martedì 29 settembre 2009

OSCAR: TORNATORE, NOTIZIA CHE MI RIEMPIE DI GIOIA

(AGI) - Torino, 29 set - "E' una notizia che mi riempie di gioia, sono veramente felice. Arriva subito dopo l'affermazione del film nelle sale e il grande successo che sta avendo". Lo ha detto Giuseppe Tornatore, questa sera, a Torino per presentare il film "Baaria", commentando la notizia che il suo lavoro rappresentera' l'Italia nella corsa agli Oscar. "Sono grato alla Commissione Anica per questo atto di fiducia, spero che il film faccia parte della cinquina, faremo una campagna forte per dare la massima visibilita' e speriamo davvero di farcela". In particolare, Tornatore ha sottolineato "due elementi" che potrebbero "fare ben sperare" per l'accoglienza del film all'estero:" il trionfale successo di pubblico che abbiamo avuto a Toronto, dove c'e' stato molto entusiasmo, tanto che sembrava di essere a Bagheria e il fatto che il film e' gia' stato pre-venduto in tutti i Paesi del mondo, suscitando grande interesse. Inoltre, il film ha una struttura narrativa complessa ma, alla fine, e' una storia semplice che puo' arrivare bene al pubblico". Parlando della sua opera, Tornatore ha osservato ancora : "e' un film che volevo fare perche' lo desideravo molto, ma lo volevo fare piu' in la', a sessanta anni". Alla domanda se "Baaria" potesse essere considerato il suo "Amarcord" Tornatore ha risposto: "non lo dico perche' non voglio sembrare arrogante. Il capolavoro di Fellini e' inarrivabile, pero' il mio film ha uno stretto rapporto con la memoria e un legame molto stretto con la mia terra". "Mi piacerebbe - ha detto ancora - che il pubblico straniero si concentrasse sull'immagine della Sicilia, una terra fatta di gente viva, che sa anche sacrificarsi". Ed a chi gli domandava del fatto che alcuni critici avessero sottolineato l'assenza della mafia nella pellicola, Tornatore ha risposto: "nel film la mafia c'e' ma non perche' ritengo obbligatorio che quando si fa un'opera sulla Sicilia la si debba inserire. Nel film se ne parla in un modo piu' originale di come si fa di solito. E' uno degli elementi piu' importanti: mi stupisce che qualcuno dica che non c'e' e mi preoccupa si pensi che certi argomenti debbano essere raccontati con cliche'". Infine, un omaggio al capoluogo piemontese: "Torino e' una citta' che porta bene, ci sono stato molte volte, vengo spesso a promuovere i miei film.
Ne ho anche girato uno. Ho molti ricordi e mi fa piacere - ha concluso - che la notizia sia arrivata proprio mentre stavo venendo qui".(AGI) Cli/Chc 291948 SET 09

domenica 27 settembre 2009

MAFIA: CASELLI, C'E' RISCHIO CHE LOTTA DIVENTI IN SALITA

(AGI) - Roma, 27 set. - "Per quanto riguarda la mafia quando l'attacco supera una certa asticella, allora lo Stato reagisce, e delega alle forze dell'ordine e alla magistratura interventi affinche' la violenza mafiosa sia riportata ben sotto l'asticella". L dice il procuratore di Torino, Gian Carlo caselli in una intervista a "I Giovani di Citta'"Insieme a Gian Carlo Caselli, in occasione della presentazione del suo nuovo libro "Le due Guerre". In quella fase, rileva Caselli, "forze dell'ordine e magistratura hanno il sostegno delle forze politiche, delle istituzioni, della societa' civile; ed e' un sostegno forte, robusto, che pero' dopo un biennio di solito tende a declinare. E' successo a Falcone e Borsellino, e' successo dopo le stragi del '92 e succede quando, dopo esserti occupato doverosamente dei mafiosi di strada, cominci ad occuparti altrettanto doverosamente delle cosiddette 'relazioni esterne'. Complicita' con pezzi - guai a generalizzare - della politica, delle istituzioni, della cultura, dell'informazione, dell'economia, della finanza, della stessa societa' civile. E allora ecco quel che stava andando bene subisce dei rallentamenti, addirittura delle interruzioni traumatiche, oppure una strada - come nel caso delle associazioni antimafia dopo le stragi del '92 - che da pianeggiante si fa in salita e quindi il traguardo si allontana".