domenica 10 ottobre 2010

Bolognetta: cede il sottopassaggio mai inaugurato

Venerdì è stata chiusa la bretella dello svincolo di Bolognetta, che collega la SS 121 alla Palermo - Agrigento. Chiusura dovuta al fatto che il manto stradale ha ceduto ed è emerso un buco profondo. Dobbiamo ricordare che l'intero svincolo è costato circa due milioni di euro, terminato nel 2004, ma mai aperto, perchè ritenuto pericoloso. Infatti, il sottopassaggio non è mai stato inaugurato e si sono utilizzate le bretelle laterali. Oggi anche queste cedono. Un'opera finanziata dal CIPE ma che è risultata inutile. Da venerdi chiusura totale. Il risultato è che gli automobilisti dovranno attraversare Misilmeri anzichè immettersi nello scorrimento veloce. Questa è la Sicilia. Giuseppe Crapisi

sabato 26 giugno 2010

INTERCETTAZIONI: MESSINEO, DDL INTRALCIA LOTTA ALLA MAFIA

(AGI) - Palermo, 26 giu. - "Le intercettazioni nella ricerca e cattura dei grandi latitanti sono uno strumento essenziale e lo sono state anche nel caso della cattura di Falsone. E questo determina la necessita' di una sinergia totale, tra forze dell'ordine e la magistratura perche' e' quest'ultima che organizza le attivita' intercettative. Con la nuova legge probabilmente non sarebbe cambiato molto riguardo Falsone, anche se questa, nella misura in cui rende piu' difficile l'attivita' di intercettazione e la perimetra, in ogni caso crea un qualche intralcio alle indagini. Comunque noi le intercettazioni le abbiamo fatte con la vecchia legge, sono andate bene e siamo contenti di cio'". Lo ha detto il procuratore di Palermo Francesco Messineo nella conferenza stampa per la cattura del capomafia agrigentino Giuseppe Falsone. (AGI) .

venerdì 25 giugno 2010

MAFIA: FALSONE CATTURATO, IL BOSS SPIETATO VOLUTO DA PROVENZANO

(AGI) - Agrigento, 25 giu. - Giuseppe Falsone, 40 anni il prossimo 28 agosto, di Campobello di Licata, catturato oggi a Marsiglia dalle Squadre mobili di Agrigento e Palermo, insieme allo Sco e con il contributo investigativo degli 007 dell'Aisi, e' considerato il capo di cosa nostra agrigentina, assieme all'empedoclino Gerlandino Messina, anch'egli latitante.
Falsone e' il figlio di Vincenzo Falsone l'indiscusso capo mafioso di Campobello di Licata per molti anni ucciso dalla Stidda il 24 giugno del 1991, insieme al figlio Angelo, fratello maggiore di Giuseppe. Fu allora che Giuseppe prese il controllo della famiglia mafiosa quando non aveva ancora 21 anni. Per rappresaglia Falsone, subito noto per la sua spietatezza, uccise Salvatore Ingaglio, responsabile dell'assassinio del padre e del fratello. Giuseppe Falsone era latitante dal gennaio 1999 per associazione di tipo mafioso, omicidi e traffico internazionale di sostanze stupefacenti. Fu posto a capo della mafia di Agrigento al termine di un incontro tra le famiglie mafiose di Agrigento il 14 luglio del 2002 a Santa Margherita Belice. A dare il via libera alla sua nomina sarebbe stato Bernardo Provenzano in persona che lo preferi' a Maurizio Di Gati appoggiato invece da Antonino Giuffre'. Quel summit fu interrotto dalla Polizia e lo stesso Di Gati riusci' a sfuggire prima dell'irruzione. Diverse operazioni antimafia negli ultimi anni hanno fatto terra bruciata intorno a lui.
Falsone, secondo gli investigatori, ha interessi criminali nelle estorsioni e nei contratti nei lavori pubblici. Nel luglio 2004 gli furono confiscati beni per 2 milioni di euro, tra cui immobili, 100 ettari di terreni agricoli, un'industria vinicola e delle compagnie di trasporto. Falsone nei pizzini sequestrati a Bernardo Provenzano e' indicato con il numero 28.
Era stato inserito nell'elenco dei trenta latitanti piu' pericolosi, facenti parte del Programma speciale di ricerca. Il 17 marzo del 2004 sono state diramate le ricerche in campo internazionale. E' stato bloccato infatti a Marsiglia. E l'elenco dei latitanti continua a ridursi. (AGI) Cli/Pa/Mrg

SCIOPERO CGIL: DALLA SICILIA 100 MILA CARTOLINE PER NAPOLITANO

(AGI) - Palermo, 24 giu. - Centomila cartoline al presidente della Repubblica, con l'immagine di un'Italia lacerata, per dire "Vogliamo restare italiani". E' la campagna che la Cgil siciliana lancera' domani in occasione dello sciopero generale proclamato dalla Cgil contro la manovra economica del governo.
Nell' isola lo sciopero sara' di otto ore, convolgera' tutti i settori, e a Palermo si terra' una manifestazione regionale, che partira' alle 9.30 da piazza Croci per concludersi in piazza Verdi dove parleranno lavoratori della scuola, dell'industria e precari della pubblica amministrazione, sindacalisti siciliani e la segretaria nazionale confederale della Cgil, Vera La Monica. "Con le cartoline che inizieremo a distribuire domani ai cittadini affinche' le inviino al Quirinale - ha detto la segretaria generale della Cgil siciliana, Mariella Maggio - chiediamo che venga ricucito uno strappo che c'e' ormai nel Paese. E' un grido d'allarme per un Mezzogiorno abbandonato da un governo che non mette niente in campo per diminuire il divario". Per la Cgil, inoltre, i tagli agli enti locali incideranno sui servizi come gli asili, l'assistenza agli anziani e ai disabili col rischio in piu' dell'aumento delle tasse locali, come quelle sull'acqua e sui rifiuti. Mentre la regione, con meno entrate " non riuscira' a portare in porto progetti importanti come, ad esempio, quello per impiegare i forestali per il recupero del territorio". Per la segretaria della Cgil Sicilia "sono a rischio la coesione politica e quella sociale". (AGI) Mrg

SCIOPERO CGIL: 25 MILA ALLA MANIFESTAZIONE DI PALERMO

(AGI) - Palermo, 25 giu. - In 25 mila, secondo stime del sindacato, stanno partecipando a Palermo alla manifestazione regionale promossa dalla Cgil nell'ambito dello sciopero generale proclamato a livello nazionale. Il lungo corteo partito da piazza Croci ha raggiunto piazza Verdi dove e' allestito il palco per i comizi. Ha preso la parola Maurizio Cala', segretario della Cgil di Palermo. A seguire lavoratori dell'industria, della scuola, precari della pubblica amministrazione, quindi Mariella Maggio, segretaria della Cgil Sicilia e concluzione di Vera La Monica, segretaria confederale n azionale della Cgil. Nel corteo lavoratori, pensionati, giovani di tutte le province e striscioni di aziende e altri luoghi di lavoro. In apertura lo striscione "Tutto sulle nostre spalle? No", seguito da un gruppo di suonatori di tamburo di Agrigento: quasi novelli banditori per amplificare la voce di un'organizzazione che dice appunto "No a una manovra ingiusta" e chiede interventi per lo sviluppo del Paese e del Mezzogiorno, seocondo la Cgil, "abbandonatato". (AGI) Mrg

giovedì 24 giugno 2010

Mafia: pm Di Matteo, rapporti diretti tra Cuffaro e Cosa nostra

(Adnkronos) - Infine, l'ultimo tema trattato oggi nel corso del processo all'ex presidente della Regione siciliana, e' stato il concorso a dirigente medico di primo livello di chirurgia generale a Palermo che risale al 3 settembre 2001. "Le intercettazioni ambientali a casa di Giuseppe Guttadauro e telefoniche tra Cuffaro e Domenico Miceli (ex assessore comunale di Palermo condannato per mafia, ndr) -ha spiegato Di Matteo- hanno fatto emergere una realta' agghiacciante, cioe' la prova che Cuffaro ha raccomandato i due candidati, Catarcia e Giannone, nella perfetta consapevolezza che la richiesta di raccomandazione provenisse dal capomafia Giuseppe Guttadauro". Secondo la Procura di Palermo, Cuffaro, che all'epoca era presidente della Regione Siciliana, avrebbe fatto incontrare i due candidati, poco prima della prova orale, con Vincenzo Mandala', uno dei tre membri della commissione giudicatrice. In quell'incontro Mandala' avrebbe dato ai due candidati gli argomenti sulle domande del concorso orale. "Come volevasi dimostrare -ha concluso Di Matteo- i due candidati segnalati da Guttadauro a Cuffaro, tramite Miceli, e da Cuffaro alla commissione, ricevettero il massimo dei voti e si collocarono nei primi dieci della graduatoria". Il processo e' stato rinviato a lunedi' prossimo 28 giugno, per le richieste di pena.

