martedì 22 dicembre 2009

MAFIA: CENTRO RICERCA NELLA CANTINA DI RIINA, ARRIVANO 2 MLN EURO


AGI) - Palermo, 21 dic. - La cantina Kaggio diventera' un moderno centro sperimentale per la valorizzazione e promozione dei prodotti agricoli provenienti dalle terre confiscate, grazie ad un finanziamento di 2.077.000 euro disposto dal ministero dell'Interno, nell'ambito del Programma operativo nazionale Sicurezza per lo sviluppo Obiettivo convergenza 2007-2013. La struttura, confiscata a Salvatore Riina e Bernardo Provenzano, e' stata assegnata dal Comune di Monreale, nello scorso agosto, al Consorzio Sviluppo e Legalita', che si occupa della gestione e dell'utilizzo dei beni confiscati nel territorio dei comuni di Altofonte, Camporeale, Corleone, Monreale, Piana degli Albanesi, Roccamena, San Cipirello e San Giuseppe Jato, con la finalita' di coniugare legalita' e sviluppo del territorio. Il progetto di riqualificazione del complesso aziendale, promosso dal Consorzio e finanziato dal Ministero dell'Interno, sara' presentato domani in prefettura in conferenza stampa, alle 10, dal prefetto Giancarlo Trevisone, dal presidente della commissione attivita' produttive dell'Ars Salvino Caputo, dal sindaco di Monreale Filippo Di Matteo, dal sindaco di San Cipirello Antonino Giammalva, presidente del consorzio, e dal direttore del consorzio Lucio Guarino. (AGI) Mrg

lunedì 21 dicembre 2009

Mafia: blitz dei carabinieri a Palermo, nove fermi Nel mirino esponenti dei mandamenti di Resuttana e San Lorenzo

(ANSA) - PALERMO, 21 DIC - Blitz antimafia a Palermo nei confronti di capi e uomini d'onore dei mandamenti palermitani di Resuttana e San Lorenzo: 9 fermi. I carabinieri del comando provinciale e del reparto operativo di Palermo e i finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria stanno eseguendo nove provvedimenti di fermo disposti dalla Direzione distrettuale antimafia. Gli indagati sono accusati di associazione mafiosa ed estorsione.

giovedì 17 dicembre 2009

Oggetto: in arrivo il “Bonus gas” per le famiglie bisognose

COMUNICATO STAMPA


Anche i cittadini corleonesi possono richiedere il “Bonus gas”, un contributo economico, erogato alle famiglie in difficoltà economiche, introdotto dal Decreto Interministeriale (DM) 29/11/2008, con l’obiettivo di sostenere la spesa energetica degli italiani.

Ne hanno diritto i cittadini titolari di un contratto di fornitura di gas naturale (clienti diretti) e le persone fisiche che utilizzano un impianto condominiale alimentato a gas naturale (clienti indiretti). Il bonus garantisce un risparmio sulla spesa annua per la fornitura di gas naturale, ha 12 mesi di validità ed è retroattivo per il 2009, se richiesto entro il 30 aprile del 2010.

L’ammontare del bonus varia da un minimo di 25 euro ad un massimo di 160 per le famiglie fino a 4 componenti, da un minimo di 40 euro ad un massimo di 230 euro per le famiglie con oltre quattro componenti

Il “Bonus gas” va richiesto presentando un’apposita domanda negli uffici dell’Unione dei Comuni del Corleonese, sito in piazza Garibaldi 1, dove è possibile ritirare la modulistica.

«Con il “Bonus gas” – dice il sindaco Nino Iannazzo – confermiamo la nostra volontà di stare dalla parte dei cittadini e di sostenere coloro che ne hanno più bisogno. Oltre ad essere un esempio di civiltà, il contributo per il gas è un ulteriore risposta alle richieste delle fasce più deboli della popolazione».

Per tutte le altre informazioni e i requisiti per presentare l’istanza, è possibile chiamare il numero 091/84524204 oppure il numero verde 800-550605. Uno sportello ad hoc è stato attivato al piano terra di palazzo Cammarata presso l’Unione dei Comuni del Corleonese.

16/12/2009



L’addetto stampa
Monica Diliberti

Genchi:Dell'Utri telefono'a mafiosi Risulta dai tabulati, gia' dalla fondazione di Forza Italia

(ANSA) - ROMA, 16 DIC -'Ho evidenze di telefonate di Dell'Utri ai mafiosi. Ci sono chiare prove che risultano dai tabulati, gia' all'origine della fondazione di FI'. Lo ha rivelato Gioacchino Genchi, consulente informatico per diverse procure, ospite di Klaus Davi nel programma tv Klauscondicio. 'Ho dei dati inconfutabili che dimostrano come appartenenti di spicco di Cosa Nostra abbiano preso parte alla genesi del partito in Sicilia,e direttamente collegati ai soggetti che hanno compiuto le stragi del '93.

martedì 15 dicembre 2009

Finanziaria, sì a fiducia Fini, è deprecabile

ROMA - Il governo pone la questione di fiducia alla Camera sulla legge Finanziaria: lo ha annunciato nell'Aula di Montecitorio il ministro per i Rapporti con il Parlamento Elio Vito.

