venerdì 10 luglio 2009

La bolletta dell'acqua aumenta di 200 euro l'anno

Via libera alla stangata sulla bolletta dell´acqua. Ieri la conferenza dei sindaci della provincia ha votato il contratto di servizio tra Acque potabili siciliane, la società che gestisce l´Ato idrico, e l´Amap. «Si conclude così un contenzioso che andava avanti da anni, inizia adesso una gestione efficiente a tutto vantaggio dei cittadini», dice soddisfatto il presidente della Provincia, Giovanni Avanti. Ai palermitani però di certo arriverà un rincaro della bolletta dell´acqua: il contratto varato dalla conferenza dei sindaci, e votato anche dal Comune, prevede che la tariffa in città passi da 1,17 a 1,34 euro al metro cubo. L´incremento è dovuto alla parte che l´Amap dovrà girare ad Aps: cioè 18 centesimi al metro cubo, destinati a investimenti sulla rete. Ma c´è di più: l´aumento è retroattivo dal 1° gennaio 2009. Alla conferenza erano presenti 42 degli 82 sindaci: venti hanno votato a favore (tra i quali il rappresentante di Palermo), dieci contro (Caltavuturo, Petralia Sottana, Altofonte, Prizzi, Contessa Entellina, Campofelice di Roccella, Bisacquino, Marineo, Termini Imerese e Blufi), astenuti gli altri dodici. Adesso l´amministratore delegato di Aps, Lorenzo Serra, e il presidente dell´Amap, Dario Allegra, dovranno solo firmare il contratto. «Poi scatteranno gli aumenti, ma ancora non abbiamo ricevuto direttive precise», dicono dall´Amap, che in base all´accordo continuerà a gestire l´acquedotto fino al 2021, ma in cambio dovrà vendere l´acqua all´ingrosso proprio ad Aps a circa 24 centesimi al metro cubo, contro gli attuali 64. L´approvazione del contratto da parte della conferenza dei sindaci ha scatenato una bufera politica: mercoledì sera il Consiglio comunale aveva approvato all´unanimità un atto d´indirizzo che chiedeva al sindaco Diego Cammarata «di non votare il contratto e sospendere tutto per quindici giorni». Ma alla conferenza dei sindaci il rappresentante di Palazzo delle Aquile, il dirigente Antonino Mercurio, ha votato a favore. «È assurdo che l´amministrazione di Palermo abbia avallato l´aumento malgrado l´intervento con un atto votato all´unanimità da Sala delle Lapidi», dice il consigliere del Pd Salvatore Orlando. «Il comportamento del delegato del sindaco è gravissimo - incalza la capogruppo di Un´altra storia, Antonella Monastra - Il Consiglio, inoltre, già nello scorso novembre aveva firmato una delibera all´unanimità in cui si stabiliva che il contratto doveva essere rivisto da Sala delle Lapidi». Fabrizio Ferrandelli, capogruppo di Italia dei valori, non usa giri di parole: «È stato un vero e proprio golpe da parte dall´amministrazione Cammarata». Alla stangata sull´acqua potrebbe aggiungersi a giorni anche quella sull´Irpef comunale: ieri Cammarata ha convocato il capogruppo del Pdl, Giulio Tantillo, e quello dell´Udc, Doriana Ribaudo, ai quali ha chiesto, al più presto, il voto della delibera che prevede il raddoppio dell´addizionale.

a. fras. http://palermo.repubblica.it/dettaglio/la-bolletta-dellacqua-aumenta-di-200-euro-lanno/1671054
(10 luglio 2009)

mercoledì 8 luglio 2009

Miss Mediterranea 2009 ai nastri di partenza


07-07-09 | Spettacoli | Sicilia | Sono già 50 le ragazze selezionate per l’ottava edizione del concorso itinerante di bellezza promosso da Teleoccidente, “Mediterranea 2009”. Obiettivo della rassegna è quello di segnalare nuovi talenti femminili di bella presenza e portamento da inserire come nuove proposte nel mondo dello spettacolo e della moda.

L’evento, già sperimentato con successo negli ultimi sette anni, si snoderà in una decina di prestigiose piazze siciliane tra le province di Palermo e Trapani. Il tour 2009 prevede la prima tappa inaugurale all’Arena delle Rose di Castellammare del Golfo. Il 2 agosto la manifestazione sarà presente ad Alcamo in piazza Ciullo, il 9 agosto sul lungomare di Capaci, il 22 agosto nel centro storico di Torretta, il 23 agosto nella piazza Duomo di Carini, il 25 agosto in piazza Umberto a Borgetto, il 4 settembre in piazza Principe di Piemonte a Montelepre e il 6 settembre, per il gran finale, tutti alla Villa a Mare di Terrasini.

Restano da definire altre 5 tappe nel territorio costiero che va da Isola delle Femmine a San Vito Lo Capo, e l'entroterra fino a Corleone. Lo spettacolo quest’anno sarà presentato dal dj storico di Radio Time Palermo, nonché editore, Lello Sanfilippo. Al suo fianco, la bella Alice Sberna, Miss Mediterranea 2008.

Durante ogni serata si esibiranno artisti di vario genere, tra cui il noto cabarettista palermitano Tony Carbone. Anche quest’anno le coreografie degli spettacoli sono stati affidati agli insostituibili Nello Costa e Debora Asta che insegneranno il portamento alle ragazze e cureranno ogni loro singola uscita. Le iscrizioni al concorso sono assolutamente gratuite, e sono ancora aperte a ragazze dai 16 ai 25 anni; altezza minima richiesta 1,70.

