giovedì 18 marzo 2010

STRAGI MAFIA: PROCURATORE FIRENZE, "INDAGHIAMO CON TESTA DURA"

(AGI) - Firenze, 17 mar. - La Procura di Firenze ha continuato a indagare, andando avanti con la "testa dura", sulle stragi di mafia degli anni Novanta. Lo ha detto il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Quattrocchi, incontrando la stampa per illustrare l'operazione che ha portato all'esecuzione di una misura di custodia cautelare a carico di Francesco Tagliavia, individuato come coautore delle stragi di mafia e gia' condannato all'ergastolo per l'eccidio di via D'Amelio. "Siamo molto soddisfatti di questo ulteriore passaggio che significa quanto sia produttivo avere la testa dura e continuare a indagare su cose che hanno la loro eta'. E' dovuto per rispetto al giuramento di fedelta' che abbiamo prestato allo Stato", ha detto Quattrocchi. "Noi andiamo continuamente cercando tutto quello che puo' servire a individuare tutte le responsabilita' di questi orribili delitti. Se domani dovesse emergere qualcosa che getta luce su personaggi e fatti rimasti nell'ombra, avremo tutto il tempo per farlo: questi sono delitti a prescrizione difficile", ha risposto Quattrocchi ai giornalisti che chiedevamo come procedessero le indagini su esecutori e mandanti delle stragi di mafia. (AGI) Cli/Fi/Dos

martedì 16 marzo 2010

Mafia, Maroni inaugura l’Agenzia per i beni confiscati

MAFIA: MARONI, AGENZIA BENI SEQUESTRATI E' PASSO AVANTI DECISIVO

(ASCA) - Reggio Calabria, 16 mar - ''L'inaugurazione dell'Agenzia per la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla mafia segna un passo in avanti decisivo nell'aggressione ai patrimoni dei mafiosi''. Lo ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni, a margine della cerimonia di inaugurazione dell'Agenzia, avvenuta a Reggio Calabria, alla presenza, tra gli altri, del sottosegretario Nitto Palma, del capo della Polizia, Antonio Manganelli, del procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, e autorita' locali.

''Sono particolarmente contento - ha agiunto Maroni - che il decreto legge sull'istituzione dell'Agenzia sia stato approvato all'unanimita', a cui abbiamo fatto delle modifiche proposte anche dall'opposizione. Oggi e' una giornata importante, perche', grazie all'impegno straordinario del sindaco di Reggio Calabria, viene consegnato, a tempo di record, questo immobile che sara' la sede nazionale dell'Agenzia''.

Secondo il Ministro dell'Interno, lo Stato nella sua lotta contro le mafia e' ''sulla strada giusta. Negli ultimi 18 mesi, sono stati 22 i latitanti inseriti nell'elenco dei 30 piu' pericolosi ad essere catturati. Adesso stiamo stringendo il cerchio attorno alla primula rossa, Matteo Messina Denaro.

In questo stesso periodo l'aggressione ai patrimoni mafiosi ha visto sequestrati beni per un valore di oltre 7 miliardi e mezzo di euro. Oggi l'Agenzia dovra' gestire questo immenso patrimonio. Siamo dunque sulla strada giusta, che ci rende ottimisti sulla vittoria finale contro la Piovra''.

lunedì 15 marzo 2010

MAFIA: TERRA BRUCIATA ATTORNO A MESSINA DENARO, 19 FERMI

(AGI) - Trapani, 15 mar. - Terra bruciata attorno al superlatitante Matteo Messina Denaro. Smantellata una parte consistente della sua rete di protezione. Diciannove fermi di indiziato di delitto, emessi dalla Direzione distrettuale antimafia di Palermo, sono stati eseguiti oggi nella provincia di Trapani, nei confronti di altrettanti esponenti di spicco del mandamento mafioso di Castelvetrano. I fermati, ritenuti tra i principali favoreggiatori della latitanza del boss Matteo Messina Denaro, boss e personaggi di spicco delle cosche trapanesi, compreso un fratello del superlatitante, sono accusati a vario titolo di associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di societa' e valori, estorsione, danneggiamento e favoreggiamento personale, aggravati dalle finalita' mafiose.
L'operazione, denominata "Golem 2" (seguito dell'inchiesta che la scorsa estate porto' a tredici arresti per reati analoghi), e' stata condotta dal Servizio centrale operativo della Polizia di Stato e dalle Squadre mobili di Trapani e Palermo, che hanno anche eseguito oltre 40 perquisizioni nelle province di Trapani, Palermo, Caltanissetta, Torino, Como, Milano, Imperia, Lucca e Siena, nei confronti di persone ritenute vicine all'ambito mafioso che fa riferimento a Matteo Messina Denaro, latitante dal 2 giugno 1993. Nella'attivita' sono stati impegnati oltre 200 poliziotti, con l'ausilio di elicotteri sul territorio di Castelvetrano.

