sabato 5 settembre 2009

SCUOLA IN PIAZZA, PRECARI IN MUTANDE A PALERMO

MAFIA: IPOTECA BLOCCA USO TERRENO CONFISCATO A BRUSCA

(AGI) - Palermo, 4 set. - "Un importantebene immobile definitivamente confiscato a Brusca Giovanni e ricadente in territorio di Monreale , non puo' essere assegnato per finalita' pubbliche ed imprenditoriali , in quanto la Serit ha iscritto una misura ipotecaria impedendone di fatto la assegnazione". Lo rende noto il parlamentare regionale del Pdl, Salvino Caputo, dove si trova il bene. Caputo ha chiesto al direttore generale della societa' di riscossione Serit di verificare le procedure per la cancellazione della garanzia patrimoniale che di fatto impedisce il pieno utilizzo dell'immobile. Si tratta di un vasto appezzamento di terreno, ricadente in contrada Signora , dove la Regione Siciliana e in particolare l'Azienda delle foreste demaniali , aveva da tempo assicurato la disponibilita' a realizzare un percorso ambientale guidato per le scuole e un parco pubblico " Si fa tanto parlare di ridurre i tempi per la confisca e per la assegnazione dei beni confiscati - ha aggiunto Salvino Caputo - e di consentire di rendere immediatamente fruibili i beni per assegnarli a pubbliche finalita' e sottrarli alla materiale disponibilita' dei boss di Cosa nostra, e invece basta un mancato raccordo tra Enti pubblici per impedire la utilizzazione di un bene di notevole importanza in quanto confiscato al boss Brusca Giovanni che dopo avere materialmente ucciso Giovanni Falcone e la sua scorta ha ordinato il rapimento e la soppressione del piccolo Giuseppe di Matteo".

Palermo, 13enne disabile violentata dal branco

Tre minorenni ed un amico di qualche anno più grande sono stati arrestati dai carabinieri con l'accusa di aver abusato di una ragazzina a Palazzo Adriano, un paesino a 80 chilometri dal capoluogo siciliano

venerdì 4 settembre 2009

Scuola: una donna precaria con quattro figli


Di cui uno con sindrome Down, ora e' disoccupata a Palermo
(ANSA) - PALERMO, 3 SET - Ha 4 figli, uno con la sindrome di Down, un mutuo da pagare e ora, dopo 12 anni di precariato come insegnante elementare, e' disoccupata.Antonina Di Giovanni, 44 anni di Palermo, e' una dei precari che non ricevera' l'incarico a causa dei tagli all'Istruzione. Stamani la donna si e' recata negli uffici del Provveditorato, dove da 10 giorni centinaia di precari protestano con sit-in e sciopero della fame, 'nella speranza di un miracolo', dice il marito, Francesco Panzera, operaio disoccupato.

Il mio ricordo del generale dalla Chiesa

giovedì 3 settembre 2009

Palermo ricorda il generale Dalla Chiesa Maroni: "Entro l'anno in città una conferenza antimafia"


Ventisette anni fa l'eccidio mafioso in cui furono assassinati il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente di scorta Domenico Russo

Il ministro dell'Interno Roberto Maroni è arrivato questa mattina a Palermo per ricordare l'eccidio mafioso in cui ventisette anni fa furono assassinati il prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, la moglie Emanuela Setti Carraro e l'agente di scorta Domenico Russo. Dopo aver deposto una corona di fiori sul luogo dell'omicidio, in via Isidoro Carini, ha partecipato alla messa celebrata all'interno della caserma Dalla Chiesa di corso Vittorio Emanuele. Assieme a Maroni sono arrivati a Palermo il capo della polizia Antonio Manganelli e il comandante generale dell'Arma dei carabinieri, Leonardo Gallitelli.