MARONI, PARTE BENI CONFISCATI A MAFIA PER SICUREZZA URBANA

"La collaborazione con i sindaci all'interno di questo tavolo di lavoro è stata molto proficua. Sono quasi 1.300 le ordinanze sindacali emesse sino ad ora. Tutta questa azione, coordinata fra sindaci e forze di polizia, ha portato ad una diminuzione dei reati urbani del circa 13% in due anni. A dimostrazione di come funzionino davvero le innovazioni introdotte grazie al Tavolo di Parma. Ora dobbiamo potenziarle".

Con queste parole il ministro dell'Interno Roberto Maroni ha confermato il pieno appoggio al tavolo di Parma, comitato che dall'aprile del 2008 riunisce 21 Comuni del nord e centro Italia sui temi della sicurezza con particolare riferimento alle città di medie dimensioni. Maroni ha sottolineato pure come parte dei beni confiscati alla mafia dovranno finanziare anche i progetti di sicurezza urbana presentati dai sindaci.

"Non c'é nessun contrasto, nessun conflitto fra sindaci e forze dell'ordine, questore e prefetto ma un coordinamento che deve essere potenziato. Questa è la strada giusta - ha proseguito il ministro - Le risorse per fare tutto questo? Abbiamo svolto in questi due anni un ottimo lavoro di aggressione alla malavita organizzata con oltre 12 miliardi di beni sequestrati e due miliardi di denaro contante trovato nei conti correnti depositati in banche e uffici postali. Questo denaro deve essere subito messo a disposizione delle forze dell'ordine e per i progetti di sicurezza urbana presentati dai sindaci, soprattutto in materia di videosorveglianza. Una quota di queste risorse sarà destinata proprio al nuovo ruolo affidato ai sindaci quali di ufficiali di governo per la sicurezza urbana". Ansa

BANDO ASSEGNO ECONOMICO PER IL SERVIZIO CIVICO ANNO 2010


Si comunica che, a seguito della rimodulazione del Riequilibrio temporale del Piano di Zona del Distretto socio-sanitario D40, il Comune di Corleone dovrà avviare ulteriori 10 unità per il Servizio Civico comunale. Considerato che la graduatoria già formulata ed approvata con deliberazione della G.M. n. 05 del 14/01/2010 non consente l’avviamento delle predette unità poiché si esaurirà con le unità da avviare nel terzo turno, si invitano quanti ne avessero interesse a presentare istanza entro il 05/07/2010, in conformità al modello da ritirare presso l’Ufficio Servizi Sociali piano terra del Palazzo di Città.
La graduatoria formulata sarà utilizzata oltre che per l’avviamento delle 10 unità anche per il completamento del III turno del Servizio Civico di Zona 2010-2012, qualora dovessero verificarsi delle rinunce da parte dei soggetti utilmente inseriti in graduatoria. .

Tipologia dei servizi
Le attività previste dal Servizio Civico avranno la durata di tre mesi e saranno individuate dall’Amministrazione Comunale fra le seguenti previste nel regolamento vigente:
• Servizio di custodia, vigilanza e pulizia delle strutture comunali;
• Lavori di pulizia ordinaria e straordinaria del centro urbano e zona periferica dell’abitato;
• Servizio di vigilanza presso le scuole con sede nel territorio comunale;
• Servizi di aiuto in favore di alcune categorie di utenti e alle loro famiglie (minori, ragazze madri, emarginati, invalidi civili etc.);
• Servizio di sostegno in favore di soggetti portatori di handicap di grado medio e lieve (disbrigo pratiche e servizi similari, lettura, compagnia, accompagnamento presso centri di riabilitazione ricreativi e sportivi).

Beneficiari del servizio
Possono presentare istanza i seguenti soggetti:
• Maggiorenni di ambo i sessi abili al lavoro;
• Disoccupati ed inoccupati;
• Soggetti in età pensionabile che non usufruiscono ancora della pensione;
• Soggetti il cui I.S.E.E. non superi € 2.850,00
residenti da almeno un anno nel Comune.

Il presente bando è pubblicato anche sul sito internet di ciascun Comune del Distretto e sul portale www.osservatoriosocialed40.it/news.
Alla domanda deve essere allegata la seguente documentazione:
- Fotocopia documento di riconoscimento in corso di validità, ai sensi dell’art. 38 del D.P.R. 445/2000.
- Dichiarazione Sostitutiva Unica (D.S.U.) valevole per la richiesta di prestazioni sociali agevolate (D.L. 31 Marzo 1998, n. 109, come modificato dal D.L. 3 Maggio 2000, n. 130) riferita ai redditi 2009.
- Dichiarazione I.S.E.E.

Le predette istanze saranno istruite dall’Ufficio Servizi Sociali del Comune di Corleone e le graduatorie saranno redatte in base all’I.S.E.E. e, a parità di I.S.E.E., in base alla situazione sociale. L’Ufficio competente, potrà richiedere ulteriore documentazione se sarà necessario.
Saranno avviati per tre mesi i soggetti inseriti in graduatoria fino al raggiungimento delle eventuali unità mancanti per il III turno e delle 10 unità previste con la rimodulazione.
Gli incarichi che il Comune affiderà a soggetti disoccupati od inoccupati non costituirà un rapporto di lavoro subordinato, né di carattere pubblico, né privato, né a tempo determinato, né indeterminato, ma esclusivamente un servizio civico, in quanto trattasi di attività meramente “occasionale” e resa esclusivamente a favore della città.

Per ulteriori informazioni rivolgersi presso lo sportello del Comune, piano terra Piazza Garibaldi.


L’Assessore alle Sicurezze Sociali Il Sindaco
Pio Siragusa Antonino Iannazzo

MAFIA: LE MANI DI COSA NOSTRA SPA SUI GRANDI APPALTI, 19 ARRESTI

(AGI) - Palermo, 10 giu. - Diciannove ordini d'arresto nell'ambito di una vasta operazione antimafia che ha visto impegnati circa duecento agenti della Polizia di Stato appartenenti alla Sezione Criminalita' organizzata della Squadra mobile di Palermo, sotto la direzione del Dipartimento mafia ed economia della Dda palermitana, coordinato dal procuratore aggiunto Roberto Scarpinato. I destinatari dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere devono rispondere di associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione, riciclaggio e interposizione fittizia di beni.
Fatta luce sul sistema di gestione dei grandi appalti di opere pubbliche e private e sulle connessioni tra mafia e imprenditoria edilizia. Sottoposti a sequestro preventivo aziende, imprese e beni immobili per diverse centinaia di milioni di euro. (AGI) Mrg

mercoledì 23 giugno 2010

Primo raduno dei giovani di Libera; Cascina Arzilla, Volvera - TO - 4/10 luglio 2010.Occhi aperti per costruire Giustizia 2010.

