sabato 10 ottobre 2009

MAFIA: INGROIA, SPIRAGLIO SU MANDANTI STRAGISTI

"Si e' aperto uno spiraglio importante nel rintracciare i veri mandanti del '92: non abbassate l'attenzione, esigete la verita' a gran voce. E' il momento di dare un calcio e spalancare quella porta". Lo ha detto il procuratore aggiunto di Palermo Antonio Ingroia agli studenti palermitani, nell'ultima giornata del Festival della legalita', durante il dibattito a Villa Filippina dal titolo "A voi nati dopo le stragi... io racconto". "E' notizia di questi giorni - ha aggiunto - che Borsellino non sia neanche stato avvertito dell'attentato contro di lui, a differenza di Di Pietro, che fu avvisato e allontanato dal Paese sotto falsa identita'". Falcone e Borsellino per primi, ha concluso il magistrato, "hanno rotto il tacito patto tra magistratura e classe dirigente collusa. Noi siamo arrivati dopo e abbiamo potuto continuare su questa scia".

Repubblica.it (10 October 2009)

mercoledì 7 ottobre 2009

Lodo Alfano incostituzionale


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Nulla era scontato, se molti giuristi e politologi si erano pronunciati per l’incostituzionalità della legge che sospende i processi per le quattro alte cariche dello Stato, Presidente della Repubblica, del Consiglio, del Senato e della Camera, dall’altro ci sono stati pesanti pressioni nei confronti dei giudici costituzionali. La Corte dopo più di 48 ore ha deciso che l’articolo 1 della legge 23 luglio 2008, n. 124 è incostituzionale per violazione degli articoli 3 e 138 della Costituzione, cioè per violazione del principio di eguaglianza dei cittadini dinanzi alla legge e per il fatto che tale legge doveva esser fatta solo esclusivamente cambiando la Costituzione vigente. Per il Presidente del Consiglio Berlusconi si riapriranno nuovamente due processi a suo carico, per corruzione in atti giudiziari dell'avvocato David Mills e per reati societari nella compravendita di diritti tv Mediaset. Non avevamo dubbi che la norma fosse incostituzionale e che fosse stata riproposta proprio come legge ad personam per evitare i processi a carico del Presidente Berlusconi. Il Presidente del Consiglio in una democrazia parlamentare può anche decadere senza che il parlamento venga sciolto, basta sostituirlo come pure i Presidenti di Camera e Senato. Non è la persona che impersona la carica ma il contrario, unico problema nasce per il Presidente della Repubblica, che ha già una tutela costituzionale in quanto è il capo dello Stato e rappresenta l'unità nazionale. Infatti, l’art. 90 della costituzione così recita: “Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione. In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune a maggioranza assoluta dei suoi membri. Per la seconda volta la Corte Costituzionale interviene su questa tematica, adesso auspichiamo che anche il Presidente del Cosniglio come qualsiasi cittadino sia processato dalla magistratura che insieme al governo e al parlamento sono i tre poteri di una democrazia.

Giuseppe Crapisi

martedì 6 ottobre 2009

MAFIA: CONDANNATO A 13 ANNI INFERMIERE BOSS PROVENZANO

I giudici della V sezione del tribunale di Palermo hanno condannato a 13 anni di carcere, per associazione mafiosa, Gaetano Lipari, accusato, tra l'altro, di essere stato, durante l'ultima fase della sua latitanza,l'infermiere personale del boss Bernardo Provenzano. L'accusa è stata sostenuta in aula dai pm della dda Nino Di Matteo e MarziaSabella.

Nei "pizzini" trovati nel covo del capomafia il giorno del suo arresto, Lipari era indicato col numero 60: 49 anni, infermiere professionale con la passione per la politica e parentele "illustri" in Cosa nostra, era uno dei pochi uomini d'onore a poter vantare di dare del tu al padrino di Corleone.

A suo carico i magistrati hanno prodotto decine di lettere trovate nel nascondiglio di Montagna dei Cavalli. Dai messaggi é emerso che Lipari, cugino del consigliori economico del boss,Pino Lipari, si occupava delle esigenze mediche del latitante: dai prelievi a cui Provenzano doveva sottoporsi dopo l'intervento alla prostata subito a Marsiglia, alle iniezioni di Decapeptyl, un costosissimo farmaco di non facile reperimento, che lo stesso infermiere recuperava anche attraverso l'aiuto di farmacisti compiacenti. Eletto nel 2003 al consiglio comunale di Altavilla Miliciain una lista civica, Lipari ha lavorato come dipendente dellaAsl 6 di Bagheria.

Dalle indagini è emerso che l'imputato aveva frequenti contatti, anche telefonici, con l'allora deputato regionale Giovanni Mercadante (Forza Italia), medico, condannato per mafia, e col nipote di Provenzano, Carmelo Gariffo. Secondo i pm, inoltre, si sarebbe pure occupato di gestire il pizzo imposto ad alcuni imprenditori edili di Casteldaccia, Villabate e Bagheria. (Ansa)