sabato 19 settembre 2009

MAFIA: ARRESTATO LATITANTE NEL PALERMITANO, ERA A CASA SUA

(AGI) - Palermo, 19 set. - Il latitante Salvatore Bagliesi, 51 anni, legato al clan mafioso Vitale "Fardazza" di Partinico (Palermo) e' stato arrestato nel tardo pomeriggio dai carabinieri della Compagnia di Partinico e del Nucleo Operativo del Gruppo di Monreale. Era ricercato dalla fine del 2008 quando era stato condannato per un duplice omicidio. E' stato individuato nella sua abitazione in via delle Capre, a Partinico, e ha tentato di fuggire ma e' stato bloccato dai carabinieri che avevao cinturato la zona e la controllavano anche dall'alto con un elicottero del nono elinucleo di Palermo Boccadifalco. Bagliesi aveva avuto un ruolo nell'omicidio di Francesco Paolo Alduino e Roberto Rossello, uccisi nell'aprile del 1999. Il vero obiettivo dell'agguato era Alduino, che era entrato in contrasto con i boss Vitale, mentre Rossello cadde solo perche' era in sua compagnia nel panificio di sua proprieta'. Bagliesi aveva pedinato Alduino e aveva informato il killer, Michele Seidita, successivamente divenuto collaboratore di giustizia.

PALERMO: INCENDIATA NELLA NOTTE ABITAZIONE DI UN IMPRENDITORE

(ASCA) - Palermo, 19 set - Questa notte un incendio ha gravemente danneggiato l'abitazione rurale di L.S., in contrada Mortilli a San Giuseppe Jato, nel palermitano.

L'incendio si e' verificato ad appena 48 ore da quello che a Monreale ha distrutto alcuni mezzi meccanici di un imprenditore edile. Lo rende noto Salvino Caputo, deputato del Pdl all'Ars e componente la Commissione Regionale Antimafia che ha anticipato la presentazione di una interrogazione Parlamentare per impegnare il Goveno ed il Parlamento regionale ed aprire un bibattito sulla situazione dell'Ordine Pubblico del territorio tra Monreale e Corleone ed in generale sul territorio di tutta la Provincia di Palermo. ''E' chiaro - afferma Caputo - che questi atti di intimidazione sono frutto di una stategia criminale finalizzata a condizionare gli imprenditori ed anche le Amministrazioni di un determinato comprensorio''.

''Ho gia' chiesto - rende noto il parlamentare del PDL - al Presidente della Commissione Antimafia, Calogero Speziale, di convocare una seduta straordinaria dell'Uffiico di Presidenza della Commissione per convocare i Sindaci dei Comuni nei cui territori si sono verificati episodi di intimidazioni e che sono a rischio per la forte e visibile presenza mafiosa''.

dod/luq/ss

(Asca)

Palazzo Adriano: 13ENNE STUPRATA DA BRANCO: LIBERI 3 MINORI

(AGI) - Palerrmo, 19 set. - Il tribunale del riesame per i minorenni di Palermo ha rimesso in liberta' i tre diciassettenni coinvolti nella presunta violenza di gruppo ai danni di una ragazzina di 13 anni con un leggero handicap, avvenuta il 16 agosto scorso durante la festa del Crocifisso a Palazzo Adriano (Palermo). Secondo il collegio presieduto da Flora Randazzo, relatore Antonio Napoli, non ci sono indizi sufficienti a carico di Domenico C., Giuseppe V. e Giuseppe S., fermati il 2 settembre scorso su ordine della Procura dei minori, assieme a un diciottenne, Carmelo V., la cui posizione e' tuttora al vaglio della magistratura ordinaria di Termini Imerese e che e' rimasto in carcere. Sono state le indagini difensive, svolte dall'avvocato Vincenzo Lo Re, a ingenerare nel tribunale minorile una serie di dubbi: i tre diciassettenni hanno infatti tutti un alibi e a questo si aggiungono una serie di discrepanze nel racconto della vittima della violenza, riguardo soprattutto alla difficolta' di individuare il posto in cui la tredicenne sarebbe stata sottoposta agli abusi; lei ha parlato infatti del campo sportivo, ma da li' vennero sparati i fuochi di artificio per la festa e l'intera zona circostante era inaccessibile. A questo si aggiungono i dubbi espressi dalle ginecologhe del presidio medico di Corleone, che visitarono la ragazzina e che non trovarono segni compatibili con quanto da lei raccontato ("Mi hanno tenuta per le braccia e per le mani, mi hanno fatto male tenendomi con la schiena per terra"). La vittima aveva parlato anche di un'amichetta romana che giocava con lei e che sarebbe riuscita a sfuggire al branco: la difesa ha individuato le uniche due famiglie romane che si trovavano in vacanza a Palazzo Adriano e i testimoni sentiti non hanno confermato questa versione. Le indagini dei carabinieri di Corleone dovranno cosi' riprendere dall'inizio.