E' una decisione deprecabile perché di fatto impedisce all'Aula di pronunciarsi sulla Manovra". Lo ha detto nell'Aula della Camera il presidente Gianfranco Fini.

"La scelta, legittima perché prevista dal regolamento e in quanto prerogativa del governo, di porre la questione di fiducia sulla legge Finanziaria non può che essere considerata dalla presidenza della Camera come una decisione strettamente legata non a ragioni procedurali ma solo a ragioni di carattere politico rientranti nel rapporto tra il governo e l'opposizione ma il rapporto tra maggioranza e governo": ha aggiunto il presidente della Camera , rilevando che "l'opposizione non ha tenuto né in commissione né in Aula atteggiamenti ostruzionistici" Ansa

lunedì 14 dicembre 2009

MAFIA: PD PROVINCIA ROMA ADERISCE A MANIFESTAZIONE CONTRO EMENDAMENTO

Roma, 14 dic. - (Adnkronos) - "Il gruppo provinciale del Pd aderisce all'iniziativa che vedra' il Pd di Roma domani alle 9.30 in Piazza di Montecitorio, per chiedere di stralciare dalla finanziaria l'emendamento che consente la vendita dei beni immobili confiscati alla criminalita' organizzata e rischia di minare la credibilita' delle politiche antimafia del governo". Lo dichiara, in una nota, il capogruppo del Pd alla Provincia di Roma Daniele Leodori.

"E' inaccettabile - aggiunge - che si approvi una norma che permetta di vendere i beni confiscati, sottraendoli, di fatto, al riutilizzo per fini sociali, sancito dalla Legge 109/96 e rischiando che vengano riacquistati dalle stesse organizzazioni criminali. Per questo - conclude - contro questo emendamento devono scagliarsi istituzioni, forze politiche, associazioni, cittadini, tutti coloro che hanno a cuore la difesa della legalita'''.

"Contro l'emendamento - continua la nota - il Pd provinciale ha presentato in Consiglio una mozione, il cui primo firmatario e' il consigliere Emiliano Minnucci, nella quale si chiede anche un impegno per l' istituzione dell' Agenzia nazionale per i beni confiscati, allo scopo - si legge nella mozione - di "sottrarre alle organizzazioni criminali, in maniera definitiva e certa, gli ingenti patrimoni accumulati con attivita' illecite".

AGRICOLTURA: PROTESTA CON TRATTORI IN PIAZZA A PALERMO

(AGI) - Palermo, 14 dic. - Gli agricoltori sono tornati a protestare con i trattori in piazza questa mattina a Palermo, bloccando con i mezzi meccanici piazza Indipendenza dove ha sede la Presidenza della Regione. La protesta e' stata organizzata dai Comitati spontanei per l'agricoltura e dal Consorzio per la difesa dell'agricoltura siciliana. A fianco dei coltivatori ci sono anche i sindaci di alcuni Comuni delle province di Palermo, Caltanissetta, Agrigento e Trapani. I dimostranti chiedono di incontrare il presidente Raffaele Lombardo, cui sottoporre le loro richieste. Tra queste, ha spiegato il presidente del Consorzio, Ambrogio Vario, il congelamento dei debiti delle aziende agricole nei confronti dell'Inps e della Serit, la societa' regionale di riscossione delle imposte, l'erogazione di aiuti per il ripianamento delle esposizioni, misure di sostegno alla produzione che soffre per il forte calo dei prezzi. "E' una situazione di emergenza, ma i soldi ci sono. Servono soltanto programmazione e interventi di urgenza", ha detto Salvino Caputo, presidente della commissione Attivita' produttive dell'Ars e vicesindaco di Monreale (Palermo), in piazza con gli agricoltori.

domenica 13 dicembre 2009

Berlusconi ferito al volto

Il Presidente del Consiglio Berlusconi colpito al volto. da condannare assolutamente tale atto ma la si smetta con questa politica dello scontro voluta in primis dallo stesso Presidente. Situazione grave per il nostro paese

giovedì 10 dicembre 2009

Manovra verso fiducia Pd: cazzotto in faccia

ROMA - Riprende oggi alla Camera la discussione generale sulla legge finanziaria. L'opposizione alza le barricate contro il governo, che intende porre la fiducia sulla manovra, probabilmente martedì prossimo. L'Udc chiede all'Esecutivo di "sottoscrivere
un patto: ridurremo al massimo gli emendamenti - spiega Pier Ferdinando Casini - se la maggioranza non metterà la fiducia".
Il Pd si rivolge direttamente a Gianfranco Fini. "Siamo in una condizione deprimente per il Parlamento - dice Pier Luigi
Bersani -, ci aspettiamo che il presidente della Camera ne faccia valere il ruolo". I sindacati criticano invece
l'utilizzo del Tfr per coprire parte della manovra. "Polemica infondata", risponde il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi.