MAFIA NO ALLA LEGGE BAVAGLIO

SABATO 26 GIUGNO 2010 ore 10.30
Via Magliocco (PiazzaleCentra Ungheria) Palermo

Il ddl sulle intercettazioni vuole impedire: - alla magistratura e alle forze dell’ordine di colpire i reati di mafia e quelli ad essi connessi - estorsione, corruzione, usura, ecc..,
- agli organi di stampa di informare e documentare i cittadini sui fatti di mafia e di politica corrotta;
- ai cittadini di sapere

MOBILITIAMOCI

PER UN’INFORMAZIONE LIBERA
PER CONTRASTARE I CORROTTI, I COLLUSI E I MAFIOSI
PER UNA DEMOCRAZIA PARTECIPATA

Organizzano: Addiopizzo, Centro Terranova, Mezzocielo, Agroethica, Cgil - Sicilia, Movimento per Palermo, Anci, Fascio e Martello, Ordine Giornalisti, Ande, Fnsi, Osservatorio Siciliano per la Democrazia, Anm - sezione distrettuale Palermo, H.R.Y.O., R.U.M., Ansa, Istituto Pedro Arrupe, Studenti Fuorinsede, Associazione "Un'altra storia”, Libera Sicilia, Udu, Assostampa Sicilia, Libero Futuro, Unci, ButterflyforUniversity, MdU, UniXCento, Centro Studi Pio La Torre.

domenica 20 giugno 2010

Corleone, scoperta una piantagione di marijuana

E' stata scoperta dai carabinieri una piantagione di marijuana. Il rinvenimento è avvenuto in un terreno demaniale di contrada Malvello, tra le campagne di Monreale e Corleone.
Sono 450 gli esemplari di cannabis indica sequestrate dai militari, tutte di altezza variabile tra i 50 cm e i 2 metri. Le piante erano state innestate all’interno di una serra, dove potevano crescere rigogliose e soprattutto al riparo da occhi indiscreti. Esse sono state sequestrate e verranno inviate, nei prossimi giorni, al Laboratorio analisi sostanze stupefacenti del comando provinciale di Palermo per gli accertamenti sulla percentuale di principio attivo presente.
Intanto stanno proseguendo le indagini per giungere all’identificazione di chi ha piantato e curato la piantagione che avrebbe fruttato decine di migliaia di euro qualora fosse stata immessa sul mercato dello stupefacente della provincia di Palermo. www.hercole.it

giovedì 10 giugno 2010

Avrebbero prodotto e venduto false lauree in varie regioni Avvisi di garanzia per dieci persone, tra cui il genero di Riina

Dieci avvisi di garanzia sono stati notificati ai componenti di un'organizzazione dedita alla produzione ed alla vendita di lauree false. Tra i destinatari degli avvisi, in cui si ipotizzano, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere, truffa, falsità materiale ed ideologica commessa dal pubblico ufficiale ed esercizio abusivo di professione, figurano anche il genero di Totò Riina, Antonino Ciavarello, un imprenditore romano, Mario Festa, titolare di un'agenzia di stampa e di servizi culturali attiva a Roma, ed i suoi più stretti collaboratori.

I provvedimenti, emessi dalla Procura di Vibo Valentia, sono stati notificati dai carabinieri in Lazio, Campania, Lombardia, Puglia e Sicilia. Secondo l'accusa, Festa ed i suoi stretti collaboratori sfruttando il loro vasto giro di conoscenze ed amicizie, erano diventati un vero e proprio collettore per le richieste di lauree contraffatte che, in base alla difficoltà di reperimento ed al tipo di abilitazione a cui davano diritto, avevano un tariffari

Ogni settimana, da ogni parte d'Italia, decine di persone contattavano le società del gruppo per ottenere abilitazioni e lauree. Gli investigatori hanno anche accertato che anche Ciavarello, già noto alle forze dell'ordine, teneva rapporti d'affari con l'imprenditore romano per acquistare alcuni attestati di laurea. I carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia, nel corso dell'operazione, hanno anche eseguito 15 perquisizioni a Roma, Alatri, Gaeta, Latina, Pollica, Fondi, Corleone, Agropoli, Limbiate nonché nelle Università di Messina e Bari.

Negli atenei gli investigatori hanno acquisito documentazione definita "interessante" in merito ad alcune convenzioni stipulate tra quelle università e la Moldavia per il riconoscimento delle lauree conseguite all'estero. Un settore su cui gli indagati avrebbero puntato intravendo la possibilità di guadagno giocando sulla convalida di lauree più o meno vere conseguite negli stati dell'Est Europa. Documentazione è stata trovata anche nelle sedi delle società di Festa, in cui i carabinieri della Compagnia di Vibo Valentia hanno sequestrato decine di faldoni di documenti considerati "estremamente interessanti" e che potrebbero consentire di identificare "numerosi altri falsi medici e professionisti" che, in passato, si erano rivolti all'uomo per ottenere la documentazione necessaria all'esercizio delle più disparate professioni senza averne titolo.

L'inchiesta della Procura di Vibo ha preso il via dopo la scoperta, nell'ottobre del 2009, a San Costantino, nel vibonese, di una vera e propria stamperia di falsi certificati di laurea.

www.italiainformazioni.com

martedì 8 giugno 2010

Carenze igieniche, sequestrata ditta che cura pasti per Asl e che serviva anche Corleone

(ANSA) - PALERMO, 8 GIU - Agenti della polizia giudiziaria hanno riscontrato gravi carenze igienico sanitarie, disponendo il sequestro della Gemeaz Cusine di Palermo.

Si tratta dell'impresa che confeziona i pasti distribuiti ai pazienti ricoverati negli ospedali dell'Azienda sanitaria provinciale 6, tra cui l'Ingrassia di Palermo e i nosocomi di Corleone e Partinico. Nei locali di via Ingham, nella zona industriale di Brancaccio, gli agenti avrebbero riscontrato il ''pericolo di insudiciamento delle pietanze'' e la necessita' di un provvedimento urgente.(ANSA).

lunedì 7 giugno 2010

Ladri in azione in un agriturismo su bene confiscato. Danni per 20mila euro Ladri in azione in un agriturismo su bene confiscato

In meno di due settimane i ladri sono entrati in azione di nuovo nell’agriturismo di San Cipirrello (Pa) gestito dalla cooperativa “Lavoro e non solo” assegnataria di beni confiscati alla mafia. I ladri, entrati forzando una porta, hanno smontato e portato via l’intera cucina. Il danno è di 20mila euro. Sul furto indagano i carabinieri. “L’unico scopo che otterranno – commentano Anna Bucca, presidente dell’Arci Sicilia, e Calogero Parisi, presidente della cooperativa – sarà una nostra maggiore caparbietà nel far ripartire al più presto la macchina organizzativa per aprire, nel più breve tempo possibile la struttura”. “Da un anno e mezzo – dichiarano Bucca e Parisi – siamo alle prese con i problemi burocratici. Ed oggi, grazie all’impegno ed alla disponibilità dell’amministrazione e dell’Ufficio tecnico del Comune di Monreale, territorio in cui ricade l’agriturismo, e del Consorzio Sviluppo e Legalità, eravamo riusciti ad ottenere l’agibilità”. “Da anni – concludono Bucca e Parisi – lavoriamo in questo territorio, ottenendo anche importanti successi sui terreni
confiscati alle mafie. Abbiamo già ricevuto minacce e subito furti, ma non intendiamo recedere di un solo passo nel nostro percorso di legalità. Ricompreremo la cucina ed andremo avanti”. www.livesicilia.it

