sabato 5 giugno 2010

CORLEONE: DEROGA ORARI NEGOZI IN 171 COMUNI TURISTICI SICILIANI

(AGI) - Palermo, 1 giu. - Ben 171 amministrazioni siciliane potranno derogare ai tradizionali orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali. Lo stabilisce il provvedimento dell’assessore regionale alle Attivita’ produttive Marco Venturi. La deroga varra’ a partire da oggi e fino al 30 settembre. Si tratta in particolare dei comuni ad economia prevalentemente turistica, le citta’ d’arte e le zone con maggiore afflusso turistico, spiega Venturi che oggi ha firmato il decreto con cui si fissano le deroghe ai tradizionali orari di apertura e chiusura secondo quanto previsto dalla legge regionale 28/1998. Sentiti l’Osservatorio regionale per il commercio e le Province, il decreto individua come citta’ ad economia prevalentemente turistica e citta’ d’arte 12 comuni dell’agrigentino, tra cui Licata, Menfi, Porto Empedocle, Racalmuto e Sciacca; 3 del nisseno, tra cui Gela; 30 del catanese, tra cui Acireale, Caltagirone, Catania e Zafferana Etnea; 5 dell’ennese, tra cui Enna, Nicosia e Piazza Armerina; 51 del messinese, tra cui Capo D’Orlando, Giardini Naxos, Messina, Milazzo, Mistretta, San Fratello, Santa Maria Salina, Scaletta Zanclea e Taormina; 37 del palermitano, tra cui Bagheria, Cefalu’, Corleone, Isola delle Femmine, Termini Imerese e Ustica; 7 nel ragusano, tra cui Modica, Pozzallo, Ragusa e Vittoria: 11 nel siracusano, tra cui Augusta, Avola, Noto, Pachino e Siracusa; e 15 nel trapanese, tra cui Calatafimi Segesta, Castellammare del Golfo, Castelvetrano, Selinunte, Favignana, Gibellina, Mazara del Vallo e San Vito Lo Capo. (AGI) Mrg

domenica 30 maggio 2010

Caro Sindaco Iannazzo il popolo corleonese vuole l’Acqua Pubblica. In due ore raccolte circa 300 firme per la campagna referendaria.

Il Comitato per l’acqua pubblica (Camera del Lavoro di Corleone, CISL Corleone, Corleone Dialogos, Il Germoglio e alcuni cittadini) domenica pomeriggio in meno di due ore ha raccolto circa 300 firme. Persone in fila per firmare per la campagna “referendaria l’acqua non si vende”. Segno evidente che la scelta del Sindaco Iannazzo di cedere le reti idriche ad APS non è stata, e non è voluta dal popolo corleonese. Ricordiamo che con la privatizzazione c’è stato l’aumento delle bollette, maggiore inefficienza e una privazione della comunità delle reti idriche. Corleone Dialogos e il Comitato non hanno perso la speranza che le cose possono cambiare e non abbiamo mai mollato. Il Referendum nazionale come altre iniziative possono far sì che sia risancito il principio che l’acqua è un diritto che deve essere dato ad ogni cittadino e per tanto deve esser gestito pubblicamente. In politica ognuno si assume le proprie responsabilità nel bene e nel male.

Giuseppe Crapisi