AULA VERSO FIDUCIA, PD: UN CAZZOTTO IN FACCIA - di Alessandra Chini - Ultima 'chiamata' delle opposizioni al governo sulla Finanziaria. In apertura dei lavori sul provvedimento approdato in Aula alla Camera Pd, Udc e Idv propongono un 'patto tra gentiluomini' al governo: ridurranno al massimo gli emendamenti se la maggioranza non metterà la fiducia. Si tratterebbe, è il ragionamento del centrosinistra, di un modo per "difendere il Parlamento", anche dopo che il lavoro in commissione si è incentrato quasi unicamente sugli emendamenti di governo e maggioranza, con le opposizioni che alla fine hanno abbandonato i lavori per protesta.

"Oggi - scandisce il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini - chiediamo al governo di sottoscrivere un patto a difesa della centralità del Parlamento e a difesa anche della maggioranza che non può appiattirsi sul governo". Il Pd si rivolge direttamente al presidente della Camera Gianfranco Fini. "Siamo in una condizione deprimente per il Parlamento - dice Pier Luigi Bersani - e ci aspettiamo che il presidente oltre a spendere i propri buoni uffici, faccia valere sostanzialmente il ruolo del Parlamento". Non solo, il leader del Pd attacca, l'atteggiamento tenuto in commissione dal governo che ha di fatto messo la fiducia sul maxi-emendamento del relatore è un "cazzotto in faccia alla discussione".

In commissione, è la risposta del ministro dell'Economia Giulio Tremonti, giunto in Aula per seguire la discussione sul provvedimento, c'é stata "una discussione anche intensa e prolungata". Il ministro, tra l'altro, oggi in Aula ha lasciato i banchi del governo proprio per andare a intrattenersi a colloquio con Bersani alla sua postazione. Interviene anche il presidente della Commissione Giancarlo Giorgetti: le regole in commissione - dice - "sono state rispettate". La fiducia, però, sembra ormai quasi scontata. Dovrebbe arrivare martedì prossimo.

Domani, infatti, dopo l'esame della proposta di legge sul made in Italy, la richiesta di arresto per il sottosegretario Nicola Cosentino e le mozioni sulle sue dimissioni, si riprenderà con la discussione generale. Venerdì dovrebbe essere votato il ddl di Bilancio e forse il primo articolo della Finanziaria. Martedì verrebbe messa la fiducia. Gli emendamenti sono qualche centinaio ma i gruppi ribadiscono la propria volontà a limitarli. In ogni caso, sottolinea il relatore della Finanziaria Massimo Corsaro "il mondo non finisce con questo provvedimento" e, in effetti, entro la fine dell'anno dovrebbe arrivare il decreto milleproroghe che dovrebbe risolvere, reintroducendo il 'diritto soggettivo' la questione del tetto all'editoria. Tema sul quale Tremonti ha rassicurato per telefono il presidente della Camera, Gianfranco Fini.

Restano i nodi dell'utilizzo del fondo sul Tfr, che vale il 33% delle coperture della manovra economica, e sulle quali scendono lancia in resta il segretario della Cgil, Guglielmo Epifani e della Cisl, Raffaele Bonanni. Infine, per quanto riguarda la questione dei beni confiscati alla mafia arriva dal ministro dell'Interno Roberto, la proposta della creazione di una agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati. Nel frattempo, secondo le stime dei tecnici della Camera, la Finanziaria è arrivata a pesare 9,2 miliardi di cui 5,6 in termini di indebitamento netto. Ansa

mercoledì 9 dicembre 2009

CORLEONE(PA): CERIMONIA DI INTITOLAZIONE DI UNA VIA ALLA MEMORIA DELA CARABINIERE SCELTO CLEMENTE BOVI


Il 10 dicembre 2009, con inizio alle ore 11.30 circa, in Corleone, in Piazza Garibaldi, si terrà la cerimonia di intitolazione della via al Carabiniere Scelto Clemente Bovi Medaglia d’Oro al Valor Militare.

Il Carabiniere Scelto Clemente Bovi, nato a Ciminna il 29 ottobre 1926, prestava servizio dal 1949, presso la Stazione Carabinieri di Caltabellotta. L’8 settembre 1959, mentre faceva rientro da un permesso fruito presso la propria famiglia, fu bloccato in una zona periferica di Corleone da sei malfattori che, sotto la minaccia delle armi, tentarono di rapinarlo. Bovi ingaggiò un violento conflitto a fuoco uccidendo uno dei banditi, ma venendo anch’egli mortalmente colpito. Il 25 settembre 1960 gli fu conferita la Medaglia d’Oro al Valor Militare.

L’Amministrazione comunale di Corleone ha proposto l’intitolazione di una via alla memoria del militare. All’evento saranno presenti molte autorità, locali, regionali e provinciali.

Nel corso della cerimonia sarà scoperta e benedetta la targa in marmo di intitolazione della via.

L’evento si concluderà con un concerto della Fanfara del XII Battaglione “Sicilia” che verrà eseguito presso la Chiesa Maria SS del Monte Carmelo alle 19.00.