venerdì 18 settembre 2009

Trattativa tra Stato e mafia Interrogato Nicola Mancino

SANITA’: CIRIGNOTTA, NON CHIUDERA’ L’OSPEDALE DI CORLEONE

(AGI) – Palermo, 17 set. – “L’ospedale di Corleone non chiudera’”. Lo ha assicurato Salvatore Cirignotta, direttore generale dell’Azienda sanitaria provinciale di Palermo che ha incontrato il sindaco di Corleone, Nino Iannazzo, nell’aula consiliare del Comune. “Col tempo, l’ospedale potra’ essere potenziato. Inoltre, la ginecologia non chiudera’: e’ insostituibile in questo territorio. Mi riservo poi di scrivere al sindaco sulla possibilita’ di trovare dei finanziamenti per il completamento della nuova ala”, ha aggiunto Cirignotta, che dopo una visita nella struttura sanitaria si e’ detto “favorevolmente impressionato dall’ordine, dalla pulizia e dall’umanita’, tutte cose che si perdono nelle grandi realta’ ospedaliere”. (AGI)

mercoledì 16 settembre 2009

MAFIA: CGIL, PARADOSSO NEGARE RISARCIMENTO ENTI LOCALI NEI PROCESSI

lunedì 14 settembre 2009

MAFIA: NEL GIORNO DI DON PUGLISI SCASSINATO SUO CENTRO

(AGI) - Palermo, 14 set. - Mentre sono in corso le iniziative per ricordare don Pino Puglisi, il parroco ucciso dalla mafia a Palermo il 15 settembre del 1993, si registra un'incursione nel Centro Padre Nostro da lui fondato nel quartiere di Brancaccio, dove questa sera si concludera' la fiaccolata in memoria del sacerdote. Sconosciuti la notte scorsa hanno divelto la porta del magazzino del centro sportivo polivalente, abbattuto un tramezzo e rubato una carriola e alcuni attrezzi di una ditta impegnata in lavori nella struttura. Ne da' notizia il presidente del Centro Padre Nostro, Maurizio Artale, che fa un appello alla cittadinanza: "Dobbiamo tenere alta l'attenzione -dice Artale- la citta' e' composta di quartieri, non possiamo demandare il loro controllo alle pur volenterose forze dell'ordine. Noi viviamo in quei quartieri e a noi spetta la prima azione di controllo e di riqualificazione ambientale.
Puglisi ci ha esortato a fare ognuno la nostra parte, io vi chiedo di indignarvi davanti all'ultimo atto che offende la memoria di un martire".

domenica 13 settembre 2009

MAFIA: LATITANTE PRESO A PALERMO, NEL COVO LIBRI DI FILOSOFIA

(AGI) - Palermo, 11 set. - C'erano una decina di libri di filosofia nel covo del boss mafioso Filippo La Rosa, arrestato ieri pomeriggio a Palermo dalla Dia in un fondo agricolo di sua proprieta' nella borgata di Ciaculli dopo 18 anni di latitanza.
La Rosa, 45 anni, condannato definitivamente all'ergastolo per omicidio, viveva in una baracca minuscola, due metri per due, realizzata in legno e mattoni e completamente nascosta da alberi e altra vegetazione. Dentro, con i libri e incisioni di musica classica, solo un letto, un televisore, un potente binocolo, un appendiabiti e provviste alimentari. La Rosa nel suo podere coltivava vari ortaggi che usava probabilmente per il suo consumo personale. L'uomo, ritenuto 'reggente' della famiglia di Ciaculli, era colpito da un ordine di carcerazione emesso il 12 maggio 2008 dalla Procura Generale di Palermo, sulla base di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere datata 5 marzo 1993 e relativa a Mariano Agate e altri 57 mafiosi nell'ambito di un'inchiesta sulla prima fase della guerra di mafia che negli anni '80 contrappose corleonesi e palermitani. La Rosa e' stato condannato all'ergastolo con sentenza definitiva per l'omicidio del mafioso Giovanni Fici, ucciso a Palermo il primo febbraio 1988. Fici voleva vendicare la morte del killer Giuseppe Greco 'Scarpuzzedda' assassinando i responsabili, Agostino Marino Mannoia e Giuseppe Lucchese.