sabato 5 giugno 2010

CORLEONE: DEROGA ORARI NEGOZI IN 171 COMUNI TURISTICI SICILIANI

(AGI) - Palermo, 1 giu. - Ben 171 amministrazioni siciliane potranno derogare ai tradizionali orari di apertura e chiusura degli esercizi commerciali. Lo stabilisce il provvedimento dell’assessore regionale alle Attivita’ produttive Marco Venturi. La deroga varra’ a partire da oggi e fino al 30 settembre. Si tratta in particolare dei comuni ad economia prevalentemente turistica, le citta’ d’arte e le zone con maggiore afflusso turistico, spiega Venturi che oggi ha firmato il decreto con cui si fissano le deroghe ai tradizionali orari di apertura e chiusura secondo quanto previsto dalla legge regionale 28/1998. Sentiti l’Osservatorio regionale per il commercio e le Province, il decreto individua come citta’ ad economia prevalentemente turistica e citta’ d’arte 12 comuni dell’agrigentino, tra cui Licata, Menfi, Porto Empedocle, Racalmuto e Sciacca; 3 del nisseno, tra cui Gela; 30 del catanese, tra cui Acireale, Caltagirone, Catania e Zafferana Etnea; 5 dell’ennese, tra cui Enna, Nicosia e Piazza Armerina; 51 del messinese, tra cui Capo D’Orlando, Giardini Naxos, Messina, Milazzo, Mistretta, San Fratello, Santa Maria Salina, Scaletta Zanclea e Taormina; 37 del palermitano, tra cui Bagheria, Cefalu’, Corleone, Isola delle Femmine, Termini Imerese e Ustica; 7 nel ragusano, tra cui Modica, Pozzallo, Ragusa e Vittoria: 11 nel siracusano, tra cui Augusta, Avola, Noto, Pachino e Siracusa; e 15 nel trapanese, tra cui Calatafimi Segesta, Castellammare del Golfo, Castelvetrano, Selinunte, Favignana, Gibellina, Mazara del Vallo e San Vito Lo Capo. (AGI) Mrg

domenica 30 maggio 2010

Caro Sindaco Iannazzo il popolo corleonese vuole l’Acqua Pubblica. In due ore raccolte circa 300 firme per la campagna referendaria.

Il Comitato per l’acqua pubblica (Camera del Lavoro di Corleone, CISL Corleone, Corleone Dialogos, Il Germoglio e alcuni cittadini) domenica pomeriggio in meno di due ore ha raccolto circa 300 firme. Persone in fila per firmare per la campagna “referendaria l’acqua non si vende”. Segno evidente che la scelta del Sindaco Iannazzo di cedere le reti idriche ad APS non è stata, e non è voluta dal popolo corleonese. Ricordiamo che con la privatizzazione c’è stato l’aumento delle bollette, maggiore inefficienza e una privazione della comunità delle reti idriche. Corleone Dialogos e il Comitato non hanno perso la speranza che le cose possono cambiare e non abbiamo mai mollato. Il Referendum nazionale come altre iniziative possono far sì che sia risancito il principio che l’acqua è un diritto che deve essere dato ad ogni cittadino e per tanto deve esser gestito pubblicamente. In politica ognuno si assume le proprie responsabilità nel bene e nel male.

Giuseppe Crapisi

venerdì 28 maggio 2010

SANITA’: APPRENDI (PD), NO A CHIUSURA PSICHIATRIA GUADAGNA PER TRASFERIMENTO A CORLEONE

(AGI) - Palermo, 28 mag. - “Su Palermo e provincia esiste una carenza di assistenza per gli ammalati psichiatrici di una ventina di unita’. Secondo infatti una legge che prevede ci sia un posto letto ogni 10 mila abitanti, a Palermo dovrebbe essere garantita assistenza per 80 malati, mentre i posti letto effettivi si fermano a 55. Per questo e’ necessario che venga bloccato il decreto dell’assessore Russo con il quale si prevede il trasferimento a Corleone di ulteriori 15 posti letto. Decreto che penalizzerebbe ulteriormente i malati e le loro famiglie privandoli di quella assistenza sul territorio garantita dalla normativa nazionale”. Lo afferma il vice presidente della commissione Attivita’ produttive dell’Ars, Pino Apprendi (Pd) che questa mattina ha partecipato al sit-in di protesta della Fp Cgil contro i tagli al reparto di psichiatria della Guadagna. “Tagli che -continua Apprendi- avrebbero un impatto negativo sul dipartimento e che creerebbero una mobilita’ passiva dei pazienti con costi per le famiglie e disagi notevoli. L’assessore non deve fare altro che seguire la legge e quindi andare delle direzione opposta, aumentando cioe’ i posti letto e garantendo il diritto alla salute per i malati psichiatrici di Palermo e provincia”. (AGI) Rap/Mzu

mercoledì 26 maggio 2010

MAFIA: FALLITO ATTENTATO ADDAURA, IL 21 GIUGNO CONFRONTO DNA

(AGI) - Palermo, 26 mag. - Si svolgera' il 21 giugno prossimo, a ventun anni esatti dal fallito attentato dell'Addaura contro Giovanni Falcone, l'incidente probatorio che servira' per il confronto tra il Dna dei due attentatori, tuttora sconosciuti, e quello di cinque mafiosi indagati, di un boss deceduto negli anni scorsi e di due poliziotti, Antonino Agostino e Emanuele Piazza, uccisi da Cosa Nostra tra l'agosto '89 e il marzo del '90. Il Dna di coloro che usarono la muta da sub e la maschera, ritrovate dentro o accanto alla borsa contenente l'esplosivo destinato al giudice Giovanni Falcone, era stato isolato nei mesi scorsi e la circostanza era nota fin dalla notifica della richiesta di incidente probatorio nei confronti di Salvatore Madonia, Gaetano Scotto, Raffaele e Angelo Galatolo, di Giuseppe Galatolo (deceduto nel 2002) e del pentito Angelo Fontana. Gli esperti della polizia avevano estratto il profilo genetico dalle cinghie laterali degli occhiali da sub, "a contatto con le tempie", e dal polsino sinistro della giacca della muta da sub. Secondo gli esperti, questo Dna appartiene a un unico individuo di sesso maschile. Da questi e da altri reperti (le pinne) trovati sugli scogli era emerso "un profilo genetico misto, compatibile con l'ipotesi di commistione tra il profilo genetico riferibile all'individuo 1 e almeno un altro individuo di sesso maschile". Uno dei due profili genetici e' descritto da una serie di numeri che cominciano con "12-14, 30-31.2". (AGI) Cli/Pa/Rap

Palermo: Scoperta frode fiscale per 1,3 mln euro, due denunce ‎

Palermo, 26 mag.-?(Adnkronos) - Una frode fiscale per oltre 1,3 milioni di euro e' stata scoperta dai Finanzieri della Tenenza di Corleone (Palermo), nell'ambito di un'articolata indagine su imprese operanti in regime di appalto e sub-appalto, nel settore dell'edilizia e dell'impiantistica. In particolare, e' stato scoperto un sistema di false fatturazioni mirate ad ottenere illecitamente finanziamenti pubblici a fondo perduto, derivanti dal Por- Sicilia 2000/2006.