L’iniziativa congiunta dell’Arma e del Comune di Corleone si inserisce in un vero e proprio “percorso della memoria” che il Comando Provinciale ha avviato, da tempo, per recuperare il ricordo delle tante vittime in uniforme, cadute nell’adempimento del dovere, rendendo doveroso omaggio al loro sacrificio. www.melitoonline.it

Palermo, 09 dicembre 2009

martedì 8 dicembre 2009

Finanziaria: confermate le disposizioni sulla vendita dei beni confiscati alla mafia

Via libera in commissione Bilancio alla Camera alla Finanziaria, che da mercoledi' 9 dicembre approda in aula a Montecitorio. La maggioranza ha votato un maxiemendamento del relatore dopo che i gruppi di opposizione avevavo abbandonato i lavori per protestare contro quella che considerano una ''fiducia mascherata'' in commissione, con un testo della manovra riscritto dal relatore e blindato.

La decisione dell'opposizione e' giunta dopo aver constatato l'andamento della discussione in questi giorni, con un maxiemendamento del relatore che ha completamente riscritto la manovra e una strozzatura della discussione in Commissione.

''Il dibattito in Aula si preannuncia caldo, e noi faremo in modo che sia cosi'''. Ha sintetizzato Pier Paolo Baretta, capogruppo Pd in Commissione Governo e maggioranza, ha riferito Baretta ''hanno dichiarato nella notte che non c'era disponibilita' ad accogliere emendamenti''. Da qui derivano ''due anomalie'' denunciate dal Pd. La prima e' che ''di fatto e' stato dato luogo ad una procedura di fiducia in Commissione con un maxiemendamento del relatore blindato. Un vulnus pesante''. La seconda anomalia e' che ''nessun emendamento di nessun deputato ne' di maggioranza, ne' di opposizione, e' entrato in finanziaria e questo e' un precedente grave''.

Antonio Borghesi dell'Idv ha segnalato ''uno sfregio della Costituzione'' perche' ''spostare la 'fiducia' in Commissione vuol dire esautorare il Parlamento. Un nuovo passo verso il regime''. Inoltre ''Berlusconi aveva garantito che non ci sarebbe stato assalto alla diligenza, invece e' entrato di tutto di piu'. Con i soldi dello scudo la maggioranza si e' confezionata un emendamento su misura''.

Gian Luca Galletti dell'Udc ha sostenuto che ''una maggioranza e un governo pasticcioni hanno prodotto una finanziaria debole e pasticciata''.

Entrando nel merito delle misure, le opposizioni hanno rimarcato come non siano presenti misure a sostegno dei redditi e delle famiglie, nulla di incisivo sia stato fatto per le popolazioni dell'Abruzzo, siano state confermate le disposizioni sulla vendita dei beni confiscati alla mafia e come l'editoria sia pesantemente colpita.
www.asca.it

lunedì 7 dicembre 2009

“I soldi persi con la Ibs Forex erano destinati a opere ancora ferme come la Corleone - Partinico

“Teniamo a sottolineare che i fondi che la Provincia di Palermo investì attraverso la società Ibs Forex erano destinati ad opere pubbliche da realizzare, come la Corleone-Partinico, il foro boario di Caccamo o il porto di Termini Imerese. Non si trattava di avanzi di bilancio, ma di fondi per i quali molte opere pubbliche sono ancora ferme”. Questa, nella sostanza, la denuncia dei consiglieri provinciali Luisa La Colla (Idv), Antonio Marotta (Rc) e Silvio Moncada (Pd) membri della commissione consiliare d’indagine sul caso Ibs Forex, attorno al quale pendono circa 40 milioni di euro, forse irrecuperabili per le casse provinciali. Secondo la ricostruzione dei tre consiglieri, le responsabilità politiche della vicenda sono da attribuire alla “scriteriata amministrazione Musotto”, come denuncia La Colla, mentre le responsabilità amministrative ricadrebbero sulle spalle dell’ex direttore generale Caruso e del ragioniere generale Bonomo. Al presidente Avanti, a cui i tre recriminano soltanto di avere, forse, sottovalutato la questione, i consiglieri chiedono oggi di “prendere adeguati provvedimenti al fine di operare radicali cambiamenti nella struttura burocratica/amministrativa dell’Ente”. www.livesicilia.it