Dopo la funzione religiosa, a cui ha partecipato anche la figlia del generale prefetto, Simona, Roberto Maroni ha annunciato che entro l'anno Palermo sarà sede di una grande conferenza nazionale sulla lotta alla mafia: «Sarà aperta - ha annunciato il ministro dell'Interno - a tutti coloro, fra le forze dell'ordine, la magistratura, le associazioni, vogliono dare un contributo per sconfiggere per sempre la mafia». Maroni ha annunciato pure che entro dicembre ci sarà un milione di euro nel fondo unico per la giustizia: «Sono i soldi sottratti alle cosche», dice Maroni.

Nell'occasione dell'anniversario di dalla Chiesa il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e i presidenti di Camera e Senato, Fini e Schifani, hanno inviato dei messaggi al prefetto di Palermo. «Il barbaro attentato - scrive Napolitano - provocò un unanime moto di indignazione cui seguì un più deciso e convergente impegno delle istituzioni e della società civile, che ha consentito di infliggere colpi sempre più duri alla criminalità mafiosa ed alla sua capacità di controllo del territorio. Le dolorose immagini di quella tragica sera non debbono però essere dimenticate. Il sacrificio del generale Dalla Chiesa e quello di tanti altri caduti per mano di mafia - prosegue il presidente della Repubblica - debbono restare vivi nella memoria di tutti ed imporre alle istituzioni, alla società civile ed alle nuove generazioni una continua vigilanza contro le persistenti forme di presenza e di infiltrazione della criminalità organizzata, non meno pericolose anche quando meno appariscenti».
(03 settembre 2009 www.palermo.repubblica.it )

mercoledì 2 settembre 2009

Chiusa inchiesta sul figlio di Provenzano


di Aaron Pettinari - 2 settembre 2009
Palermo. Era sotto inchiesta per mafia, Angelo Provenzano, assieme ad altri 105 persone. Le indagini erano iniziate circa due anni fa e coinvolgevano i figli di padrini eccellenti su cui era lecito pensare potesse dipendere il futuro di Cosa Nostra.

Nomi di rilievo quali Inzerillo, Spatola, Tinnirello, Lo Nigro, D'Ambrogio, Marceno' che si aggiungono a quello più noto del figlio del capo di Cosa Nostra. Per questo erano stati attenzionati immediatamente dopo le operazioni “Gotha” e “Old Bridge” che avevano messo alla sbarra padri, zii e nonni.
La richiesta di archiviazione è stata firmata dai pm Buzzolani, De Lucia, Di Matteo e dal procuratore aggiunto De Francisci mentre la decisione spetterà al gip Maria Pino.
Nel dicembre dello scorso anno il figlio di Binnu, intervistato da Repubblica, era intervenuto a difesa del proprio cognome e della propria posizione con tali dichiarazioni: «Io rispondo solo delle mie scelte, non di quelle di mio padre, che oltretutto non so quali siano state».
Il nome di Angelo Provenzano era emerso già nel 2000, durante le indagini per la cattura del padre. Una sua lettera era stata trovata nelle tasche di un fedele postino dell´organizzazione, al momento dell´arresto di Benedetto Spera. Nel 2006, Provenzano junior è stato nuovamente nominato in alcune intercettazioni delle indagini sui postini di Provenzao padre ed anche in “Gotha” emergeva la possibilità che il giovane fosse intervenuto per non far pagare il pizzo ad un commerciante. 
Nonostante questi “campanelli d'allarme” però la Procura non è riuscita a trovare ulteriori riscontri concreti né su Provenzano né sugli altri figli d'arte.
Dai Mannino agli Inzerillo fino agli Spatola, il legame tra Palermo e l'America non si è mai interrotto. I giovani rampolli sono tutti incensurati ma, grazie all'attività d'indagine, sono stati sorpresi nei pressi di quei luoghi dove si son tenuti diversi summit, e questo resta comunque un buon punto di partenza per cercare di capire le strategie di una Cosa Nostra che si sta già riorganizzando. 



