giovedì 10 dicembre 2009

Manovra verso fiducia Pd: cazzotto in faccia

ROMA - Riprende oggi alla Camera la discussione generale sulla legge finanziaria. L'opposizione alza le barricate contro il governo, che intende porre la fiducia sulla manovra, probabilmente martedì prossimo. L'Udc chiede all'Esecutivo di "sottoscrivere
un patto: ridurremo al massimo gli emendamenti - spiega Pier Ferdinando Casini - se la maggioranza non metterà la fiducia".
Il Pd si rivolge direttamente a Gianfranco Fini. "Siamo in una condizione deprimente per il Parlamento - dice Pier Luigi
Bersani -, ci aspettiamo che il presidente della Camera ne faccia valere il ruolo". I sindacati criticano invece
l'utilizzo del Tfr per coprire parte della manovra. "Polemica infondata", risponde il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi.

AULA VERSO FIDUCIA, PD: UN CAZZOTTO IN FACCIA - di Alessandra Chini - Ultima 'chiamata' delle opposizioni al governo sulla Finanziaria. In apertura dei lavori sul provvedimento approdato in Aula alla Camera Pd, Udc e Idv propongono un 'patto tra gentiluomini' al governo: ridurranno al massimo gli emendamenti se la maggioranza non metterà la fiducia. Si tratterebbe, è il ragionamento del centrosinistra, di un modo per "difendere il Parlamento", anche dopo che il lavoro in commissione si è incentrato quasi unicamente sugli emendamenti di governo e maggioranza, con le opposizioni che alla fine hanno abbandonato i lavori per protesta.

"Oggi - scandisce il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini - chiediamo al governo di sottoscrivere un patto a difesa della centralità del Parlamento e a difesa anche della maggioranza che non può appiattirsi sul governo". Il Pd si rivolge direttamente al presidente della Camera Gianfranco Fini. "Siamo in una condizione deprimente per il Parlamento - dice Pier Luigi Bersani - e ci aspettiamo che il presidente oltre a spendere i propri buoni uffici, faccia valere sostanzialmente il ruolo del Parlamento". Non solo, il leader del Pd attacca, l'atteggiamento tenuto in commissione dal governo che ha di fatto messo la fiducia sul maxi-emendamento del relatore è un "cazzotto in faccia alla discussione".

In commissione, è la risposta del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, giunto in Aula per seguire la discussione sul provvedimento, c'é stata "una discussione anche intensa e prolungata". Il ministro, tra l'altro, oggi in Aula ha lasciato i banchi del governo proprio per andare a intrattenersi a colloquio con Bersani alla sua postazione. Interviene anche il presidente della Commissione Giancarlo Giorgetti: le regole in commissione - dice - "sono state rispettate". La fiducia, però, sembra ormai quasi scontata. Dovrebbe arrivare martedì prossimo.

Domani, infatti, dopo l'esame della proposta di legge sul made in Italy, la richiesta di arresto per il sottosegretario Nicola Cosentino e le mozioni sulle sue dimissioni, si riprenderà con la discussione generale. Venerdì dovrebbe essere votato il ddl di Bilancio e forse il primo articolo della Finanziaria. Martedì verrebbe messa la fiducia. Gli emendamenti sono qualche centinaio ma i gruppi ribadiscono la propria volontà a limitarli. In ogni caso, sottolinea il relatore della Finanziaria Massimo Corsaro "il mondo non finisce con questo provvedimento" e, in effetti, entro la fine dell'anno dovrebbe arrivare il decreto milleproroghe che dovrebbe risolvere, reintroducendo il 'diritto soggettivo' la questione del tetto all'editoria. Tema sul quale Tremonti ha rassicurato per telefono il presidente della Camera, Gianfranco Fini.

Restano i nodi dell'utilizzo del fondo sul Tfr, che vale il 33% delle coperture della manovra economica, e sulle quali scendono lancia in resta il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani e della Cisl, Raffaele Bonanni. Infine, per quanto riguarda la questione dei beni confiscati alla mafia arriva dal ministro dell'Interno Roberto, la proposta della creazione di una agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati. Nel frattempo, secondo le stime dei tecnici della Camera, la Finanziaria è arrivata a pesare 9,2 miliardi di cui 5,6 in termini di indebitamento netto. Ansa

mercoledì 9 dicembre 2009

CORLEONE(PA): CERIMONIA DI INTITOLAZIONE DI UNA VIA ALLA MEMORIA DELA CARABINIERE SCELTO CLEMENTE BOVI


Il 10 dicembre 2009, con inizio alle ore 11.30 circa, in Corleone, in Piazza Garibaldi, si terrà la cerimonia di intitolazione della via al Carabiniere Scelto Clemente Bovi Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Il Carabiniere Scelto Clemente Bovi, nato a Ciminna il 29 ottobre 1926, prestava servizio dal 1949, presso la Stazione Carabinieri di Caltabellotta. L’8 settembre 1959, mentre faceva rientro da un permesso fruito presso la propria famiglia, fu bloccato in una zona periferica di Corleone da sei malfattori che, sotto la minaccia delle armi, tentarono di rapinarlo. Bovi ingaggiò un violento conflitto a fuoco uccidendo uno dei banditi, ma venendo anch’egli mortalmente colpito. Il 25 settembre 1960 gli fu conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

L’Amministrazione comunale di Corleone ha proposto l’intitolazione di una via alla memoria del militare. All’evento saranno presenti molte autorità, locali, regionali e provinciali.