sabato 5 dicembre 2009

MAFIA: NICCHI, CLASSE '81, LA SCALATA DEL BOSS RAGAZZINO

(AGI) - Palermo, 5 dic. - Enfant prodige di Cosa nostra, Giovanni Nicchi - arrestato dalla polizia a Palermo in una palazzina di via Filippo Juvara, vicino al palazzo di Giustizia - a suon di arresti e retate delle forze dell'ordine aveva scalato negli ultimi anni le posizione di vertice dell'organizzazione criminale, divenendone il numero 3. Nato 28 anni fa, il 16 febbraio 1981, a Torino, era ricercato dal 2006 - dopo l'operazione 'Gotha' che porto' in carcere anche la 'triade' di Cosa nostra - per associazione di stampo mafioso, estorsione ed altro. E' implicato anche nel traffico di cocaina dall'America. Nicchi, ritenuto vicino all'ala corleonese e inviso a Salvatore Lo Piccolo, era nell'elenco dei 30 latitanti di massima pericolosita' facenti parte del "Programma Speciale di Ricerca" selezionati dal Gruppo Integrato Interforze.
Antonino Rotolo, tra i componenti della 'Triade' di Provenzano, lo volle a capo del mandamento di Pagliarelli. Di lui si avevano notizie anche a Milano, citta' dove avrebbe avuto interessi e appoggi. Dopo l'arresto di Bernardo Provenzano, era considerato tra i piu' influenti elementi di Cosa nostra assieme a Matteo Messina Denaro e Mimmo Raccuglia. Il secondo e' stato catturato di recente. Resta Messina Denaro. (AGI) .

mercoledì 2 dicembre 2009

SICILIA/RIFIUTI: CAPUTO, NUOVE DISCARICHE A CAMPOREALE E CORLEONE

(ASCA) - Palermo, 2 dic - Sara' finanziata dalla Agenzia per i rifiuti e le Acque la realizzazione della nuova discarica di Camporeale ed il completamento di quella di Corleone. Lo rende noto Salvino Caputo, Presidente della Commissione Legislativa Attivita' produttive dell'ARS al termine della conferenza di servizio che si e' tenuta ieri.

''Il finanziamento di queste discariche - ha dichiarato Salvino Caputo - consentira' all'intero territorio degli ATO Palermo 2 di potere uscire dalla emergenza rifiuti e di potere operare in termini di riduzione dei costi di conferimento dei rifiuti nella discarica con minore costo per i cittadini''. Intanto i dipendenti dell'ATO Palermo 2 protestano per il mancato pagamento degli stipendi da oltre 4 mesi.

dod/rg/bra

(Asca)

STALKING: EVADE DAGLI ARRESTI DOMICILIARI, TORNA IN CARCERE A PALERMO

Palermo, 1 dic.- (Adnkronos) - Va agli arresti domiciliari per stalking e un'ora dopo evade ma viene subito intercettato e finisce in carcere. E' accaduto a Contessa Entellina (Palermo), dove all'operaio Domenico Bucalo, 24 anni, e' stata notificata un'ordinanza di custodia per diversi atti persecutori da lui compiuti contro una giovane donna e la sua famiglia. Per questi comportamenti, Bucalo in passato era stato colpito dal divieto di avvicinarsi di piu' di cento metri dall'abitazione delle vittime, ma aveva ignorato il provvedimento giudiziario.

martedì 1 dicembre 2009

Operazione «Crash» a Palermo Arrestati 11 fedelissimi di Provenzano


PALERMO - Un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 11 presunti affiliati alla famiglia mafiosa di Bagheria è stata eseguita all'alba, nell'ambito di un'operazione congiunta condotta dai carabinieri del reparto operativo del Comando provinciale di Palermo e da agenti della Squadra Mobile della Questura. I provvedimenti restrittivi, che colpiscono esponenti di Cosa Nostra riconducibili alla rete di favoreggiatori del boss Bernardo Provenzano, sono stati firmati dal gip Piergiorgio Morosini, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo. Gli arrestati devono rispondere, a vario titolo, di reati che vanno dall'associazione mafiosa finalizzata alle estorsioni, alla detenzione di armi, all'intestazione fittizia di beni.

IL NOME - L'operazione è stata denominata in codice Crash, dal nome di un'officina per la demolizione delle auto dalla quale scaturirono le indagini condotte tra il 2005 e il 2006 dalla Squadra Mobile e dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri con l'obiettivo di inviduare il circuito di fiancheggiatori che coprivano la latitanza del capo di Cosa Nostra Bernardo Provenzano. L'attività investigativa, portata avanti dalle due forze di Polizia, si intersecò consentendo di ricostruire i numerosi interessi economici del mandamento mafioso di Bagheria e il ruolo di primo piano all'interno di Cosa Nostra svolto dagli indagati.

COPRIVANO LATITANZA PROVENZANO - La rete di fiancheggiatori di Bagheria avrebbe garantito per anni, e con successo, la latitanza di Bernardo Provenzano. È quanto emerge dalle intercettazioni dell'operazione Crash. Massimiliano Ficano, uno dei fedelissimi del boss, se ne vantava: «La responsabilità di lui l'abbiamo avuta sempre qua a Bagheria». Ed ecco che l'arresto del capo di Cosa Nostra mette in crisi gli equilibri mafiosi. La sua successione è argomento di discussione fra Leonardo Ficano e il figlio Agostino che fa la sua previsione: «tre sono e ora si deve decidere chi deve 'salirè il latitante Lo Piccolo di Palermo, il latitante Raccuglia, il latitante del Trapanese che è Messina Denaro, comunque tutti e due corna dure sono, il Lo Piccolo che comanda tutto Palermo e sia questo del Trapanese, se si mettono d'accordo una cosa è certa, che hanno finito di comandare i corleonesi, dopo 40 anni, 50 anni hanno finito di comandare i corleonesi». Poi commentano il ritrovamento della macchina per scrivere di Provenzano nel covo di Montagna dei Cavalli. «Quella nostra?», chiede Leonardo Ficano rivolgendosi al figlio. I Ficano, dunque, avrebbero fornito a Provenzano la macchina con cui scriveva la sua corrispondenza.