"I Finanzieri hanno accertato - spiegano le Fiamme gialle - che le due societa' hanno sottratto al fisco complessivamente ricavi per complessivi 1.300.000 euro, ed utilizzato fatture per operazioni inesistenti per complessivi 770.000 euro". I rappresentanti delle due societa', una di Corleone ed una di Piana degli Albanesi, operanti rispettivamente nel settore teatrale ed in quello dell'edilizia sono state denunciate a piede libero.

lunedì 24 maggio 2010

MAFIA: CEMENTO IMPOVERITO, 14 ARRESTI, ANCHE MANAGER CALCESTRUZZI

(AGI) - Caltanissetta, 27 apr. - Arrestati da carabinieri e finanzieri i vertici di Cosa nostra siciliana e della Calcestruzzi spa di Bergamo. In una vasta operazione denominata "Doppio colpo" , che ha interessato Sicilia, Lombardia, Lazio e Abruzzo, i militari dell'Arma e le Fiamme gialle dei comandi provinciali di Caltanissetta hanno tratto in arresto 14 persone e sequestrato sette aziende siciliane operanti nel settore del movimento terra. Tra gli arrestati boss mafiosi, cui sono stati contestati i reati di associazione mafiosa e illecita concorrenza con violenza e minaccia, e i dirigenti della Calcestruzzi Spa di Bergamo, a cui sono stati contestati i reati di associazione per delinquere e frode in pubbliche forniture. Con l'appoggio della mafia, cui cedeva parte dei maggiori profitti realizzati frodando i propri clienti - ai quali forniva calcestruzzo con minori quantitativi di cemento - l'azienda bergamasca - da piu' di due anni sotto amministrazione giudiziaria - aveva assunto il monopolio nella fornitura di calcestruzzo in Sicilia. Conferenza stampa alle 11 al palazzo di giustizia di Caltanissetta. (AGI) Mrg

sabato 22 maggio 2010

Le città di Vittoria e Corleone unite per la legalità nei rispettivi territorii

Vittoria - Le città di Vittoria e quella di Corleone uniti dal Progetto Pio La Torre, curato dai ragazzi dell’Istituto Mazzini di Vittoria. Il progetto che rientra nei percorsi di legalità, durato diversi mesi, ha visto impegnati una trentina di ragazzi dell’Istituto Magistrale che hanno analizzato, con interviste e ricerche, il sistema mafioso e la lotta antimafia in Sicilia da Portella delle Ginestre ad oggi.

La conclusione del progetto nella sala degli specchi di palazzo Iacono, alla presenza del sindaco di Corleone, Antonino Iannazzo, coinvolto nell’iniziativa gia nei mesi scorsi. "I percorsi della Legalità proseguono – ha detto l’assessore ai progetti per la legalità, Giuseppe Malignaggi – grazie alla collaborazione e al lavoro di rete con scuole, associazioni e cooperative". www.ilgiornalediragusa.it

di Gessica cavallo

giovedì 20 maggio 2010

Presidente ars cascio incontra gli amministratori locali di corleone, palazzo adriano, campofiorito, lercara friddi, giuliana e marineo

Le gravi problematiche di assistenza sanitaria, che affliggono i territori di Corleone, Palazzo Adriano, Campofiorito, Giuliana, Lercara Freddi e Marineo, sono state al centro dell’incontro intercorso questa mattina, a Palazzo dei Normanni, tra il Presidente dell’Ars, Francesco Cascio, il Sindaco ed il Vicesindaco di Corleone – rispettivamente Antonino Iannazzo e Pio Siragusa - ed i presidenti dei Consigli comunali dei territori in oggetto.Gli amministratori locali del comprensorio palermitano, che coinvolge i suddetti Comuni, hanno manifestato a Cascio grande preoccupazione per le drastiche conseguenze abbattutesi nei presidi ospedalieri di loro pertinenza, a causa del decreto n. 751 emanato, lo scorso 12 marzo, dall’assessore regionale alla Sanità, Massimo Russo, che ha determinato, in particolare, l’azzeramento dei posto letto di area medica nell’ospedale di Palazzo Adriano; la chiusura del servizio psichiatrico di diagnosi e cura dell’ospedale di Corleone ed il trasferimento, da quest’ultimo al nosocomio di Partitico, dell’unità operativa complessa di ginecologia ed ostetricia.

“Tutto ciò – dice, a nome della delegazione, il Presidente del Consiglio Comunale di Corleone, Mario Lanza – ha generato gravissimi disagi per l’utenza, perciò chiediamo che venga ripristinato quanto ci è stato tolto, e che siano altresì potenziate le strutture, con adeguate attrezzature, per garantire gli standard qualitativi di assistenza che i cittadini si attendono e – continua – ci siamo rivolti al Presidente Cascio, perché si faccia interlocutore presso l’assessorato nella speranza di ottenere la massima sensibilità sulla questione”.

Il Presidente dell’Ars, Francesco Cascio, a margine dell’incontro, si è detto disponibile ad interloquire con l’Assessore Russo per agevolare la ricerca di soluzioni idonee alla definizione della difficile situazione. www.ilgiornaledipachino.com

Maria Grazia Elfio

mercoledì 19 maggio 2010

Il Sindaco Iannazzo alla Festa di Avviso Pubblico

Rispettando regole e diritti, si difende la democrazia e garantisce lo sviluppo. Dal 20 al 23 maggio, nella città di Boccaccio, la Festa Nazionale di Avviso Pubblico. Interventi di Forgione, Greco, Ciconte, Suchan, Vigna, Iannazzo, Ghedini, Vendola. Ecco il programma
FIRENZE – “L’Antimafia italiana, sia quello dello Stato che quella sociale, è un’esperienza che si pone all’avanguardia nella lotta al crimine organizzato a livello internazionale. Per questo parlare di Antimafia vuol dire raccontare la parte migliore del nostro paese, ed è un modo concreto per contribuire alla lotta alla Mafia”. Così Andrea Campinoti, Presidente di Avviso Pubblico e Sindaco di Certaldo, ha presentato stamani a Firenze la seconda edizione della Festa Nazionale di Avviso Pubblico, che si svolgerà a Certaldo (Firenze), dal 20 al 23 maggio 2010. Una quattro giorni di incontri e dibattiti, illustrata dal Coordinatore di Avviso Pubblico, Pierpaolo Romani, su tematiche che spaziano dalla legalità alla sicurezza urbana, per dare conto delle ricerche sui fenomeni mafiosi e delle azioni di contrasto in sui è impegnato in prima linea la Stato, ma anche per valorizzare tutte le esperienze di antimafia sociale di cittadini, associazioni e imprese. Per il Presidente del Consiglio provinciale di Firenze David Ermini, "siamo di fronte a un'iniziativa rilevante, di quelle che mettono un freno alle abitudini e all'assuefazione, aiutando invece ad aprire gli occhi non solo lontano ma anche molto vicino a noi".
Questi gli appuntamenti più importanti.
Si inizia GIOVEDÌ 20, ore 21.30, al Centro giovani, affrontando il macroproblema delle Mafie internazionali, presentando il libro “Mafia export” di Francesco Forgione, ex Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, con la presenza dell’autore e di Ettore Squillace Greco, magistrato alla DDA di Firenze; VENERDÌ 21, ore 21, ci si concentra sulla Toscana, Regione per la quale Avviso Pubblico ha realizzato due ricerche sul fenomeno mafioso, con “La presenza delle mafie italiane e straniere in Toscana”, con Enzo Ciconte, storico di mafie, Pietro Suchan, magistrato alla DDA di Firenze, e Giorgio Pighi, Sindaco di Modena e Presidente del Forum Italiano Sicurezza Urbana (Fisu). Una presenza importante, quella del FISU, nella convinzione che “lotta alla criminalità e tutela della sicurezza urbana siano due battaglie intrecciate che vanno combattute insieme”. Si prosegue SABATO 22 sarà la giornata dedicata a memoria ed impegno, con alle ore 11 la intitolazione del Centro Polivalente ad Antonino Caponnetto, il “padre” del Pool, e alle 17,30 con il dibattito “L’antimafia sociale”, focus sull’azione di cittadini, imprenditori ed enti locali, con Daniele Marrannano di Addio Pizzo, Gabriella Stramaccioni di Libera, Antonino Iannazzo sindaco di Corleone, Lino Busà di SOS impresa. Conclusione DOMENICA 23, anniversario della strage di Capaci, con una grande camminata organizzata dalle associazioni locali dedicata a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, intitolata “Le loro idee camminano sulle nostre gambe” e, alle ore 21, il punto della situazione su “Lo stato della lotta alle mafie a diciotto anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio”, con Pier Luigi Vigna, ex Procuratore Nazionale Antimafia, Rita Ghedini, senatrice del PD, Nichi Vendola, Governatore della Regione Puglia, Rocco Sciarrone, docente Università di Torino.
Avviso Pubblico. Enti locali e Regioni per la formazione civile contro le mafie, è un’Associazione nata nel 1996 con l’intento di collegare ed organizzare gli amministratori pubblici che concretamente si impegnano a promuovere la cultura della legalità democratica nella politica, nella Pubblica Amministrazione e sui territori da essi governati Attualmente Avviso Pubblico più di 170 soci tra Comuni, Province, Regioni. Andrea Campinoti, Sindaco di Certaldo, ne è il Presidente dal 2002. “Non è vero che a parlare di Mafia l’Italia fa una brutta figura – conclude Campinoti – ma ma è anzi vero che parlare di Mafia e valorizzare le esperienze di Antimafia è indispensabile per contrastare la criminalità e costruire una società più giusta e più sicura, in Italia e nel mondo”.