Fonte: la Repubblica - Palermo

martedì 1 settembre 2009

Il cappio: la lotta al racket in prima fila

SCUOLA: LUMIA (PD), I PRECARI SONO UNA GRANDE RISORSA

COMUNICATO STAMPA


Palermo, 31 agosto 2009 – “Considero la protesta dei docenti e del personale Ata una causa di grande civiltà. Sull’istruzione e la formazione ci giochiamo il futuro del nostro Paese. Con questa riforma il governo ha deciso impoverire il patrimonio professionale e formativo del sistema scolastico italiano”. Lo dichiara il senatore del PD Giuseppe Lumia, che oggi ha partecipato alla manifestazione dei precari della scuola davanti alla sede dell’Ufficio scolastico provinciale di Palermo.

“È necessario - aggiunge Lumia - non abbassare la qualità dell’offerta formativa ed educativa. I precari sono una grande risorsa professionale ed esperienziale da stabilizzare e non da ‘sterminare‘, come invece vuole il Ministro della pubblica istruzione. È possibile fare loro un contratto a tempo indeterminato, evitando così che si produca una ferita profonda nel corpo vivo del sistema formativo italiano”.

“Infine - conclude il senatore del PD - la scuola italiana e in particolare quella siciliana non possono fare a meno di un forte investimento sul fronte dell’educazione al civismo e alla legalità”.

domenica 30 agosto 2009

Danza donna









Nuda alla luna danza
ignora lo sguardo mio
come nastro sul ventre suo
ondeggia, ruota e gode
al suon del mare
spuma e sabbia sul corpo mio
è sangue e carne
danza donna danza.

Paolo Paparcuri

MAFIA: VOLEVANO UCCIDERE FIGLI DI ASPIRANTI PENTITI, 4 ARRESTI NISCEMI

(CALTANISSETTA) - Per indurre due uomini di Cosa Nostra di Niscemi a rinunciare al loro proposito di diventare collaboratori di giustizia, stavano pianificando sequestri e, se necessario, anche l'uccisione di due bambini di 7 e 11 anni e di un ragazzo appena maggiorenne, figli e parenti dei pentiti in pectore.

Ma la squadra mobile della questura di Caltanissetta e gli uomini del commissariato di Niscemi e di Vittoria li hanno intercettati, pedinati e fermati, nel corso della notte, su ordine del pubblico ministero Fabio Scavone, della Dda di Catania. In manette sono finiti i pregiudicati Rosario Lombardo, 48 anni, soprannominato "Saru Cavaddu", già agli arresti domiciliari; Giuseppe Lodato, di 54, detto "Peppi Vureddu"; Alessandro Ficicchia, 42 anni, tutti di Niscemi; Alessandro Aparo, 27 anni, di Vittoria (RG).

Per tutti l'accusa è di associazione mafiosa. Gli arrestati disponevano di notevoli quantità di armi e di uomini. Uno dei due pentiti delle cosche di Nisceni, che ha già cominciato a fare importanti rivelazioni, aveva subito, l'11 luglio scorso, l'incendio di due auto e ricevuto intimidazioni telefoniche anonime pervenute alla sua convivente.

La madre, inoltre, aveva ricevuto una "visita" nella propria abitazione. Proprio la madre del collaboratore di giustizia è apparsa la più determinata nel denunciare tutto alla polizia e così sono scattate le indagini che hanno portato all'operazione di stanotte, denominata "Crazy Horse".

I magistrati titolari dell'inchiesta, i sostituti della Direzione distrettuale antimafia della Procura della Repubblica di Catania Fabio Scavone e Francesco Testa, chiederanno domani la convalida dei tre fermi eseguiti dalla polizia al Gip del Tribunale di Caltagirone. Il provvedimento, si sottolinea in ambienti giudiziari, è stato disposto per associazione mafiosa ma fa seguito a un'intercettazione telefonica in cui si ascolta l'avvio del piano di uccidere i figli di un 'pentito': i promotori dell'agguato affermavano di essersi già procurate le armi e di avere eseguito sopralluoghi nella casa di campagna dei loro obiettivi. Le intercettazioni ambientali avevano già evidenziato una 'saldatura' dei nuovi uomini dei clan di Niscemi e Vittoria, come avvenuto all'inizio degli anni Novanta, con l'intento di potenziare Cosa nostra anche a Gela.

(ANSA)