CASTELLO - Il personaggio di maggiore spicco coinvolto nell'inchiesta è Simone Castello, 60 anni, di Villabate (Palermo), già condannato per associazione mafiosa e sottoposto a misure di prevenzione, che è stato arrestato in Spagna a Murcia, nei pressi di Madrid, dalla Guardia Civil in collaborazione con i carabinieri del Comando Provinciale di Palermo. Nelle penisola iberica, dove si era trasferito, Castello gestiva una società di import-export di frutta e ortaggi, del valore approssimativo di 2 milioni e mezzo di euro, che è stata sottoposta a sequestro preventivo. Simone Castello è stato condannato per mafia con sentenza definitiva nel 2005. Prima di tornare in carcere avrebbe avuto il tempo di ricoprire un ruolo di vertice nella famiglia mafiosa di Bagheria, roccaforte di Bernardo Provenzano. Nell'ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Piergiorgio Morosini, su richiesta dei pubblici ministeri Antonino Di Matteo e Marzia Sabella, viene descritto come un personaggio di spicco della rete di fiancheggiatori dell'allora boss latitante. Rete di cui avrebbero fatto parte anche Massimiliano Ficano (cognato di Castello), Giuseppe Comparetto e Stefano Lo Verso, considerati anelli terminali della catena di favoreggiatori di Provenzano. Insieme al padre Leonardo, Simone Castello gestisce il deposito di autodemolizioni sulla strada statale 113, alla periferia di Bagheria, divenuto punto d'incontro fra gli indagati e imbottito di microspie dagli inquirenti. Subito dopo gli arresti di Castello, Comparetto e Lo Verso, il potere sarebbe poi passato a Ficano. È lui stesso a spiegare a Cristofaro Morici le gerarchie nel corso di una conversazione captata nel deposito di automobili. È il 24 dicembre del 2005: «Quando c'èqualche cosa, se c'è mio cognato fuori gliela faccio vedere a lui, non devo dare spiegazioni a nessuno, tranne a mio cognato, in mancanza di Onofrio (Morreale ndr) devo dare spiegazioni a mio cognato, in mancanza che non c'è Onofrio io non sono tenuto a dargli spiegazioni». Sulla parentela con Castello, Ficano avrebbe fondato la sua scalata al potere. In un'occasione si sarebbe rivolto al cognato per fare rimproverare Lo Verso e Comparetto che, a suo dire, gli avevano mancato di rispetto. Il 19 gennaio 2006 Ficano racconta a Morici che Castello aveva partecipato ad un summit mafioso: «Aveva il soggiorno obbligato, è sceso per un'udienza, gli hanno dato sabato e domenica di stare qua. Eravamo tutti dove c'è il capannone». Lo Verso e Comparetto erano stati chiamati in disparte: «Ho sentito mio cognato che ha cominciato a gridare, sono diventati gialli, rossi in faccia». Corriere della sera

domenica 29 novembre 2009

MAFIA: VIGNA, INDAGATO NON VA INFORMATO

Se c'e' di mezzo un reato di mafia "l'indagato non puo' sapere di essere indagato per tutelare la segretezza delle indagini". Lo dice al Corriere della Sera l'ex procuratore antimafia, Pierluigi Vigna, che aggiunge: "Pubblicita' non c'e' in questo tipo di indagini sulla mafia", quando un presunto indagato chiede se e' indagato "deve ricevere una risposta in ogni caso negativa se si tratta di reati di mafia. E' stabilito dal codice di procedura penale. E' l'applicazione del cosiddetto 'doppio binario'".

www.repubblica.it

sabato 28 novembre 2009

La Procura di Firenze e il pentito Spatuzza Inchiesta riaperta sui «mandanti» politici

MAFIA: PROCURATORE FIRENZE, BERLUSCONI E DELL'UTRI NON INDAGATI

(ASCA) - Firenze, 28 nov - Silvio Berlusconi e Marcello Dell'utri ''non sono indagati'' dalla Procura di Firenze nell'ambito delle nuove inchieste sulle stragi di mafia del '93. Lo ha detto il procuratore capo di Firenze Giuseppe Quattrocchi, rispondendo a una domanda dei giornalisti. Ai cronisti che gli facevano notare che questa mattina il quotidiano Libero afferma che Berlusconi sarebbe indagato dalla Procura di Firenze, Quattrocchi ha risposto che: ''Quello che dice Libero non e' vero''. Infatti, ha precisato il magistrato, ''non ci sono iscrizioni di questo tipo''.

