giovedì 16 luglio 2009

Processo Mercadante: chieste pene durissime

di Redazione - 15 luglio 2009
Palermo.
Il pm Nino Di Matteo ha chiesto 14 anni di carcere per l'ex deputato regionale di Forza Italia e radiologo Giovanni Mercadante a fronte dell'accusa di partecipazione mafiosa e, per il medesimo reato, 16 anni per Antonino Cinà.

Pene durissime quelle avanzate oggi in aula, a Palermo, dal sostituto procuratore antimafia. E giustificate dal fatto, ha spiegato lo stesso pubblico ministero, che in questi, come in molti altri casi, i partecipanti all’associazione mafiosa rivestono ruoli più importanti rispetto agli affiliati stessi.Gravissimo e intraneo, secondo Di Matteo, è infatti il ruolo dei due professionisti nel favorire l'associazione in diversi progetti criminosi e particolarmente vicini al boss Nino Rotolo.
Mercadante era anche nelle grazie di Bernardo Provenzano che lo considerava a sua completa disposizione. Per questo suo legame aveva fortemente ripreso l'odierno pentito Antonino Giuffré che per rivolgersi al medico aveva fatto ricorso al tramite di Giovanni Marcianò rammentandogli che Mercadante era Cosa Nostra. Al termine dell'udienza ha preso la parola l'imputato Cinà per puntualizzare i suoi rapporti di apprezzamento e di stima professionale per Mercadante al quale si rivolgeva, a suo dire, solo in qualità di medico. Due anni di carcere per favoreggiamento sono stati chiesti inoltre per i commercianti che non hanno voluto denunciare i propri estorsori, 9 invece per Bernardo Provenzano e l'ex consigliere di circoscrizione di Fi Marcello Parisi e 16 per il boss Lorenzo Di Maggio. (Antimafiaduemila)