17/05/2010 16:39
Provincia di Firenze

Mafia, Grasso: "Sull'Addaura siamo alla ricerca della verità"

Il procuratore nazionale antimafia dice ai giornalisti: "Le indagini sono in corso, non ci si deve fermare o accontentarsi"

PALERMO. "Le indagini sono in corso e se già si parla di talpe vuol dire che sono state scoperte". Lo ha detto il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, riferendosi alla possibile presenza di 'talpe' su cui sta indagando la procura di Caltanissetta in merito al fallito attentato dell'Addaura, il 20 giugno 1989, al giudice Giovanni Falcone. "Ma perché questi poveri animaletti - ha detto rispondendo scherzando ai giornalisti che gli chiedevano un commento - devono essere tirati in ballo? A parte gli scherzi diciamo che le indagini sono in corso e se già si parla di talpe vuol dire che sono state scoperte". Per la morte di Falcone, ha aggiunto Grasso, la ricerca della verità deve andare avanti: "non ci si può fermare e accontentarsi". Giornale di Sicilia

lunedì 17 maggio 2010

Click here.... MAFIA: SINDACALISTA MINACCIATO, NON SONO EROE MA BATTAGLIA VITALE

(AGI) - Palermo, 17 mag. - "Non ho voglia di fare il martire, di finire ammazzato come molti sindacalisti, ma il feudo Verbumcaudo e' un'occasione di riscatto per i giovani che possono trovare lavoro qui, senza essere costretti ad emigrare". Vincenzo Liarda, responsabile zonale Cgil della Alte Madonie minacciato dai boss, lancia un appello dalle pagine di Asud'Europa, il settimanale del Centro Pio La Torre: "La societa' civile e la politica devono riaffermare con forza lo spirito della legalita'". In pochi giorni sono arrivati due messaggi di morte volti a fermare l'azione del sindacalista che dal 2007 si batte per l'affidamento del feudo Verbumcaudo - 150 ettari di terra appartenuti allo storico boss mafioso Michele Greco, detto il papa, - alla cooperativa "Placido Rizzotto" di Libera. Il fondo, dopo la confisca da parte dello Stato, e' stato assegnato al Comune di Polizzi Generosa, ma a causa di un contenzioso tra il Comune e un'agenzia di recupero crediti non e' ancora entrato in possesso di nessuno. "Da allora - spiega Liarda - ci battiamo per evitare che il bene messo all'asta possa rientrare nelle mani della famiglia Greco o dei suoi prestanome. Questa terra, invece, puo' avviare al lavoro giovani e creare sviluppo economico per l'intera zona, divenendo un modello di crescita nella legalita'". Malgrado i numerosi atti di solidarieta' arrivati dai sindacati e da tutta la classe politica, Liarda non nasconde la propria preoccupazione: "Mi sembra di vivere un sogno, o forse sarebbe meglio dire un incubo, non siamo lontani dal tempo in cui i sindacalisti che occupavano la terra venivano assassinati dalla mafia. Io non ho nessuna voglia di essere un eroe o un martire.
I valori che ho vissuto all'interno della Cgil ho semplicemente cercato di esternarli durante il mio lavoro. La mia speranza - continua il dirigente sindacale - e' che la politica possa determinare, senza nessun tipo di tentennamenti, manifestazioni di legalita'". A sessant'anni dalla riforma agraria e dalle storiche lotte per l'occupazione delle terre, "ancora una volta il feudo continua ad essere crocevia d'interessi tra chi lo vorrebbe latifondo e chi risorsa per i giovani e per il territorio", conclude il presidente del Centro Pio la Torre, Vito lo Monaco, che lancia un appello "al popolo delle Madonie, alla sua storia di lotte democratiche, all'opinione pubblica siciliana e nazionale per una mobilitazione democratica con l'obbiettivo di ottenere il rispetto dello spirito della legge Rognoni-La Torre e della 109 per la gestione dei beni confiscati". (AGI) Mrg

domenica 16 maggio 2010

Click here.... CASA: A FAMIGLIA ROM ATTICO CONFISCATO A MAFIA, SIT-IN A PALERMO

(AGI) - Palermo, 29 apr. - Sit-in di protesta questa mattina, in via Bonanno, a Palermo, contro la decisione del Comune di assegnare a una famiglia rom un attico confiscato alla mafia.
All'iniziativa, promossa e organizzata dal consigliere provinciale del Pdl Antonio Rini, hanno aderito una cinquantina di persone tra le quali i condomini dello stabile al civico 51, dove si trova l'appartamento, e due coniugi palermitani senzatetto costretti da settimane a vivere accampati in una tenda davanti la parrocchia del Villaggio Ruffini.
L'appartamento, che misura circa 180 mq, dovra' ospitare una famiglia rom di dieci persone: padre madre e otto figli.
"Chiediamo che siano rivisti i criteri di assegnazione di questo bene confiscato alla mafia - dice Rini - destinandolo a un impiego di pubblica utilita', piuttosto che a un uso privato. Comprendiamo perfettamente che questa decisione e' stata dettata da una situazione di emergenza, ma Palermo oggi e' una citta' piena di emergenze, e piena di problemi. Perche' non destinare questo grande appartamento ad una casa famiglia per gli anziani o per l'infanzia?". (AGI) Mrg

martedì 11 maggio 2010

Cipriani ospite del Lions Club Fossano e Provincia Granda


L’onorevole Giuseppe - Pippo - Cipriani, personaggio simbolo della rivolta siciliana contro la mafia, nel nome dei magistrati Falcone e Borsellino, è stato ospite (con la moglie Marinella) venerdì scorso del Lions Club 'Fossano e Provincia granda', dove, di fronte ad un pubblico attentissimo, ha parlato della sua 'battaglia' per la legalità e di come la gente siciliana avesse saputo ribellarsi allo strapotere delle grandi famiglie mafiose che dettavano la loro legge a Corleone, nei primi anni Novanta. Una lezione dal vivo - alla presenza anche di una decina di giovani - durante la quale ha spiegato e ripetuto che "La lotta alla mafia non è solo quella condotta dalle Forze dell’Ordine, ma anche quella attuata con l’offerta di cultura, che ogni giorno deve dimostrare come lo Stato sia migliore e superiore".