venerdì 27 novembre 2009

Niente regali alla mafia

Oggi a Palermo alle ore 17 alla bottega dei sapori e dei saperi di Libera, Piazza Politeama, manifestazione contro la vendita dei beni confiscati alla mafia. Corleone Dialogos ci sarà

IL GIOCO DELLE PARTI


Non ci vogliono sforzi d’intelligenza per capire come la recente decisione governativa, della vendita dei beni confiscati alla mafia, inserita “aumma-aumma” nella finanziaria, sia un grosso regalo del governo ai mafiosi, ma è anche la concreta realizzazione di uno dei punti , credo il nono, del “papello”, ovvero della mostruosa trattativa tra stato e mafia negli anni 90, nel quale si chiedeva, per l’appunto la fine della confisca dei beni mafiosi. Così i conti tornano, sia pure dopo vent’anni: i mafiosi chiedono di bloccare la legge sulla confisca dei loro beni, il governo, con una partita di giro, glieli restituisce. I mafiosi , e in particolare i Graviano, mandano a Berlusconi un pericoloso segnale (“siamo pronti a parlare e a rivelare i nostri accordi, se non ci dai tutto quello che ci hai promesso) , Berlusconi risponde subito con lo scudo fiscale, ovvero il perdono e il condono per i soldi illecitamente guadagnati e imboscati all’estero e con la vendita dei beni confiscati, che, ovviamente ritorneranno ai mafiosi tramite prestanomi ed espedienti sotterranei vari. In tal modo lo stato può anche spremere un altro bel po’ di soldi al Sud, dov’è presente la gran parte dei beni confiscati, e portarli al Nord, verso le sponde dell’amata Padania, come a suo tempo, dopo l’Unità d’Italia, si fece con la vendita dei beni confiscati alla chiesa. Ma anche il gigantesco “condono” che si sta mettendo in atto con l’imminente legge sul processo breve, risolve, non solo le pendenze penali del premier, ma mette fuori un bel po’ di “santi cristiani”, bravi picciotti, imbroglioni, trafficanti di droga, estorsori e altri bei tipi, ingiustamente vessati e perseguitati dai soliti magistrati comunistacci. Dimostrazione tragica del detto: “Per un peccatore si perde una nave”. Pertanto ritengo del tutto sbagliata l’analisi su “La Repubblica” del 27-11 dal titolo “Cosa nostra alla resa dei conti con il Cavaliere”, nella quale si sostiene, in buona sostanza, che il Cavaliere, forse per una sua particolare e improvvisa conversione al rispetto delle leggi, non avrebbe mantenuto i patti con i mafiosi, i quali adesso vogliono fargliela pagare. Minchiate.I mafiosi chiedono ed esigono quello che è stato loro promesso. Nella stessa chiave di lettura sembra inquadrarsi la letterina a Schifiani, con minacce stronze e altre amenità, proprio quando ieri il pentito Gapare Spatuzza aveva parlato di un incontro tra i fratelli Graviano e lo stesso Schifiani. Botta e risposta: secondo gli strateghi l’avvocato Schifiani, Spatuzza mente, e la prova è la lettera di minacce ricevuta, che fa di lui un povero perseguitato e minacciato, altro che un complice. Ormai siamo davanti a professionisti dell’uso dei mezzi d’informazione espertissimi nell’ imbrogliare, depistare, confondere, frastornare chi ascolta o legge, cambiare le carte in tavola. Per fortuna il solito Berlusca qualche giorno fa ha sparato una delle sue minchiate più grosse: “Passerò alla storia come il Presidente del consiglio che ha sconfitto la mafia”. BOOM!!!! .

Salvo Vitale

COMUNICATO STAMPA: studenti in visita a Bruxelles


Sono 21 gli studenti che la prossima settimana partiranno, con tre loro insegnanti, per Bruxelles in visita alle principali istituzioni dell’Unione europea. Sedici sono allievi dell’Istituto superiore “Don Giovanni Colletto”, gli altri 5 invece studiano all’Istituto superiore “Don Calogero di Vincenti” di Bisacquino.

I fortunati studenti – tutti maggiorenni - sono stati scelti per gli ottimi risultati scolastici. Saranno a Bruxelles dal 1° al 3 dicembre. Altri 25 ragazzi partiranno da Ribera, in provincia di Agrigento.

«Mi auguro – dichiara il sindaco Nino Iannazzo – che questa esperienza possa arricchire le conoscenze dei giovani studenti, facendogli prendere coscienza dell’appartenenza all’Unione europea e dei processi democratici che la governano».

«Ancora una volta – dice il vicesindaco Pio Siragusa – dimostriamo la nostra vicinanza alle istituzioni scolastiche, dando loro, grazie all’iniziativa dell’eurodeputato Antonello Antinoro, questa ulteriore possibilità, che sottolinea il valore assoluto riposto nelle scuole e nei giovani del territorio».