domenica 14 marzo 2010

RIFIUTI: LASCIANO ELETTRODOMESTICI IN STRADA, 2 ARRESTI A PALERMO

(AGI) - Roma, 14 mar. - Stavano abbandonando sulla strada, a Palermo, elettrodomestici dismessi ma sono stati sorpresi dai carabinieri. Salvatore Palmeri, nato nel 1988, e Alessandro Lo Curcio, del 1964, operai di una ditta palermitana, sono stati arrestati e portati in tribunale per il rito direttissimo, dove dopo la convalida degli arresti sono stati rimessi in libertà.
Nonostante i numerosi servizi predisposti dal Comando Provinciale di Palermo - fanno notare i carabinieri - sono ancora molte le persone che lasciano nelle vie pubbliche ingenti rifiuti: dai materiali di risulta edile a ferraglia varia per finire agli elettrodomestici ma i cittadini palermitani sono "stanchi di fare lo slalom tra frigoriferi, lavatrici, vecchi armadi, materassi e calcinacci" e l?auspicio e' che "l?attività repressiva possa debellare anche il malcostume

MAFIA: CAMERA, SI' DECRETO AGENZIA BENI CONFISCATI, IL TESTO


L'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, istituita con il decreto legge approvato a Montecitorio,e che attende ora il varo da parte del Senato, avrà sede a Reggio Calabria e opererà sotto la vigilanza del ministro dell'Interno.

Gli organi dell'Agenzia, che restano in carica per quattro anni e sono rinnovabili solo una volta nel mandato, sono il direttore (é stato nominato il prefetto Alberto Di Pace), il consiglio direttivo ed il collegio dei revisori. Del collegio direttivo faranno parte: un rappresentante del ministero dell'Interno; un magistrato designato dal ministero della Giustizia; un altro individuato dal Procuratore nazionale antimafia; il direttore dell'Agenzia del Demanio o un suo delegato.

L'organizzazione dell'Agenzia sarà disposta con dei regolamenti, in base ai quali i rapporti tra l'Agenzia e l'Agenzia del demanio riguardo all'amministrazione ed alla custodia dei beni confiscati (per i quali l'organismo funzionerà da amministratore giudiziario) saranno regolati da un'apposita convenzione non onerosa. Sostanzialmente, la nuova Agenzia, che allo stato avrà una struttura di circa 30 dipendenti dovrà avvalersi, nel suo operato, anche della collaborazione dell'Agenzia del Demanio e delle prefetture territoriali.

Il magistrato non verrà più esautorato da ogni potere subito dopo il momento della confisca, così com'era previsto nel testo originario, ma continuerà ad avere un rapporto diretto con l'amministratore incaricato di gestire i beni. All'Agenzia verranno affidati vari compiti tra cui quello di coadiuvare l'autorità giudiziaria nell'amministrazione e nella custodia dei beni sequestrati. Ma, dopo il decreto di confisca di primo grado, potrà anche amministrare il bene da sola per proprio conto, oppure servirsi di un amministratore che potrà restare anche quello che ha gestito l'immobile o la società nella fase iniziale. E quando il bene risulti improduttivo o inutilizzabile potrà ordinarne la demolizione o distruzione.

Non potranno essere nominati amministratori, né loro collaboratori, le persone nei cui confronti il provvedimento è stato disposto, né loro parenti, affini e conviventi. Ma soprattutto non potranno aspirare a tale incarico persone condannate a una pena che comporti l'interdizione dei pubblici uffici anche temporanea o chi è stato oggetto di una misura di prevenzione. In più, per l'affidamento dell'incarico di amministratore si dovranno seguire criteri di rotazione e di trasparenza.

Il provvedimento introduce anche importanti novità per quanto riguarda l'intenzione del governo di voler vendere i beni sequestrati alla criminalità. Prima di tutto non potranno più essere "svenduti" all'asta con il rischio di farli tornare alle cosche, ma si dovranno vendere normalmente, a trattativa privata, e per un prezzo che non sia inferiore all'80% del loro valore effettivo. (ansa)