Nel corso della cerimonia sarà scoperta e benedetta la targa in marmo di intitolazione della via.

L’evento si concluderà con un concerto della Fanfara del XII Battaglione “Sicilia” che verrà eseguito presso la Chiesa Maria SS del Monte Carmelo alle 19.00.

L’iniziativa congiunta dell’Arma e del Comune di Corleone si inserisce in un vero e proprio “percorso della memoria” che il Comando Provinciale ha avviato, da tempo, per recuperare il ricordo delle tante vittime in uniforme, cadute nell’adempimento del dovere, rendendo doveroso omaggio al loro sacrificio. www.melitoonline.it

Palermo, 09 dicembre 2009

martedì 8 dicembre 2009

Finanziaria: confermate le disposizioni sulla vendita dei beni confiscati alla mafia

Via libera in commissione Bilancio alla Camera alla Finanziaria, che da mercoledi' 9 dicembre approda in aula a Montecitorio. La maggioranza ha votato un maxiemendamento del relatore dopo che i gruppi di opposizione avevavo abbandonato i lavori per protestare contro quella che considerano una ''fiducia mascherata'' in commissione, con un testo della manovra riscritto dal relatore e blindato.

La decisione dell'opposizione e' giunta dopo aver constatato l'andamento della discussione in questi giorni, con un maxiemendamento del relatore che ha completamente riscritto la manovra e una strozzatura della discussione in Commissione.

''Il dibattito in Aula si preannuncia caldo, e noi faremo in modo che sia cosi'''. Ha sintetizzato Pier Paolo Baretta, capogruppo Pd in Commissione Governo e maggioranza, ha riferito Baretta ''hanno dichiarato nella notte che non c'era disponibilita' ad accogliere emendamenti''. Da qui derivano ''due anomalie'' denunciate dal Pd. La prima e' che ''di fatto e' stato dato luogo ad una procedura di fiducia in Commissione con un maxiemendamento del relatore blindato. Un vulnus pesante''. La seconda anomalia e' che ''nessun emendamento di nessun deputato ne' di maggioranza, ne' di opposizione, e' entrato in finanziaria e questo e' un precedente grave''.

Antonio Borghesi dell'Idv ha segnalato ''uno sfregio della Costituzione'' perche' ''spostare la 'fiducia' in Commissione vuol dire esautorare il Parlamento. Un nuovo passo verso il regime''. Inoltre ''Berlusconi aveva garantito che non ci sarebbe stato assalto alla diligenza, invece e' entrato di tutto di piu'. Con i soldi dello scudo la maggioranza si e' confezionata un emendamento su misura''.

Gian Luca Galletti dell'Udc ha sostenuto che ''una maggioranza e un governo pasticcioni hanno prodotto una finanziaria debole e pasticciata''.

Entrando nel merito delle misure, le opposizioni hanno rimarcato come non siano presenti misure a sostegno dei redditi e delle famiglie, nulla di incisivo sia stato fatto per le popolazioni dell'Abruzzo, siano state confermate le disposizioni sulla vendita dei beni confiscati alla mafia e come l'editoria sia pesantemente colpita.
www.asca.it

lunedì 7 dicembre 2009

“I soldi persi con la Ibs Forex erano destinati a opere ancora ferme come la Corleone - Partinico

“Teniamo a sottolineare che i fondi che la Provincia di Palermo investì attraverso la società Ibs Forex erano destinati ad opere pubbliche da realizzare, come la Corleone-Partinico, il foro boario di Caccamo o il porto di Termini Imerese. Non si trattava di avanzi di bilancio, ma di fondi per i quali molte opere pubbliche sono ancora ferme”. Questa, nella sostanza, la denuncia dei consiglieri provinciali Luisa La Colla (Idv), Antonio Marotta (Rc) e Silvio Moncada (Pd) membri della commissione consiliare d’indagine sul caso Ibs Forex, attorno al quale pendono circa 40 milioni di euro, forse irrecuperabili per le casse provinciali. Secondo la ricostruzione dei tre consiglieri, le responsabilità politiche della vicenda sono da attribuire alla “scriteriata amministrazione Musotto”, come denuncia La Colla, mentre le responsabilità amministrative ricadrebbero sulle spalle dell’ex direttore generale Caruso e del ragioniere generale Bonomo. Al presidente Avanti, a cui i tre recriminano soltanto di avere, forse, sottovalutato la questione, i consiglieri chiedono oggi di “prendere adeguati provvedimenti al fine di operare radicali cambiamenti nella struttura burocratica/amministrativa dell’Ente”. www.livesicilia.it