Al meeting, presieduto dal presidente del L.C., avvocato Antonello Portera, sono stati ospiti l’assessore del Comune di Fossano, Antonio Vallauri, il delegato di zona del L.C., Sergio Giorgis, l’officier distrettuale, Raffaele Sasso, il comandante della tenenza della Guardia di Finanza, tenente Michele Solazzo, col luogotenente Giacomo Totaro e suor Natalia Bongiovanni, della Comunità Suore Domenicane di Fossano. Giuseppe Cipriani fu eletto sindaco di Corleone, nel 1993, all’età di 32 anni, proprio nel momento di maggiore ribellione della società civile nei confronti della criminalità organizzata (in seguito alle stragi dell’anno prima), anche grazie ad una freschissima legge elettorale sull'elezione diretta del sindaco che colse alla sprovvista gli apparati di potere tradizionali. Si impegnò sin da subito per liberare la sua città da un’etichetta ormai decennale che la letteratura e la filmografia le avevano impresso. Così intitolò la piazza centrale di Corleone a Falcone e Borsellino: un vero affronto per chi volle la loro morte e quando di notte la lapide fu fatta sparire, ripetè la cerimonia dell’intitolazione con una nuova cerimonia.

Poi, quando il Parlamento varò la legge che consentiva la confisca dei beni ai mafiosi e il riutilizzo a fini sociali, la applicò numerose volte per fabbricati, terreni ed aziende, mettendo la firma anche sul provvedimento che destinò a Istituto Professionale per l’Agricoltura la lussuosa villa di Riina, oggi sede del Comando della Guardia di Finanza. Qui, qualche anno dopo, organizzò un convegno sullo stato di applicazione di quella stessa legge, riu-nendo tutte le autorità più esposte nella lotta alla criminalità organizzata, in occasione della 'Giornata della me-moria e dell’impegno in ricordo delle vittime di tutte le mafie', organizzata da Libera (l’Associazione di don Ciotti), che vide presente anche il presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro. Eletto nel Parlamento sici-liano vi restò dal 1996 al 2001 e nel 2000 fu il primo presidente del neonato Consorzio 'Sviluppo e legalità' costituito da cinque comuni e dalla Prefettura di Palermo per la gestione dei beni confiscati alla mafia. Oggi l’onorevole Cipriani è presidente dell'Associazione antiracket ed antiusura Metropoli est, con sede a Bagheria. "Pippo Cipriani è un amico di famiglia - ha ribadito il presidente del Lions Club Antonello Portera - compagno di liceo di mia moglie. L’ho invitato perché ritengo importante poter trasmettere la speranza di persone come lui. La sua esperienza è un esempio vivente del fatto che non tutto è immutabile come spesso siamo portati a credere". "La lotta alla mafia - ha ribadito Giuseppe Cipriani chiudendo il suo intervento, seguito da un fitto scambio di domande-risposte dei presenti all’incontro - deve essere frutto di uno sforzo unitario e non solo in Sicilia. Perchè pur se le cose sono cambiate, non tutto è finito, in quanto la mafia si riorganizza di continuo. L’augurio è che i nostri figli possano vivere tutto ciò come una storia del passato". www.targatocn.it


Nella foto, Giuseppe Cipriani col presidente del Lions Club Fossano e Provincia Granda e gli ospiti della serata

sabato 8 maggio 2010

CONSEGNATE AL SINDACO DI CINISI LE CHIAVI DELLA CASA DI BADALAMENTI.

L’immobile sarà affidato all’Associazione Impastato
Finalmente!!!. La chiave della casa di Gaetano Badalamenti, quella de “I cento passi”, sita in corso Umberto, è stata consegnata al sindaco di Cinisi, Palazzolo. Domenica 9 maggio, alla fine del corteo per ricordare il 32° anniversario della morte di Peppino Impastato, il sindaco consegnerà ufficialmente la chiave dell’immobile all’Associazione Culturale Peppino Impastato di Cinisi. La confisca ha avuto un lungo iter, cominciato il 4-4-1985, allorchè i giudici Falcone, Borsellino, Guarnotta e Di Lello emisero il primo decreto di sequestro. I legali di Badalamenti hanno avanzato una serie di ricorsi, sino ad arrivare al provvedimento del tribunale di Palermo, n. 7/0 del 26-11-07, divenuto definitivo il 4-11-09 che ha definitivamente chiuso l’iter giuridico di confisca del bene, passato al demanio dello stato, e adesso consegnato ufficialmente al Comune di Cinisi. Da allora ci sono voluti sei mesi, per arrivare alla consegna, dopo che la moglie di Badalamenti, Teresa Vitale, ha provveduto a svuotare la casa dei mobili.
L’Associazione, è affiliata all’Arci e attualmente gestisce la sua casa in corso Umberto 220, a Cinisi, sua sede sociale, e grazie alla collaborazione di sei unità del servizio di volontariato civile, si sta occupando della realizzazione di una biblioteca pubblica comprendente i testi attualmente presenti, composti da circa 200 volumi di proprietà di Peppino Impastato e da 1000 volumi frutto di varie donazioni: si tratta di testi di storia, geografia, letteratura, filosofia, sociologia, economia, con una specifica presenza di argomenti relativi alla storia della Sicilia e del movimento operaio e contadino. Tale patrimonio librario potrà essere integrato da ulteriori donazioni, che diversi soci dell’Associazione sono disposti a fare, una volta disponibile lo spazio e i mobili adeguati per contenerli. La biblioteca si ripropone di realizzare una rete con la biblioteca comunale di Cinisi, cioè una reciproca collaborazione per la consultazione e il prestito di testi in possesso delle due strutture, consultabili attraverso la consultazione dei rispettivi elenchi dei titoli in possesso. In tal senso l’Associazione ha presentato al Sindaco di Cinisi un progetto per l’utilizzazione del bene confiscato, che dovrebbe diventare sede della biblioteca e prevedere l’utilizzazione degli eventuali spazi disponibili per la realizzazione di attività culturali del tipo di quelle che nel 1976-77 caratterizzarono il “Circolo Musica e Cultura”, nel segno e nell’eredità trasmessa da Peppino Impastato (cineforum, dibattiti, recitals, presentazioni di libri, mostre ecc., ma anche corsi di recupero, di preparazione scolastica, di educazione musicale ecc.). Il progetto inoltre prevede che la casa diventi un centro di accoglienza dei numerosi visitatori che, nel corso dell’anno arrivano a Casa Memoria e che spesso, per il loro elevato numero, (trattasi in gran parte di scolaresche), non possono essere ricevuti e intrattenuti negli stretti locali della casa di Peppino e di Felicia Impastato. Va ricordato, come detto anche in una trasmissione nazionale di RAI 2, che Casa-Memoria accoglie da 10.000 a 15.000 presenze annue e che occupa il primo posto in Italia come numero di visitatori che vogliono effettuare forme di turismo alternativo con forte valenza d’impegno civile, oltre che realizzare un percorso di “educazione alla legalità”. L’Associazione Culturale Peppino Impastato è nata nel 2002 per iniziativa di un gruppo di compagni di Peppino Impastato, ha promosso il Forum Sociale Antimafia, assieme ad altre realtà impegnate in questo settore, ed organizza annualmente, il 9 maggio, le iniziative per l’anniversario della morte di Peppino Impastato.
Il Presidente dell’Associazione, prof. Salvo Vitale, ha dichiarato: “Si tratta di un momento storico per Cinisi, a conclusione di una storia iniziata con l’assassinio di Peppino Impastato e durata 32 anni. Non è il caso di puntualizzare quanto richiamo locale, nazionale e internazionale avrà l’affidamento e l’utilizzazione dell’immobile confiscato, alla nostra Associazione composta, in gran parte, dai compagni e familiari di Peppino Impastato: si tratta di una “riappropriazione”, al servizio della comunità, di un bene di proprietà dell’assassino della sua vittima e di un eclatante esempio di come la giustizia e la legalità possano, sia pure dopo lungo tempo, trionfare sul delitto e sulla violenza mafiosa. Non vogliamo parlare, come spesso si fa, in termini pomposamente trionfalistici, di vittoria dello stato, ma di vittoria di una parte dello stato, composta da cittadini onesti, da funzionari responsabili e da esponenti delle istituzioni che hanno creduto e credono nell’esempio di lotta alla mafia lasciato da Peppino Impastato e nella grandezza del suo sacrificio. Adesso ci aspetta il difficile compito di rendere operativa e funzionale questa casa, al servizio della comunità: non disponiamo, al momento di fondi per eventuali lavori di restauro e di riadattamento dell’immobile, oltre che per l’acquisto di suppellettili, strumenti e mezzi tecnici che possano consentirci di rendere operativo il nostro progetto. In tal senso vogliamo augurarci che il Comune o altre istituzioni non ci lascino soli in questo difficile compito, perché un eventuale nostro fallimento, significherebbe la sconfitta di quello stato che oggi è pronto a cantar vittoria.
(Salvo Vitale)

Due Italie? No, grazie!!!

