatori hanno anche accertato che anche Ciavarello, già noto alle forze dell'ordine, teneva rapporti d'affari con l'imprenditore romano per acquistare alcuni attestati di laurea. I carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia, nel corso dell'operazione, hanno anche eseguito 15 perquisizioni a Roma, Alatri, Gaeta, Latina, Pollica, Fondi, Corleone, Agropoli, Limbiate nonché nelle Università di Messina e Bari.

Negli atenei gli investigatori hanno acquisito documentazione definita "interessante" in merito ad alcune convenzioni stipulate tra quelle università e la Moldavia per il riconoscimento delle lauree conseguite all'estero. Un settore su cui gli indagati avrebbero puntato intravendo la possibilità di guadagno giocando sulla convalida di lauree più o meno vere conseguite negli stati dell'Est Europa. Documentazione è stata trovata anche nelle sedi delle società di Festa, in cui i carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia hanno sequestrato decine di faldoni di documenti considerati "estremamente interessanti" e che potrebbero consentire di identificare "numerosi altri falsi medici e professionisti" che, in passato, si erano rivolti all'uomo per ottenere la documentazione necessaria all'esercizio delle più disparate professioni senza averne titolo.

L'inchiesta della Procura di Vibo ha preso il via dopo la scoperta, nell'ottobre del 2009, a San Costantino, nel vibonese, di una vera e propria stamperia di falsi certificati di laurea.

www.italiainformazioni.com

martedì 8 giugno 2010

Carenze igieniche, sequestrata ditta che cura pasti per Asl e che serviva anche Corleone

(ANSA) - PALERMO, 8 GIU - Agenti della polizia giudiziaria hanno riscontrato gravi carenze igienico sanitarie, disponendo il sequestro della Gemeaz Cusine di Palermo.

Si tratta dell'impresa che confeziona i pasti distribuiti ai pazienti ricoverati negli ospedali dell'Azienda sanitaria provinciale 6, tra cui l'Ingrassia di Palermo e i nosocomi di Corleone e Partinico. Nei locali di via Ingham, nella zona industriale di Brancaccio, gli agenti avrebbero riscontrato il ''pericolo di insudiciamento delle pietanze'' e la necessita' di un provvedimento urgente.(ANSA).

lunedì 7 giugno 2010

Ladri in azione in un agriturismo su bene confiscato. Danni per 20mila euro Ladri in azione in un agriturismo su bene confiscato

In meno di due settimane i ladri sono entrati in azione di nuovo nell’agriturismo di San Cipirrello (Pa) gestito dalla cooperativa “Lavoro e non solo” assegnataria di beni confiscati alla mafia. I ladri, entrati forzando una porta, hanno smontato e portato via l’intera cucina. Il danno è di 20mila euro. Sul furto indagano i carabinieri. “L’unico scopo che otterranno – commentano Anna Bucca, presidente dell’Arci Sicilia, e Calogero Parisi, presidente della cooperativa – sarà una nostra maggiore caparbietà nel far ripartire al più presto la macchina organizzativa per aprire, nel più breve tempo possibile la struttura”. “Da un anno e mezzo – dichiarano Bucca e Parisi – siamo alle prese con i problemi burocratici. Ed oggi, grazie all’impegno ed alla disponibilità dell’amministrazione e dell’Ufficio tecnico del Comune di Monreale, territorio in cui ricade l’agriturismo, e del Consorzio Sviluppo e Legalità, eravamo riusciti ad ottenere l’agibilità”. “Da anni – concludono Bucca e Parisi – lavoriamo in questo territorio, ottenendo anche importanti successi sui terreni
confiscati alle mafie. Abbiamo già ricevuto minacce e subito furti, ma non intendiamo recedere di un solo passo nel nostro percorso di legalità. Ricompreremo la cucina ed andremo avanti”. www.livesicilia.it