La vincitrice assoluta della manifestazione “Miss Mediterranea 2009” riceverà come premio dei contratti pubblicitari e una Crociera Costa per due persone. Altri ricchi premi, tra cui viaggi, sono in palio per le altre classificate. Per avere ulteriori informazioni, è possibile chiamare i numeri 091/8983776 – 329.8089434- 320.9581861 o inviare il proprio profilo con riferimenti telefonici e foto all’indirizzo e-mail info@teleoccidente.it

martedì 7 luglio 2009

Una tv per la mafia: Cosa Nostra ricattava Berlusconi?

Silvio Berlusconi è stato ricattato da Cosa Nostra? Ieri si è posto la domanda anche "The Independent". Che ha avanzato un'ipotesi: proprio le minacce della mafia avrebbero accelerato l'ingresso di Berlusconi in politica. Ma, a guardare bene il materiale su cui indagano i giudici di Palermo, emerge un'altra ipotesi, più complessa.

Tutto comincia con un sequestro avvenuto nel 2005 nella casa di Massimo Ciancimino, figlio di quel don Vito che tanta parte ebbe nella scalata dei boss di Corleone. Si tratta - come registrano i carabinieri nel verbale - di «un foglio A4, in parte manoscritto, contenente le richieste dell'On. Berlusconi per mettere a disposizione una delle sue reti televisive». Finito in un vecchio fascicolo, quel foglio è stato ritrovato dai Pm palermitani Nino Di Matteo e Antonio Ingroia. È un foglio incompleto, strappato nella sua parte iniziale. L’Unità ha potuto vederlo. È possibile leggere il nome del destinatario - «All'onorevole Berlusconi…» - e una frase: «Un invito a Berlusconi ad accogliere le richieste» (...) «altrimenti accadrà un fatto luttuoso». Secondo gli investigatori la missiva proveniva dal cuore di Cosa nostra e Vito Ciancimino era il tramite attraverso il quale farla arrivare a Berlusconi. Ma quando? Prima del suo ingresso in politica, si è ipotizzato in queste ultime settimane. In realtà l'intestazione - «All'onorevole Berlusconi» - fa pensare che la lettera sia successiva alla discesa in campo. Ovvio. In effetti questo aspetto non è stato rilevato perché si è ritenuto che la dicitura fosse contenuta solo nel verbale dei carabinieri (redatto quanto appunto Berlusconi era onorevole). Invece, ed è questa la novità, compare anche nel documento originale.

La nuova datazione pone molti problemi. Prima di tutto: in che modo la mafia credeva di poter ricattare il premier o, a seconda del momento in cui la minaccia fu scritta, il capo dell'opposizione? Una risposta precisa è impossibile. Ma si sa che, prima di scendere in politica, Berlusconi aveva avuto a che fare con Cosa Nostra. Non solo per la nota vicenda di Vittorio Mangano, lo "stalliere" che, addirittura, visse per qualche tempo nella sua casa. Ci sono stati altri episodi. Per esempio, da uno dei libri mastri della mafia sequestrati nella metà degli anni Novanta emerge che due volte l'anno Mediaset corrispondeva un «regalo» alla famiglia mafiosa nel cui territorio ricadevano alcune delle antenne Mediaset.
Ma la lettera di cui ci stiamo occupando non parla di denaro. Parla di «mettere a disposizione» una delle tv. Per fare cosa? Una campagna di stampa contro il carcere duro, contro i pentiti, contro i magistrati. E attraverso quali volti televisivi un'operazione simile può essere portata avanti? Per avviare un ragionamento bisogna tornare indietro nel tempo. Alla «svolta» del 14 ottobre del 1994, per esempio. Non erano passati due anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio e, fino a quel momento, le reti Mediaset e i giornali del gruppo Mondadori avevano sempre sostenuto l'opera del pool antimafia e anche la divulgazione di quel lavoro attraverso libri e fiction. Quel giorno da a Mosca Berlusconi, premier da sette mesi, disse: «Speriamo di non fare più queste cose sulla mafia, perché questo è stato un disastro che abbiamo combinato insieme in giro per il mondo. Dalla “Piovra” in giù. Non ce ne siamo resi conto, ma tutto questo ha dato del nostro paese un'immagine veramente negativa. Quanti sono gli italiani mafiosi? Noi non vogliamo che un centinaio di persone diano un'immagine negativa nel mondo».
A stretto giro di posta arrivò la risposta da un carcere. «E' vero ha ragione il presidente Berlusconi, queste cose sono invenzioni… Ma quale mafia, quale piovra, sono romanzi…Andreotti è un tragediato come sono tragediato io. E Carnevale più tragediato ancora. Questi pentiti accusano perché sono pagati, prendono soldi». A parlare era Salvatore Riina.

Tornando al misterioso documento «All’onorevole Berlusconi» è oggi impossibile fare ipotesi precise su dove Cosa Nostra volesse arrivare. Né si hanno elementi per capire se i propositi estorsivi di quella lettera siano stati messi in atto o se siano rimasti circoscritti alle fantasie dei boss. Ma il documento un aspetto lo chiarisce: Cosa Nostra, chiusa la fase delle stragi, decise di cambiare strategia, di agire sulla pubblica opinione con l'obiettivo di “alleggerire” il 41 bis. Fu allora che nacque, dentro l’associazione criminale, una sorta di «ufficio relazioni esterne» che, nel suo programma di lavoro, inserì la conquista di una delle reti dell'attuale presidente del Consiglio.
L’inchiesta di Nicola Biondo www.unita.it
07 luglio 2009