Ecco i nomi degli alunni in partenza:

Scuola “Don Giovanni Colletto”:

DI NATALE KATIA VALERIA

DI CORTE ROSARIO

FONTANA MARCO

TUFANIO PAOLA

CAMMARATA ROSAMARIA

MIRABILE SERENANTONINA

CONTORNO IRENE

DI CHIARA FRANCESCA

LA SALA ANNA MARIA

BIANCHINO ANTONINO

MARINO PASQUALE

VIOLA IRENE

RIZZO STEFANO

DI SCLAFANI LEANDRO

PALERMO FEDERICO

MILAZZO VINCENZO

COMPARETTO ANTONINA (docente)

PURPURA MASSIMILIANO (docente)

Scuola “Don Calogero di Vincenti”:

Canzoneri Francesco Maria

Gennaro Nicoletta

Mutolo Giorgio

Rao Ciro

Trombaturi Leoluca Gerardo

Compagno Tommasa (docente)

27/11/2009

L’addetto stampa

Monica Diliberti

MAFIA: MARONI, SU VENDITA BENI CONFISCATI POLEMICHE INFONDATE


(ASCA) - Roma, 27 nov - Sulla legge che attribuisce la possibilita' di vendere all'asta alcuni dei beni confiscati alle mafie. Si sono fatte in questi giorni ''polemiche assolutamente infondate'' perche' questi beni ''sono destinati prioritariamente ad usi sociali e istituzionali''.

Ad affermarlo e' stato stamane il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, a margine della presentazione a Roma, presso la sede dell'Istituto superiore di Polizia, del calendario della Polizia di Stato.

Maroni ha ricordato che attualmente ci sono beni che non si riescono ad assegnare a fini sociali per una serie di motivi restando a deperire e, soprattutto, ''dando l'immagine dell'impotenza dello Stato. Solo in questi casi, che sono eccezionali - ha poi detto Maroni - con le dovute precauzioni che prendera' il Prefetto, quei beni potranno essere messi all'asta. Ma certamente sara' evitato accuratamente che ritornino nelle mani della criminalita' organizzata come qualcuno paventa''.

giovedì 26 novembre 2009

Vendita dei beni confiscati alla mafia: a Corleone Consiglio Comunale straordinario in un bene conficato alla mafia


Ma caro Presidente del Consiglio il fine non giustifica i mezzi


Lunedì 30 novembre 2009 è stato convocato il Consiglio Comunale in seduta ordinaria. Primo punto all’ordine del giorno è la proposta di convocare il Consiglio Comunale in seduta straordinaria, in un bene confiscato alla mafia, per discutere e approvare un ordine del giorno contro l’emendamento approvato al Senato che prevede la possibilità di vendere i beni confiscati alla mafia non assegnati. Si prevede che possa essere convocato per il 2 dicembre nell’agriturismo Terre di Corleone, ex stalle confiscate alla famiglia Riina, della cooperativa Pio La Torre. Crediamo che sia importante quest’iniziativa perché tutta Italia si aspetta da Corleone una decisione chiara e forte in merito alla questione. Ma devo dire che tutti ci aspettavamo che già lunedì scorso il Presidente del Consiglio del Comune di Corleone, Mario Lanza, convocasse una seduta straordinaria per approvare gli ordini del giorno presentati dal PD e dal PDL, contro l’emendamento approvato al Senato. Infatti, c’è una mobilitazione straordinaria contro tale emendamento che vede Libera e Avviso pubblico in prima linea. Il Presidente del Consiglio invece ha deciso di convocare il Consiglio in seduta ordinaria per il 30 novembre. Ma nell’ordine del giorno come primo punto non c’è l’approvazione delle due mozioni, ma solo la proposta di convocare il Consiglio Comunale in un bene confiscato alla mafia, dove si approveranno le predette mozioni. Anche se si è scelto di convocare un Consiglio ordinario non si capisce perché non sono state inserite le due mozioni all’ordine del giorno. Infatti, il Presidente ha violato il regolamento comunale che impone di inserire le mozioni al primo consiglio utile. Insomma nell’ordine del giorno andava inserita sia la richiesta di convocare una seduta del consiglio straordinario, sia le due mozioni. Credo che con un accordo bipartisan si sarebbe deciso di approvare l’ordine del giorno della convocazione del Consiglio in seduta straordinaria e di rinviare le due mozioni in quella seduta. Invece ci spiace osservare l’arroganza del Presidente del Consiglio Comunale e di questa maggioranza che talmente si crede autosufficiente che si sente in diritto di poter violare lo stesso regolamento comunale. Crediamo nella buona fede del Presidente Lanza, ma il suo atteggiamento è indice del modus operandi di questa coalizione di centro-destra. Siamo anche d’accordo che una manifestazione in un bene confiscato può avere una risonanza nazionale e ne condividiamo le finalità, ma non capiamo e non cocepiamo perché non si abbia rispetto delle regole e dei consiglieri comunali. Il fine non giustifica i mezzi. Caro Presidente cambi atteggiamento perché dobbiamo dimostrare ancora una volta che sulla lotta alla mafia siamo tutti uniti.


Giuseppe Crapisi