Il progetto di Cavour si fermava lì, in un regno dell’Italia del nord: dopo la seconda guerra d’indipendenza e con l’aiuto determinante di Napoleone III, l’annessione della Lombardia poteva anche bastare. Le successive richieste di annessione avanzate subito dopo dalla Toscana e dalle Legazioni pontificie dell’Emilia Romagna , diedero al progetto un respiro più ampio, ma tutto avrebbe dovuto fermarsi lì. Garibaldi invece, con l’assenso e i soldi di Vittorio Emanuele II si buttò in un’impresa più ambiziosa, unificare lo Stivale. Dietro l’operazione, oltre le vittoriose battaglie ci fu anche un gigantesco sistema di corruzione dei generali del regno napoletano .C’è qualcuno che pensa, e ben a ragione, che egli fu costretto a cedere le sue conquiste, dopo l’ultima vittoria sul Volturno, al Savoia, presentatosi a Teano con tutto il suo esercito. “Sei stato bravo, tante grazie, puoi tornare a casa”. Fu proprio in quel momento che si presentò il problema se dar luogo a uno stato federalista, con ampie autonomie locali, o a uno stato centralizzato. Il federalismo, sostenuto prima da Cavour, poi da Farini e Minghetti, nasceva dalla considerazione delle profonde diversità , storie, dialetti, leggi, economie tra i vari stati della penisola, il centralismo invece era sostenuto da coloro, essenzialmente l’alta borghesia piemontese, che temevano che il nuovo stato, ancora fragile e troppo eterogeneo, si sfaldasse davanti alle spinte autonomistiche. Si scelse la centralizzazione, l’estensione dello statuto albertino a tutte le regioni e la “piemontesizzazione” , ovvero l’invio di funzionari piemontesi che ricoprivano le cariche istituzionali delle varie regioni, particolarmente di quelle meridionali. La vendita all’asta dei beni confiscati alla Chiesa e un sistema fiscale particolarmente esoso nei riguardi della Sicilia, considerata “il giardino d’Europa” misero a disposizione le risorse per realizzare l’industrializzazione del Nord. Francesco Saverio Nitti, nella sua monumentale opera “Scienza delle finanze”, scrive questo prospetto sul l’apporto finanziario delle singole regioni nel primo ventennio successivo all’unità:

Regno delle due Sicilie milioni 443,3

Lombardia 6

Ducato di Modena 9

Romagna, Marche, Umbria 55

Parma e Piacenza 1,9

Roma 33,5

Toscana 84,2

Veneto 12

Piemonte, Liguria, Sardegna 27

Il che è sufficiente per spiegare la rapina di ricchezze traslocate al Nord Italia e il conseguente depauperamento del meridione. Per non parlare delle risorse umane spostatesi in cerca di lavoro, il cui contributo, al di là di tutti gli sfruttamenti, è stato determinante nell’incrementare il divario Nord-Sud. Con questi soldi sono stati pagati nel nord l’industrializzazione, la meccanizzazione dell’agricoltura, la rete viaria, urbanizzazione, i servizi pubblici e tutta una serie di strutture che, hanno segnato, dopo l’unità, il divario tra le due Italie.

Adesso il federalismo è rispuntato dopo 150 anni, sostenuto da tutte le parti politiche e da quelle regioni che una volta scelsero o approvarono il centralismo. Ma attenzione, non si tratta di un federalismo politico, ma di federalismo fiscale. Il neo-governatore leghista del Piemonte, Cota, lo ha detto subito, all’indomani della sua elezione: “I soldi dei piemontesi devono restare in Piemonte”. Dietro queste sparate si leggono tentazioni secessioniste ed egoismi regionali, oltre che una becera propaganda secondo cui il Nord è la locomotiva d’Italia, Roma, quando fa comodo, è ladrona e il Sud vive parassitariamente sulle ricchezze del nord-locomotiva. Il primo teorico della Lega Nord, il prof. Miglio, padre spirituale di Bossi, aveva ridisegnato la sua Italia in tre zone ben separate, la Padania, la Papània e la Terronia. Cioè una riedizione degli stati prerisorgimentali, il Lombardo-Veneto, con l’aggiunta del Piemonte, lo Stato Pontificio o Italia Centrale e il Regno delle die Sicilie. A parte i luoghi comuni è vero che gran parte dell’economia meridionale è un’economia assistita, che il sud ha ingoiato risorse senza fare investimenti produttivi, a causa di una gestione clientelistica e mafiosa dell’apparato elettorale, identificato come macchina di consenso. E tuttavia, quando negli anni 60 la Cassa del Mezzogiorno rovesciò fiumi di milioni nel Sud non poche furono le industrie del Nord che incassarono gli incentivi per investire al Sud e poi lasciarono perdere tutto: basti guardare la zona industriale di Termini Imerese, con centinaia di costruzioni abbandonate, dove avrebbero dovuto nascere industrie. Per non parlare del quinto polo siderurgico che avrebbe dovuto nascere a Gioia Tauro. Gli investimenti più redditizi sono stati realizzati nella Sicilia orientale, oltre che a Milazzo e a Gela, per impiantare un’industria petrolchimica che ha avuto la conseguenza di distruggere l’ambiente e di rendere più precaria la salute dei cittadini. Certe frange dell’autonomia siciliana reclamano ancor oggi un abbassamento del costo dei carburanti, sia per il duro prezzo pagato per l’installazione delle raffinerie, sia per il petrolio che viene estratto. C’è un altro problema non sempre analizzato, ovvero il flusso di denaro proveniente dall’economia illegale, non solo dal lavoro nero, dall’evasione fiscale, ma anche dai traffici di droga, dalle estorsioni, dagli appalti alle ditte meridionali di lavori al nord. La cifra non è quantificabile, anche se i proventi dell’economia mafiosa sono stati stimati in cifre tra i 100 e i 150 miliardi di euro. Questi soldi sono reinvestiti al nord, soprattutto in progetti di speculazione edilizia, lavori pubblici o pseudo ecologia ambientale: lo ha fatto Bontade con Berlusconi, a partire dal 1974, continua a farlo soprattutto la ndrangheta specialmente nelle ricche province di Lombardia ed Emilia. Gran parte delle banche provengono dal Nord e costituiscono pompe aspiranti di denaro meridionale che viene riciclato o reinvestito in quei grandi canali di accumulazione costituiti dalla privatizzazione di gran parte dei servizi pubblici, portata avanti dai governi degli ultimi 20 anni. In questo periodo ha preso piede l’installazione di villaggi turistici, centri commerciali ed ipermercati, le cui sigle appartengono a grandi società del Nord, (anche se non sono mancati investimenti mafiosi), con il compito di rastrellare soldi e dirottarli verso chi investe, cioè sempre al nord, anche mettendo in conto il rischio dell’estorsione mafiosa. Come si vede è un contesto di relazioni economiche e politiche intercambiabili, di intrecci inestricabili tra economie legali e illegali con cui il Leghismo, a parte la propaganda per gli allocchi, dal suo secessionismo, adesso riciclato in federalismo, non è chiaro quanto potrebbe guadagnare o perdere.

(Salvo Vitale)