sabato 27 febbraio 2010

RIFIUTI: SCOPERTE DUE DISCARICHE ABUSIVE NEL PALERMITANO

CORLEONE (PALERMO) (ITALPRESS) - I carabinieri hanno scoperto due discariche abusive su altrettanti terreni demaniali nelle contrade Manganelli e San Filippo, alle porte di Corleone, in provincia di Palermo. Nelle due aree, poste sotto sequestro, sono stati trovati rifiuti speciali, ed in particolare carcasse di cisterne, pneumatici, batterie di auto, lastre di eternit, elettrodomestici in disuso e materiale ferroso. Disposta la bonifica dei due siti ed il ripristino dello stato dei luoghi. L'operazione segue altre simili interventi eseguiti su disposizione del Comando Provinciale dei Carabinieri di Palermo, nel settore dei reati contro l'ambiente, materia che ha gia' visto la denuncia di oltre quaranta persone alla Procura della Repubblica di Termini Imerese. (ITALPRESS).

venerdì 26 febbraio 2010

APPALTI: GRASSO, METODO MAFIOSO DIFFUSO ANCHE SE NON C'E' MAFIA

(ASCA) - Firenze, 26 feb - ''Il metodo mafioso, anche quando non c'e' la mafia, e' diventato purtroppo un metodo diffuso nella nostra societa'''. Lo ha detto Piero Grasso, procuratore nazionale antimafia, a proposito della gestione degli appalti.

''C'e' - ha detto - un sistema basato su un principio di amicizie strumentali, relazioni informali che lasciano poco spazio a forme democratiche, di libero mercato. Oggi l'amministratore, l'imprenditore, il burocrate, talvolta al Sud anche l'uomo d'onore, formano una rete di amicizie alla quale si cerca di connettersi, in mancanza di altre reti basate su criteri meritocratici. Alla luce di rapporti amicali - ha aggiunto, parlando al 'Vertice nazionale antimafia' organizzato a Firenze da Regione Toscana e Fondazione Caponnetto - si prendono decisioni, si fanno affari si intrecciano conoscenze che sono funzionali a questo sistema. Il metodo mafioso, anche quando non c'e' la mafia, e' diventato purtroppo un metodo diffuso nella nostra societa'''.

Grasso, nel suo intervento, ha sottolineato che ''la mafia e' un problema non solo del Sud, ma nazionale e internazionale'' e stupisce che ''ci sono ancora dei Prefetti che dicono che la mafia al Nord non esiste''. Invece, avverte il magistrato, ''nel Nord sono sempre piu' presenti societa' mafiose collegate con la 'Ndrangheta o i Casalesi''.

''Bisogna - e' la conclusione di Grasso - convincere gli imprenditori che un sistema illegale non conviene a nessuno: non c'e' sviluppo con l'illegalita'''.

mercoledì 24 febbraio 2010

Click here.... CEI: IL LEGAME POLITICA-MAFIA AVVELENA IL SUD

(AGI) - CdV, 24 feb.- "Non e' possibile mobilitare il Mezzogiorno senza che esso si liberi da quelle catene che non gli permettono di sprigionare le proprie energie". Lo affermano i vescovi italiani nel documento su Chiesa e Mezzogiorno, stigmatizzando le "mafie che avvelenano la vita sociale, pervertono la mente e il cuore di tanti giovani, soffocano l'economia, deformano il volto autentico del Sud". "La criminalita' organizzata - ricorda il documento Cei - non puo' e non deve dettare i tempi e i ritmi dell'economia e della politica meridionali, diventando il luogo privilegiato di ogni tipo di intermediazione e mettendo in crisi il sistema democratico del Paese, perche' il controllo malavitoso del territorio porta di fatto a una forte limitazione, se non addirittura all'esautoramento, dell'autorita' dello Stato e degli enti pubblici, favorendo l'incremento della corruzione, della collusione e della concussione, alterando il mercato del lavoro, manipolando gli appalti, interferendo nelle scelte urbanistiche e nel sistema delle autorizzazioni e concessioni, contaminando cosi' l'intero territorio nazionale". "Le organizzazioni mafiose - si legge nel testo - hanno sviluppato attivita' economiche, mantenendo al contempo ben collaudate forme arcaiche e violente di controllo sul territorio e sulla societa'". E' questo legame tra mafia, politica e economia, per i vescovi italiani, un vero e proprio "cancro", una delle "piaghe piu' profonde e durature" del Sud. .

lunedì 22 febbraio 2010

Roccamena (PA): emergenza rifiuti. Carabinieri denunciano due persone.

Roccamena (Palermo) 21 febbraio 2010. I Carabinieri della Stazione di Roccamena, dipendenti dalla Compagnia di Corleone, nell’ambito di servizi predisposti dal Comando Provinciale di Palermo per fronteggiare i reati ambientali nel contesto dell’emergenza rifiuti della provincia, hanno denunciato due persone perchè responsabili del reato di raccolta e trasporto di rifiuti non autorizzati.

I militari dell’Arma erano impegnati in un servizio di controllo del territorio quando hanno notato un camion che trasportava ferro vecchio e elettrodomestici in disuso appena raccolti.

I Carabinieri sono quindi passati al controllo del mezzo e dei due occupanti e hanno accertato che gli stessi non erano in possesso di alcuna autorizzazione per la raccolta e il trasporto di quei rifiuti.

Per i due S.E.F. e M.Y. è quindi scattata la denuncia alla Procura della Repubblica di Termini Imerese, ma per S.E.F. originario di Palermo e proprietario del mezzo si è aggiunta anche l’accusa di aver impiegato un cittadino extracomunitario non in regola con il permesso di soggiorno.

Infatti, dopo gli accertamenti del caso, M.Y., che al momento del controllo era privo del permesso di soggiorno, è risultato essere un cittadino originario del Bangladesh regolarmente entrato in Italia, ma che non aveva rinnovato entro i termini previsti il permesso di soggiorno.

Il mezzo e i rifiuti trasportati sono stati sottoposti a sequestro. www.melitoonline.it

Palermo, 21 febbraio 2010